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Una Fragola al Giorno



"Ma quindi anche quest'anno..."
"Eh certo... credi che possa farmelo mancare?"
"Mai! Se c'è una certezza nella vita è questa!"
00:04 8 commenti



Finalmente riesco a buttare giù e condividere con voi le mie impressioni e idee sul Salone del Libro di Torino 2015. Dopo l’assenza dell’anno scorso, questa volta mi sono voluta regalare due giorni interi per perdermi tra padiglioni e stand e assaporare a pieno l’aria che si respira solo al Salone. Si è trattato di una due giorni di libri, incontri, sorrisi, amicizie, scoperte, anche qualche delusione, code infinite, piedi stanchi ma cuori contenti.


02:02 9 commenti


Da giovedì 14 a lunedì 18 maggio, torna il Salone del Libro di Torino, uno degli eventi dedicati al mondo dell’editoria più amati e importanti, giunto alla sua 28^ edizione. Nonostante non sia la mia prima volta al Salone, devo ammettere che sono davvero emozionata al pensiero di passare un weekend immersa tra libri, incontri con gli autori, discussioni con gli addetti ai lavori e migliaia di appassionati lettori con i quali condividere interessi e curiosità. Amo l’atmosfera che si respira, quell’euforia da giorno di festa, le attese per incontrare quell’autore che ci piace tanto, le reunion di amici e conoscenti, le incursioni tra uno stand e l’altro alla scoperta di nuovi stimoli e di volumi su volumi da aggiungere alla wishlist infinita. Un evento che dura 5 incredibili giornate, dove ce n’è per tutti i gusti e che regala bei ricordi e tanti sorrisi. Non sempre tutto è perfetto e gli inconvenienti non mancano, ma dopo anni di presenze mi sento ormai in grado di destreggiarmi tra i padiglioni, le sale colorate e le file apparentemente interminabili di stand. Ecco allora 5 consigli per godersi al meglio la propria permanenza al Salone.

00:56 3 commenti

Salve gente!

Proseguiamo con il resoconto di questi 5 incredibili giorni al Salone Internazionale del Libro di Torino. Oggi vi racconterò cosa è successo sabato, domenica e, infine, lunedì. (Per sapere cosa è successo giovedì e venerdì, leggete questo post)

Giorno 3 - 18/05

Dopo la festa di minimum fax, riprendersi è stata dura. Soprattutto se il mattino dopo dovevo svegliarmi presto. Ma è stato un piacere farlo. Perché avevo un appuntamento, per così dire da Salone OFF, che attendevo con gioia. Sabato, infatti, Torino è stata luogo di una simpatica macedonia: una fragola, una ciliegia e una banana con cioccolato si sono incontrate sotto la Mole! Silvia di Banana e cioccolato qualche giorno fa avvisa me e Federica di Una ciliegia tira l’altra del suo arrivo a Torino per il weekend. Ci siamo organizzare velocemente e l’incontro si è svolto sotto la pioggia ma felicemente. Con Federica mi ero già incontrata un paio di volte, ma rivederla mi fa sempre un grande piacere e se penso che in fondo siamo vicine mi dico sempre che dovremmo vederci più spesso. Lfoto (32)’incontro con Silvia, invece, era il primo. Ero davvero emozionata, non sapevo chi mi sarei trovata di fronte… o meglio, in parte lo sapevo. Seguo Silvia da tempo ormai e conosco il suo amore per i viaggi e la moda e speravo che dal vivo fosse simpatica così come me l’ero sempre immaginata leggendo il suo blog. Beh, così è stato perché Silvia è davvero una persona molto carina. Tutte e tre, dopo qualche attimo di assestamento, abbiamo cominciato a chiacchierare del più e del meno, compresi i blog e gli altri blogger, con quella tranquillità che deriva dal sentirsi tra persone conosciute. Silvia mi è parsa subito una persona energica e intelligente, con delle grandi passioni che ama condividere, come quando ci ha raccontato del suo viaggio in Scozia per la gioia di Federica, o del suo incontro tra fashion blogger. Sono contenta di averla conosciuta di persona e spero di andare a trovarla a Parma al più presto.

