E anche quest'anno... il Salone del Libro 2018!

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"Ma quindi anche quest'anno..."
"Eh certo... credi che possa farmelo mancare?"
"Mai! Se c'è una certezza nella vita è questa!"


Classico discorso in quel di maggio per la sottoscritta con i suoi amici e conoscenti. Chiunque mi conosca sa che nei giorni che vanno tendenzialmente dal 9 al 15 del mese io sarò impegnata sicuramente su un solo unico, amato fronte: il Salone del Libro di Torino

Certo, negli anni come tradizione si è plasmata alla mia vita, da 5 giorni fissa al Lingotto mi sono ridotta a una sola giornata in fretta e furia, ma mancare no, non riesco, non posso, non voglio. 

E così siamo arrivati a questa edizione 2018, l'edizione della conferma della visione di Nicola Lagioia, dei grandi ritorni dei grandi gruppi editoriali dopo la pausa dello scorso anno, l'edizione dei record, ma in fondo, l'edizione che conferma il Salone a se stesso, una grande manifestazione culturale che agita, diverte, allieta, fa anche incazzare, ma la cui anima resta sempre la stessa. 

L'atmosfera è inconfondibile. Elettrica e rilassata allo stesso tempo, tutti trovano la loro dimensione e il loro spazio, sia chi corre da un padiglione all'altro sia chi decide di passare il tempo per lo più passeggiando o accomodandosi su una delle poche panche esistenti. La frenesia di una grande macchina che si muove non senza qualche scossone, di un'organizzazione tutt'altro che precisa e con diversi scivoloni, ma anche la sicurezza di chi ha dato tutto e riesce, ancora una volta, a ricreare quella magia.

Non c'è niente da fare, o si ama o semplicemente non lo si è capito.

E quindi, cosa mi porto dietro da questo #SalTo18?

Alcuni fondamentali.
Le file chilometriche che, non sai perché, ma al Salone le fai con piacere quando solitamente ti lamenti anche se hai una persona davanti alla casa veloce del super.

Le chiacchiere tra lettori, che sono tutti lì come formiche impazzite a spostarsi tra uno stand e l'altro e cercano di convincere gli altri che "quello merita tantissimo!" oppure ti guardano mentre leggi la quarta di copertina di un libro a caso e ti sorridono come se tu fossi un ingenuo figlio dell'estate e stessi tentando di comprendere una verità di cui loro sono custodi già da tempo e praticamente ti inducono l'acquisto con il loro sguardo di chi la sa lunga. 

Le passeggiate rigeneranti lungo i padiglioni, tra pagine e idee, tutte affascinanti.


E poi qualche novità di quest'anno. 
Il sorriso timido di Nova, autrice freschissima di Bao Publishing, che sui social te la immagini una che spacca i culi (e forse è effettivamente così nella vita di tutti i giorni) ma che durante l'incontro di domenica si è dimostrata essere in fondo una "tenerella", tra l'imbarazzo per la sua prima volta al Salone e un riserbo che quasi commuove. 

La scoperta di una grande storia d'amicizia tra Alessandro Baronciani e Davide Toffolo dei Tre allegri ragazzi morti, che ci hanno aperto un mondo fatto di interconnessioni tra la metà dei cantanti che ascolto su Spotify e l'altra metà di autori che leggo. Adoro.

L'orgoglio per un'amica sul cui talento non hai mai avuto dubbi e che ora lo ha reso noto a tutti con la sua prima pubblicazione: Il Gran Balùn di Lucia Moschella e Stefania Arcieri (Verbavolant)

Una wishlist che ormai ha raggiunto l'infinito: tra i tanti desidero fortemente Marie aspetta Marie di Madeleine Bourdouxhe e Tokyo Express di Matsumoto Seichō per Adelphi,  Avviso ai naviganti di Annie Proulx per Minimum Fax, Una donna di Annie Ernaux per L'orma, Il re bianco di Davide Toffolo per Bao, Uno scià alla corte d’Europa di Kader Abdolah per Iperborea.

Un bottino piccolo ma molto soddisfacente: Macerie prime - Sei mesi dopo di Zero Calcare, Stelle o sparo di Nova, Guardati dal beluga magico di Daniel Cuello, Atlante delle meraviglie di Danilo Soscia. 

La consapevolezza che è cambiato il mio modo di leggere e anche di vedere il mondo editoriale, ma che continuo a pensare che sia uno dei settori più belli in cui lavorare. E che fortuna sarebbe poterne fare parte...

Infine, la soddisfazione per quella che continuerai a considerare una delle giornate più belle dell'anno e la sensazione di far parte di una grande, caotica, curiosa famiglia, una comunità trasversale e composita, multilingue e multiculturale con cui condividere un'esperienza unica, le cui emozioni e impressioni ti accompagneranno per i prossimi 365 giorni fino al momento in cui vi rivedrete il prossimo anno.

"Quindi anche quest'anno ti è piaciuto?"
"Da matti..."
"Chissà se l'anno prossimo..."
"L'anno prossimo ti trascino con me!"


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5 commenti

  1. L'anno prossimo voglio esserci anche io :)

    Moz-

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  2. Sembra il racconto di un giorno tipo Natale :D Che bella esperienza!
    Mi piacerebbe venire, ma se c'è Moz, no resto a casa!!

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    1. Organizziamo l'anno prossimo! Weekend a Torino, secondo me ridiamo tanto! :-D

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  3. io non amo particolarmente il Salone perchè non amo molto le fiere... ma una scappata la faccio sempre.
    Quest'anno ci sono stata il venerdì per un incontro e sono stata soddisfatta

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