Fragola al cinema: Birdman

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Vincitore di quattro Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regia, Birdman è probabilmente la sorpresa più bella di questo 2015. Alejandro González Iñárritu dirige una pellicola dall’anima immaginifica che racconta di attori, cinema e potere dei media (social o meno), in una riflessione costante tra vita e arte, attraverso un puntiglioso, preciso, sapiente gioco di stile e tecnica talmente sopraffino che si fa poesia. Un Michael Keaton in stato di grazia e un cast di attori straordinari, Edward Norton, Emma Stone e Naomi Watts, completano il quadro per un film davvero imperdibile.

 

 

 

 

 

Titolo: Birdman
(o l'imprevedibile virtù dell'ignoranza)
Regia: Alejandro González Iñárritu
Anno: 2014
Paese: USA
Cast: Michael Keaton, Edward Norton,
Emma Stone, Naomi Watts, Zach Galifianakis

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il protagonista si chiama Riggan Thompson,  un attore conosciuto per lo più per essere stato il famosissimo Uomo Uccello, un supereroe da tipica saga americana che negli anni Novanta riempiva le sale cinematografiche e faceva impazzire i fan del genere. Quell’epoca, però, è ormai solo un ricordo e Riggan, dimenticato un po’ da tutti, tenta di tornare alla ribalta passando per la via che più spesso viene intrapresa dalle vecchie glorie, il teatro. Nel mettere in scena una sua persona rivisitazione del famoso racconto di Carver “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” dovrà vedersela con l’attore protagonista dotato ed egomaniaco, con una figlia problematica e in cerca di approvazione o semplicemente affetto, un’amante un po’ svitata e un amico manager preoccupato solo a come arginare il disastro che pare annunciarsi e il suo alter-ego Birdman, un po’ coscienza un po’ nemesi, con il quale Riggan intraprende dialoghi surreali e feroci contrasti, il tutto mentre l’attore cerca di ricomporre i pezzi della sua vita e, infine, quelli della sua identità martoriata e confusa.

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Birdman è un percorso meta nel mondo dello spettacolo con tutte le sue sfumature. Teatro nel teatro, cinema nel cinema, la società del potere dei social network che si ripete all’infinito su se stessa… Iñárritu prende la vita funambolica di Riggan e la trasforma in una metafora continua, con la quale fare satira sullo showbiz americano ma anche riflettere su quanto l’arte compenetri nella vita di un artista e viceversa. A tal proposito, è incredibile il parallelismo che si crea tra il protagonista e l’attore che lo interpreta, un bravissimo Michael Keaton che molti di noi ricordavano soprattutto per il Batman di Tim Burton e che forse avremmo ricordato ancora solo per quello se non fosse stato per il regista messicano, ma che proprio grazie a questa incredibile prova in Birdman risorge come l’araba fenice in tutto il suo splendore.

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Riggan si muove su, giù e tutto intorno al teatro dove metterà in scena la sua opera, e noi lo seguiamo in questo labirinto di corridoi, incontri, finte scazzottate, passeggiate seminudo per strada e voli sui tetti di New York attraverso un unico piano sequenza continuo, estremamente fluido e affascinante, che rende necessario rivedere il film una seconda volta per coglierne tutti i dettagli, capace di dare un ritmo sincopato, febbricitante all’intero film, generando una magia che si impossessa dello spettatore di minuto in minuto, ottenendo uno stupore quasi infantile, entusiasta, un’esaltazione visiva ed emotiva che si trascina anche quando il momento è andato via. Birdman è senza dubbio un mirabile esercizio di stile, raffinato, accurato e condotto con maestria, dove la sapienza tecnica si eleva raggiungendo livelli artistici e creativi mirabili, probabilmente non aggiungendo nulla alla trama ma donandole un’accezione di significato poetica e quasi esistenziale, allegorica, senza mancare di spettacolarizzare ancora di più il grande show a cui già assistiamo. In quest’ottica vanno visti i toni da commedia presenti in diverse scene, che alleggeriscono un po’ il registro della pellicola: si pensi alla scena in cui Riggan resta in mutande nel cuore della città e deve attraversa una folla impazzita che non smette di scattare foto e realizzare video destinati a divenire virali in pochi minuti, oppure alle varie scene in cui appare Edward Norton, irresistibile nella parte del vanesio Mike Shiner, grazie al quale ci regala alcuni dei momenti più belli e spassosi del film.

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Birdman è un film che in parte cerca di fare il punto su una situazione specifica, quel mondo dello spettacolo che conquista ma non perdona, dimentica ma non sempre onora, che chiede a gran voce ma è geloso nel dare, attraverso la satira pungente sugli attori che se la credono troppo, sulla critica che fa il bello e il cattivo tempo spesso immotivatamente, sull’andamento odierno del cinema americano, preso ormai tra supereroi da fumetto e personaggi fantasy e sci-fi, ma dall’altra parte si tratta di una pellicola che desidera raccontare la grande potenza che i sogni hanno sulla vita delle persone, soprattutto di coloro i quali hanno fatto del loro sogno una forma d’arte, e la fuga nell’immaginazione di Riggan diventa il simbolo del rifiuto dell’artista allo scetticismo del mondo che lo circonda. Birdman si presta così a più chiavi di lettura, mentre il gioco visivo magistralmente architettato da Iñárritu  incanta e fa sognare. Un film poetico, suggestivo, altamente godibile, un’opera di tutto rilievo destinata a diventare un classico da vedere e rivedere senza perdere nulla del suo fascino.

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Voto: 9

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11 commenti

  1. Ho la locandina in camera mia. Un signor film.

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  2. A me sinceramente non è piaciuto così tanto. Ho apprezzato la regia, la metafora costante di cui parli ma l'ho trovato un po' fine a se stesso, non so come dire. Intanto buona domenica :)

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    1. Di sicuro è un esercizio di stile, ma ammetterai che è un esercizio di stile strepitoso! ;-)

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  3. L'uccello mi faceva troppa impressione, infatti non volevo vederlo. Sono stata per i primi venti minuti con l'ansia che apparisse da un momento all'altro e quando è venuto fuori per poco mi veniva un infarto. Ti spiego: ho la fobia dei volatili.
    Comunque, bel film. Fantastico Edward Norton anche con le mutande.

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    1. Edward è riuscito a farti vincere la paura dei volatili insomma.. ben fatto! ;-)

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  4. Pian pianino ho intenzione di recuperare tutti i film da Oscar, quindi toccherà anche a lui, presto. :)

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  5. Bellissimo Birdman! Devo assolutamente rivederlo, magari in lingua originale questa volta.

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  6. Come al solito ancora non l'ho visto! Con i miei tempi prima o poi ce la farò.

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  7. mi avevano detto, è bello subito, ma dopo lo apprezzerai ancora di più
    devo ammettere che è proprio vero!
    mi è piaciuto subito, e nei giorni a seguire ci ho pensato tanto che sono stata felicissima di averlo visto

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  8. Non l’ho ancora visto… Devo rimediare al più presto!

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