Dopo il pranzo con le mie colleghe di frutta, mi dirigo verso il Salone. Qui ho ancora un altro incontro tra blogger. Questa volta mi vedo, anche qui per la prima volta, con Dulina di Zollette di zucchero. Dulina è una ragazza deliziosa che mi ha accolto con un gran sorriso, in compagnia della sua mamma e del suo boy. Abbiamo preso un caffè mentre parlavamo del Salone. Per lei era la prima volta e sia Dulina che la sua mamma erano davvero entusiaste. E ci credo, perché il Salone fa spesso quel tipo di reazione! Anche con la dolce Dulina incontrarsi è stato più semplice del previsto. I blog sono mezzi fantastici che ci permettono di entrare in contatto con tante persone e intrattenere delle belle amicizie virtuali. Quando si ha l’occasione di incontrarsi e dare un volto alle persone con cui parliamo quotidianamente ti aiuta anche a comprendere meglio chi si ha davanti. Incontrare Dulina è stata davvero una gioia e spero di poterla incontrare ancora, magari la prossima volta in quel di Milano.

foto (33)Finiti gli incontri blogger, si ritorna al vivo del Salone. Dopo aver schivato la scorta di Roberto Saviano ed essermi scontrata con Luca Sofri, raggiungo i miei compagni a un incontro nella Sala Book to the future. Questa volta l’incontro si intitola Il Book ci mette la Face. Leggere e parlare di libri al tempo dei social network. I social network sono ancor soggetto di discussione e in questa sede di intende analizzare cosa succede su social come Facebook ma anche Twitter o aNobii quando si parla di libri e come questo parlare sia cambiato nel tempo. Inoltre, è l’occasione per parlare anche di Wuz.it, il portale dedicato ai lettori che raccoglie l’eredità lasciata dal mitico sito Alice.it e che propone oltre all’informazione e all’approfondimento per addetti ai lavori e per semplici appassionati, anche la possibilità di inserire i propri libri e creare una community di lettori pronti al dialogo e allo scambio. Perché il mondo dei libri e dei lettori è fatto anche di questo e chiunque di noi lo sa bene.

foto (44)Usciti dalla sala del futuro, io e due miei prodi compagni andiamo a unirci alla fila per la Sala Gialla. Qui, infatti, si terrà, l’incontro misterioso con Donato Carrisi. Misterioso sì, perché lo scrittore ci sottoporrà a una vera e propria investigazione e sarà il pubblico a dover scoprire il colpevole. Non ci credevo, ma Carrisi, pur scrivendo thriller, è molto simpatico e anche giocherellone. Abbiamo trascorso una piacevolissima ora in sua compagnia e pur toccando temi difficili come la scomparsa ogni giorno di molte persone - spesso vittime di sequestri da parte di individui disturbati che possono durare anni, provocando danni irreparabili alla vita di queste persone – o del concetto di male e di come sia labile il confine con il bene, lo scrittore riesce a strapparci ben più di un sorriso. Divertente, poi, il gioco del caso che ci ha sottoposto, il cui mistero è stato risolto velocemente. Ora il mistero vero sarà scoprire se riuscirò o meno a non comprar e il suo libro: pur non essendo una amante del genere, mi è venuta una gran voglia.

foto (35)Altro grande incontro finito e nuovo grande incontro che inizia. Siamo di nuovo in coda per un evento molto atteso e infatti la gente in coda è tantissima. Si tratta di Serena Dandini e dell’incontro per il suo libro Ferite a morte. Siamo nell’Auditorium, che è bellissimo, e quello che ci attende è un reading di alcuni brani tratti dal libro, con delle lettrici d’eccezione quali Lella Costa, Daria Bignardi, Concita de Gregorio, Chiara Gamberale, Maura Misiti, Germana Pasquero, Barbara Stefanelli. Sono racconti brevi che narrano storie di donne come ce ne sono tante nel mondo, ogni giorno tradite e ferite, non solo nell’orgoglio ma nella carne, da mariti, padri, amici, parenti, credenze religiose e fanatismi politici, da un universo maschile e non solo che le priva dei loro diritti, della loro dignità e libertà e, infine, della loro vita. Serena Dandini è una persona che ho sempre molto ammirato e questo libro, tratto da un progetto teatrale straordinario a cui ha lavorato per oltre un anno, non ha fatto altro che aumentare ancora di più la stima che ho per lei.

Libri acquistati: Sabato non ho comprato nulla, ebbra e soddisfatta di tutti questi incontri.

Giorno 4 – 19/05

foto (39)Domenica decido di dormire un po’ di più, stremata da una settimana molto faticosa, e mi perdo Gramellini. E vabeh, è andata così, confido di vederlo prima o poi in un’altra occasione. Arrivo, invece, in tempo per vedere Gianni Riotta che presenta il suo libro Il web ci rende liberi?. Gianni Riotta è una professionista competente e preparato e sentirlo parlare è sempre molto interessante. Inoltre, aiutato dal direttore della Stampa Mario Calabresi, è riuscito a intrattenere la platea con molta ironia e trascorrere un’ora in sua compagnia non è stato affatto male. Devo dire però che non ero d’accordo con tutto ciò che ha detto e, in genere ho avuto l’impressione che il suo discorso e, forse, anche il suo libro, siano rivolti a una pubblico appartenente a una generazione sua coetanea, i nostri genitori più o meno, una generazione che ancora vede con qualche dubbio e perplessità il mondo di internet e che tra social media, troll e l’algoritmo di google fa ancora fatica a destreggiarsi. Questo mi ha fatto pensare a quella splendida vignetta di Zero Calcare, I vecchi che usano il pc, che ogni volta che ci penso mi viene da ridere. E proprio Zero Calcare è il secondo ospite che vado ad ascoltare domenica.

foto (37)Nella Sala Agorà c’è Zero Calcare che risponde alle domande dei fan. Ragazzi giovani, giovanissimi, ma anche diversi adulti, ugualmente incantati dai fumetti e dalla storie di Michele Rech (il vero nome di ZC) che strizzano l’occhio a tutta la nostra cultura pseudo generazionale e non solo. Quello che mi sono trovato davanti era un ragazzo più o meno della mia età che forse non si è ancora abituato del tutto alla sua nuova condizione di fumettista famoso e per questo quando gli fanno una domanda sembra ancora un po’ imbarazzato e intimidito. A me questa cosa ha fatto una tenerezza, anche se credo che Zero sia proprio una forza della natura, nonostante una debolezza di fondo che nasce da un disagio in cui, chi è della mia generazione, riesce a riconoscersi sempre un po’. Adoro le sue strisce e grazie a lui sono riuscita a riavvicinarmi al fumetto. Daje Calcare!

Dopo questo incontro mi lascio trasportare dalla folla. Sabato e domenica sono due giornate folli al Salone, un tripudio di persone di ogni provenienza  e genere che si dilagano a macchia nei tre padiglioni del Lingotto. C’è un’aria elettrizzante al Salone, c’è sempre qualcosa da vedere o da scoprire e nonostante io non ami le calche e le sale troppo affollate, riesco comunque a tuffarmi in questo mare di libri e persone. Dopo il girovagare, però, decido di prendermi una pausa e non c’era occasione migliore che una lettura pubblica per i 50 anni dalla scomparsa di Beppe Fenoglio. foto (38)Al reading hanno partecipato Margherita Fenoglio, figlia dello scrittore, Diego De Silva, Elena Stancanelli, Chiara Valerio, Guido Chiesa, Davide Longo, Gabriele Pedullà, Piero Negri Scaglione e Alessandro Baricco. Era la prima volta che vedevo Baricco dal vivo e considerando che ho praticamente letto quasi tutti i suoi libri, potrete ben immaginare che gioia sia stato per me vederlo sul palco. Devo confessarvi che ascoltare Fenoglio mi ha fatto ricordare di uno dei miei più grandi rimorsi, ovvero di non aver mai letto niente dello scrittore. E domenica pomeriggio mentre ascoltavo le voci dei vari lettori ho avuto l’immediato impulso di leggere La paga del sabato o Una questione privata e anche Il partigiano Johnny. So che posso ancora correre ai ripari ma non averli letti mi fa vergognare un po’. Perché certi autori non andrebbero mai dimenticati.

La giornata di domenica finisce così. Libri acquistati: La storia di una bottega di Amy Levy presso lo stand della regione Umbria, pubblicato dalla Jo March, agenzia di cui vi ho ampiamente parlato; Un polpo alla gola di Zero Calcare;  Il canto del cielo di Sebastian Faulks, di cui ho letto ottime recensioni nei blog di alcuni di voi, e Grotesque di Natsuo Kirino, nella mia wish list già da un po’, approfittando degli sconti della Beat.

Giorno 5 – 20/05

Ultimo giorno di Salone. E insieme alla stanchezza, nell’aria si respira un po’ di tristezza, come quella che senti alle feste quando la maggior parte delle persone sono andate via e si è rimasti in pochi. Lunedì mi sono dedicata ad altri acquisti. Sono passata allo stand di una casa editrice conosciuta proprio grazie agli eventi del Salone, La Nuova Frontiera. Non la conoscevo ma pare essere una casa editrice nelle mie corse, dato che hanno tanta letteratura sudamericana contemporanea, da noi spesso poco considerata. Sono stata molto contenta di comprare due dei loro titoli perché è stata la dimostrazione che al Salone, se lo si vive intelligentemente e con un po’ di tempo in più a disposizione, si possono fare delle belle scoperte e allargare le proprie conoscenze.

Sono andata per l’ultima volta nella sala Book of the future per sentire il mio ultimo intervento sui social media del Salone: Casa editrici e social network. Ascolto, engagement, risposta. E il vender libri? Devo dire che è si è trattato di un incontro interessante che ha mostrato con analisi ma anche testimonianze di editori come l’interazione tra case editrici e pubblico attraverso i social network come Facebook e Twitter sia non solo ormai diffusissimo, ma anche in quali modi questa interazione si sviluppi e prenda forma da una casa editrice all’altra e da un sociale all’altro. Non sempre , infatti, a molti “like” in un pagina Facebook corrisponde una uguale relazione con i propri lettori (Mondadori ha molti più follower della Bao publishing ma la Bao ha una maggiore interazione con i suoi) e per questo si creano spesso interazioni a senso unico dove all’ennesimo twitt non c’è alcuna ricezione da parte dei follower e, in senso contrario, a una domanda del pubblico non vi è risposta. Inoltra ci si è domandati se questo dialogo continuo tra editori e pubblico comporti anche un aumento delle vendite e purtroppo questo accade solo in pochissimi casi, mentre per la maggior parte si tratta solo di un sollevare l’attenzione dei follower solo momentaneamente, senza reali ripercussioni sulle vendite. Gli italiani non leggono e questo è un dato di fatto che purtroppo ha continuato a seguirci per tutto il Salone. Cambiare  si può solo con un’adeguata educazione non solo al libro e alla lettura ma oggi ci vuole anche un’educazione ai mezzi di comunicazione, in particolare al web e alle sue molteplici risorse.

foto (41)Pausa pranzo e ci rimettiamo in coda per l’ultimo dei grandi eventi: l’incontro con Giacomo Porretti, il Giacomo del famoso trio comico. Giacomo è al Salone per parlare del suo libro, Alto come un vaso di gerani, e per raccontarci una provincia e un’Italia, quelli della sua infanzia, che oggi non ci sono più. Giacomo narra alcuni episodi della sua vita, come i pomeriggi all’oratorio o i tornei di bocce al Circolo del paese e ci fa rivivere le atmosfere di quei tempi. Calabresi, che gli fa da controparte sul palco, lo invita anche a parlare dei suoi esordi e dell’incontro con Aldo e Giovanni e questa è la molla per una serie di aneddoti spassosi sui suoi colleghi, in particolare Aldo che sembra essere davvero quel personaggio un po’ stralunato che abbiamo sempre visto al cinema o in tv. L’ideale per terminare gli incontri del salone in allegria.

foto (42)Ma non è finita qui: prima di salutare il Salone del Libro, facciamo un’incursione nella cucina del salone, in Casa Cook Book, uno spazio dedicato all’arte culinaria e ai libri dedicati al cibo e al life style. Qui assistiamo alla lezione di cucina dell’avvocato che più famoso della tv, Tiziana di Masterchef. La vincitrice della seconda stagione dello show ci ha deliziato con una ricetta a suo parere “facile”: anatra con zucca e mostarda su un letto di purea di patate. Tiziana appare essere anche dal vivo l’avvocato autoritario e un po’ supponente che abbiamo visto in tv, ma alla fine riesce a preparare un piatto che il pubblico ha trovato molto gradevole e tutto questo senza sembrare troppo antipatica.

 

Terminato anche quest’ultimo evento, raggiungiamo l’uscita e ci godiamo un po’ di aria fresca mentre il sole tramonta. Quest’anno il Salone del libro è stato speciale per tante ragioni. Ho potuto viverlo fino in fondo, immergermi in tutte le sue sfumature, scrutarlo da molti angoli e goderne per tutto il tempo che desideravo. Inoltre ho avuto per 5 giorni la fantastica compagnia dei miei compagni e quando questi eventi li si vive in compagnia, tutto acquista un gusto diverso. Cinque giorni di salone ti permettono di scoprire cose nuove, trovare conferme e accettare smentite, avere il tempo di farsi un’idea e magari ricredersi su altre, studiare chi lavora nel campo dell’editoria, capire quali sono le loro idee e anche le loro preoccupazioni, in un periodo di crisi e in un contesto come quello italiano così difficile, sempre, per il mondo editoriale. Probabilmente vivrò altri saloni, ma questo sono sicura rimarrà nella mia memoria come il più memorabile, il Salone con la S maiuscola. Una bellissima esperienza che sono stata davvero fortunata a poter vivere.

Libri acquistati: La casa di Mango Street di Sandra Cisneros, Il bambino pesce di Lucia Puenzo, Tenera è la notte di F.S.Fitzgerald, Una cosa divertente che non farò mai più di D. Foster Wallace

 

Prima di salutarvi, ricordo che il nuovo tema di Book Blogger May è uscito e lo trovate QUI

A presto!

12:33 8 commenti

Ciao fragolosi!
Quella che vi scrive è una Strawberry allegra, entusiasta e anche un po’ sfinita ma decisa a non mollare fino a lunedì. Quest’anno, infatti, grazie al master che sto frequentando, ho avuto la possibilità di avere l’accredito professionale e di poter quindi godere del Salone per tutti e 5 i giorni dell’evento! Me felice!!!


Ho deciso, quindi, di fare alcuni resoconti del Salone per farvi rivivere l’evento in mia compagnia. Inoltre con questi post rispondo pienamente al quesito di questa settimana per il Book Blogger May.

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Questo primo resoconto racconterà i primi due giorni, giovedì e venerdì.  Buona lettura!

Giorno uno - 16/05

Io e gli altri miei colleghi arriviamo in quel del Lingotto al mattino e come una scolaresca ci dirigiamo alla biglietteria per gli accrediti professionali. Siamo tutti molto allegri: abbiamo lavorato tanto in queste settimane e 5 giornate da dedicare a libri, incontri e svaghi di vario genere sono proprio quello che ci vuole per rilassarsi e tornare a vivere. Qualche minuto per far capire chi siamo e cosa vogliamo a quelli della biglietteria e, infine, ottenere i famosi accrediti, e siamo dentro. Subito ci sparpagliamo tra la folla, singoli o a gruppi, tutti diretti verso ciò che ci interessa. Il primo incontro a  cui voglio partecipare è solo alle 14 così nel frattempo io e qualche collega gironzoliamo per i padiglioni e gli stand. Per me è il terzo anno di Salone eppure sono euforica ed entusiasta come se fosse la prima volta.
Dopo aver girato un po’, guardato qualche novità, fatto un sondaggio, ottenuto una sportina della Kobo  e riempiti di carta (volantini, segnalibri, flyer, ecc), mangiamo un boccone e ci dirigiamo verso il primo incontro della giornata.

foto (15)Si tratta di un incontro professionale nella Sala Business. Il titolo è: La presenza di casa editrice/autori/libri nei blog e in tv e l’impatto sulle vendite dei libri. Un titolo molto interessante e avrebbe incuriosito anche molti di voi. Viviamo questa blogosfera ogni giorno e sappiamo cosa significhi la presenza di libri e case editrici in un blog. Durante l’incontro intervengono Elisa Molinari, Gianni Peresson (AIE), Lorenzo Ribaldi (la Nuova Frontiera) e Noemi Cuffia (blogger). Si riflette sull’incidenza che i blog e la tv hanno sull’acquisto e la diffusione dei libri e si mettono in luce le divergenze. Vi sono libri che hanno più fortuna in tv (la ricerca prendeva in esame il programma Che tempo che fa di Fabio Fazio) e che invece influenzano poco il mondo dei blogger: La conclusione del discorso è stata che i blog, in genere, agiscono sulla durata di un fenomeno editoriale, permettendo che un libro non venga dimenticato in fretta come invece succede con molti altri libri in libreria, in pochi mesi nel dimenticatoio. La tv, al contrario, agisce soprattutto nell'imminente , durante il lancio e la promozione di un libro. L'importanza dei blog, tuttavia, non va  certo sottovalutata poiché sempre più in crescita, rivelandosi una risorsa per l'editoria 2.0 insieme ai social network. Infine molto simpatico l'intervento di Noemi Cuffia, del blog Tazzina di caffè, che ha raccontato la sua esperienza personale come blogger, dagli inizi solitari alla collaborazione continua con case editrici che le hanno permesso di crescere e arrivare al suo traguardo, ovvero pubblicare un libro. Noemi ha sottolineato che i post sui blog non possono certo a paragonarsi a critiche fatte da professionisti, ma la passione che ogni blogger ci mette li rende preziosi e importanti.

foto (17)Lasciata la sala business, si va nel padiglione 2, verso lo spazio dedicato a Book of the future. Qui seguo un incontro dedicato al futuro del giornalismo nell'epoca digitale e la migrazione del mestiere di giornalista verso il web. Davide Mazzocco, Alberto Puliafito, Luca Rolandi e Paolo Piacenza raccontano l’evoluzione del giornalismo dalla carta alle pagine digitali dei giornali, dai tempi in cui occuparsi dei contenuti internet significava quasi essere relegati a un giornalismo di serie B fino a oggi, quando il giornalismo digitale è una risorsa importante che merita una serie di nuovi strumenti e specifiche competenze. Un incontro interessante che, però, ho dovuto abbandonare a metà. Dovevo mettermi in fila per la Sala Gialla. L’incontro con Luis Sepúlveda mi attendeva.

foto (18)Quello di giovedì è stato il mio terzo incontro con Luis Sepúlveda e ancora una volta ha saputo conquistarmi. Durante l’incontro, lo scrittore ha parlato del suo nuovo libro, Ingredienti per una vita di formidabili passioni, ed è stata un’occasione per parlare della sua formidabile vita. Sepulveda ha un dono prezioso, ovvero la straordinaria capacità di trasformare ogni suo discorso in un meraviglioso racconto. Luis è un abile narratore non solo sulla carta e per questo anche il resoconto dell’evento più semplice diventa tra le sue mani una storia degna di essere raccontata davanti a una platea incantata dalla sua arte fabulatoria. Lo scrittore ha raccontato il suo passato di impegno politico e lotta contro ogni forma di dittatura e di governo che privasse i cittadini dei propri diritti, di come da apolide divenne cittadino tedesco e di come oggi vive in Spagna e parla dei mali in modo chiaro e deciso di un paese che lo ospita e che gli è molto caro perché specchio di una società ingiusta e iniqua, sbilanciata sempre a favore dei pochi ricchi e a scapito della stragrande maggioranza della popolazione più povera. Luis Sepulveda ci ammalia per un’ora e alla fine riesce anche a commuoverci raccontando dell’amore che ha per la sua famiglia e della gioia che ogni uomo prova nel possederne una: sono quelli, infatti, i momenti in cui la vita appare meravigliosa.

foto (20)Dopo questo incontro che tanto attendevo, ho raggiunto alcuni miei amici e insieme siamo andati a divertirci un po’ con Le Iene. Anche loro, infatti, erano al salone del libro per presentare Droga, un manuale-inchiesta sul mondo della droga. L’incontro è stata l’occasione per la iena Mauro Cacciari di giocare con il pubblico e organizzare uno dei soliti sondaggi da “iene”. Durante questo giochino, 50 persone prese dal pubblico hanno ricevuto una busta contenente un bastoncino di cotone e un tampone orale. I partecipanti hanno dapprima aperto la bustina con il bastoncino e rotto una delle estremità, azione che ha permesso la fuoriuscita di un liquido all’interno del tubicino che è poi finito sull’altra estremità di cotone, impregnando l’ovatta. Ogni partecipante ha poi passato il cotone bagnato sulla superficie del proprio smartphone e poi riposto in bastoncino nella sa bustina, Dopodiché hanno aperto la bustina contenente il tampone orale e hanno dovuto succhiare la parte con il cotone per 5 minuti. Alla fine anche il tampone è tornato nella sua custodia e insieme al bastoncino sono stati rinchiusi in un busta che le iene hanno provveduto a raccogliere. Tamponi e bastoncini saranno oggetto di un test anti droga e i risultati sono andati in onda nella puntata di domenica. L’esperimento è stato accompagnato da molte risate e momenti divertenti ma anche da alcuni servizi delle Iene dedicati al tema che hanno sconvolto tutti noi a proposito degli effetti devastanti che le droghe hanno sul nostro corpo. Ah, nell'a puntata delle Iene si vede per qualche secondo anche la mia faccia!

Con Le Iene termina la prima giornata al Salone. All’uscita io e i miei amici ci siamo diretti al cinema per vedere il Grande Gatsby. Ma questa è un’altra storia e ve la racconterà un’altra volta.
Libi acquistati: Ingredienti per una vita di formidabili passioni di L. Sepulvedafoto (22)
 

Giorno due – 17/05

Il secondo giorno al Salone del Libro comincia con un incontro professionale dedicato alle figure del traduttore e del revisore. I relatori erano Alessandra Montrucchio (editor Einaudi), Giovanna Granato (traduttrice di Il re pallido di D. F. Wallace), Lorenzo Ribaldi (La Nuova Frontiera) e Gina Maneri (traduttrice di Cicatrici di J. J. Saer) ed è stata davvero una bella chiacchierata. Iniziano Alessandra e Giovanna e ci raccontano della traduzione e revisione dell’ultimo libro di Wallace, Il re pallido. Una vera e propria gestazione che ha visto necessaria e fondamentale l’interazione tra la traduttrice e l’editor. foto (24)Un caso, quello di Wallace, fatto di un linguaggio composito e un fraseggio molto particolare, reso ancora più complesso dalla morte dell’autore prima della pubblicazione del romanzo, che è comunque simbolo di come un lavoro isolato come quello del traduttore debba, in realtà, farsi comunicatore e imparare a dialogare con le altre figure che partecipano alla preparazione del libro, in primis il proprio revisore, che non è un controllore ma un collaboratore e un sostegno nell’impresa di rendere al meglio la scrittura altra e rispettare l’autore e il suo stile nel passaggio da una lingua a quella di destinazione. Tesi confermata anche da Gina e Ribaldi che raccontano con simpatia il percorso intrapreso con Cicatrici di Saer, dove il rapporto tra traduttrice e, questa volta, editore deve basarsi anche sulla fiducia che l’editore dà al suo traduttore, una fiducia che si costruisce solo tramite il dialogo tra le due parti e che solo in questo modo porta a ottimi risultati. L’incontro è stata anche l’occasione di conoscere una casa editrice che non conoscevo, La Nuova Frontiera, a cui presto farò una visita nel loro stand.

foto (26)Fuggo dall’incontro per un altro, questa volta con un autore. Siamo al Caffè Letterario e tutta la platea segue attenta e divertita Paolo Nori. Lo scrittore emiliano ci intrattiene con la lettura di alcuni brani tratti dal suo nuovo libro, La banda del formaggio, pubblicato da Marcos y Marcos. Nori parla e racconta e lo fa con un misto di partecipazione e imbarazzo, quasi come se fosse preoccupato della reazione del pubblico, dimostrando forse una timidezza che non credevo. Lui parla e io lo ascolto, con quel suo accento a me così caro, parlando di Bologna, Casalecchio di Reno e altri luoghi che mi sono dolcemente familiari e quando legge il suo libro pare quasi trasformarsi, calarsi interamente nel suo personaggio dandogli finalmente una voce che era nella sua mente. Sono stata contenta di vederlo, soprattutto dopo il brutto incidente dello scorso marzo, e così ho comprato il suo libro e sono riuscita anche a farmelo firmare.

foto (27)Finito l’incontro con Paolo Nori, ho pochi minuti per raggiungere i miei amici alla sala Book of the future, dove si tiene un incontro intitolato I nuovi mestieri dell’editoria. Selezione testi, editing, distribuzione e comunicazione editoriale nell’era 2.0. Durante l’incontro si parla di e-book e del loro presente e futuro, del valore che stanno acquisendo sul panorama editoriale e di quello che acquisteranno nei prossimi anni. Leggere e-book è ormai una pratica sempre più comune e le case editrici che decidono di dargli maggiore spazio aumentano e alcune pubblicano solo e-book come Zandegù. Le difficoltà, però non mancano, sia tra il pubblico, che in Italia è ancora restio a utilizzare un formato elettronico, sia tra le case editrici, che influenzate dal mercato, osano poco. Problemi e dubbi che vanno risolti e chiariti ma la cui ricetta sembra dover essere ancora ben definita.

foto (28)Al Salone non ci si ferma mai, così uscita dal “futuro” ritorno al presento e mi dirigo in Sala Gialla per un altro pezzo di Spagna. Javier Cercas, l’autore di I soldati di Salamina, presenta il suo nuovo libro Le leggi della frontiera, romanzo ambientato nel periodo della Transizione dal regime franchista alla democrazia che narra la storia di due amici diversi tra loro per estrazione sociale e idee, simbolo della contrapposizione tra bene e male, ma destinati a un’avventura che li cambierà. Cercas racconta il suo libro, la Spagna della sua adolescenza e quello che la Storia spesso non dice, ci parla de punto cieco come la molla che ha dato vita alla maggior parte della letteratura mondiale, quel punto in cui la storia non è mai la risposta a una domanda precisa ma crea molteplici scenari e, probabilmente, altre domande. Cercas intrattiene il pubblico con interventi simpatici ma anche con riflessioni intelligenti e pur non essendo uno dei miei autori spagnoli preferiti, assistere all’incontro mi ha fatto piacere.

foto (31)Ultimo evento della giornata, forse il più bello. Stefano Benni è in sala azzurra per una lettura e un incontro tra il surreale e il meraviglioso. Benni ci parla di Elefanti rosa. Racconti brevissimi e pesanti teorie e nell’ora a disposizione legge e commenta (brevemente) autori come Kafka o David Sedaris e anche qualche suo racconto e ci regala dei momenti divertenti ed estremamente piacevoli. Sempre un bel regalo da farsi quello di vedere e sentire Stefano Benni.
E poi si fece sera. E che sera! Io e i miei amici siamo andati alla festa organizzata ogni anno dalla casa editrice Minimum fax. Io ero andata anche l’anno scorso ma questa volta è andata benissimo! Abbiamo ballato per tutta la notte, riso e scherzato e ci siamo divertiti tanto. Minimum fax le sa proprio fare le feste!



Libri acquistati: La banda del formaggio di Paolo Nori. Inoltre, grazie al sito 10 righe dai libri, ho potuto partecipare al loro gioco a estrazione per ben due volte e, incredibile ma vero, ho vinto entrambe le estrazioni! Che fortuna! Ho ritirato i premi nei due stand vincitori, Fanucci (La meraviglia delle piccole cose di F. Dawn) e Fazi (Costa occidentale di P. Fox).

Per oggi è tutto. Domani secondo appuntamento con i giorni 3-4-5. Stay tuned!

Per Book Blogger May: perdonate il ritardo. Chi ha partecipato al tema di questa settimana (Libri da Salone), può lasciare il link nell'apposito form qui sotto. Grazie.




12:41 10 commenti
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    Severance s02e09 - The After Hours
  • una ciliegia tira l'altra
    Libri MMXXIV
  • WhiteRussian: cinema (e non solo) all'ultimo sorso
  • E' la Cri, cazzo!
    Cose senza senso delle 23.22
  • Peek-a-booK!
    3 LIBRI CHE LEGGERÃ’ QUESTA ESTATE
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    Bookgram #25
  • PrettySecrets♥
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  • Pensieri in Viaggio
    QATAR: 10 motivi per scoprirlo
  • Il soffitto si riempie di nuvole
    A come auto
  • Vorrei essere un personaggio austeniano
    Piccole donne 2017
  • Banana e cioccolato
    Film di Natale: Serendipity - quando l'amore è magia (2001)
  • Psycho Lila
    Ciri - Ciri Lovebird Violet Kepala Elang Beserta Foto Gambar
  • * Te lo dice Patalice *
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  • Bibliomania
    Parole nella polvere - Máirtín Ó Cadhain
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    Il mio parere su Chiamami col tuo nome
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  • Cinquecentofilminsieme
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    Di lunghi silenzi. E ritorni/1
  • THE PLAN B
    Biodata Pemain Endless Love Turki
  • Scarabocchi di pensieri
    Crescere è creare. Un addio che addio non è.
  • Cristina's world
    10 MESI DOPO
  • Mipiacequandopensi
    Contraddizione & Carrot Cake
  • Non lo so adesso (il titolo)
    Skins: un memorandum alla cazzo de cane
  • La contorsionista di parole Book Blog ...
    Solo il mimo canta al limitare del bosco di Walter Tevis [recensione]
  • Zucchero Sintattico
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  • Little Miss Book
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    LA FINE DEL VIAGGIO | Lettera a te e a tutti voi. Più una scorpacciata di baci di dama.
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    Carlo Bo: Scuola Superiore per Mediatori Linguistici
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