Memories of a very long weekend…

by - 17:43

 

San Luca visto da lontano in autostrada. La macchina che procede lungo strade che diventano via via più familiari. Fino ad arrivare a una casa che di familiare ha tutto. Il saluto degli amici. La FinkBrau di casteldeboliana memoria. La spesa con lo “sparaflash” all’Esselunga, che basterebbe per un reggimento. La pizza dal “paki”. Just dance. E poi la pioggia e tu che non te ne curi perché sei sotto kilometri di portici. Vedere un’amica che non incontravi da tempo e farsi stritolare dai suoi abbracci pieni di affetto. Un aperitivo al Pratello. Raccontarsi e raccontare di tutto e di tutti. La voce metallica che dice “11 C. Corticella” quando sali sull’autobus.  Preparare gli scherzi per la laurea di un amico. La mattina della laurea andare a prendere lui e aspettare che il tuo ragazzo lo aiuti a sistemare la cravatta. Vederlo vestito “elegante” e non poter credere che sia lo stesso tipo che il giorno prima giocava a Just Dance con una bandana verde fluo in testa. Attaccare lungo i muri della facoltà fotomontaggi simpatici. Assistere alla proclamazione. Cantare “Dottore, dottore, dottore del buco del c…!”. Fare (io soprattutto) foto su foto. Mettere in moto la macchina degli scherzi progettata lungo tutto il weekend. Ridere ridere ridere. E poi ancora in giro. Andare a trovare una carissima amica per un saluto più che dovuto. Finire a bere una birra casalinga cercando di recuperare il tempo lontane per raccontarci mille cose. Prendere ancora in giro il nostro ex relatore comune ai tempi della tesi. Camminare per le strade amate. Riunirsi per una “pasta assorbi-alcol”. E ancora su e giù per via Indipendenza per in contrarsi con l’amica/coinquilina/sorella. E scoprire che certe cose, certe storie, certi pensieri, potrai raccontarli sempre e solo a lei. E poi abbracci, tanti abbracci. Sentire il calore umano, mentre la pioggia cade sulle case, le chiese, le piazze, il Nettuno e i suoi amici piccioni. E la sera festa alla mitica, scorbutica, storica, rude, unica Osteria del Sole. Bere vino e fare casino. Farsi buttare fuori dal posto dal poco accogliente padrone (“Non si può cantare, non si può ridere, non si può fare nulla”). Dirigersi alla volta di Piazza Santo Stefano. E continuare a bere, ridere, scherzare, cantare. Festeggiare il laureato. Fare foto che a riguardarle poi ti vergognerai. Ma sorriderai anche. Con un pizzico di nostalgia che ti appannerà lo sguardo per un attimo. Passaggio obbligato sotto le Torri. E poi fare amicizia con l’ultima barista della serata. E ritrovarsi in Piazza Verdi per salutarsi con la promessa e la speranza di rivedersi presto. E ricordarsi del presente, di cosa siamo oggi, di quello che ci aspetta. La vita. Preparati o meno è lì ad attenderci. Mi commuovo un po’, mentre abbraccio tutti. E la mattina dopo in stazione. Quella stazione che mi ha visto passare in ogni stagione, con ogni tempo, anno dopo anno. Stessa valigia, stessi sogni, stessa io. O forse non più la stessa. Prendere l’ennesimo treno. E mentre il treno va, voltarsi un’ultima volta e guardare fuori dal finestrino la città allontanarsi. E a salutarti per ultimo un cartello che rimarrà sempre nella tua testa e nel tuo cuore: Bologna. Anche questa volta mi hai regalato ciò che di bello si può avere nella vita. Grazie per far in modo che non me ne dimentichi mai.

santostefano1

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18 commenti

  1. "E poi la pioggia e tu che non te ne curi perché sei sotto kilometri di portici."
    *fatina si commuove*

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    1. Fatina bella, sapevo che tu mi avresti capito... :'-)

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  2. che bello questo post così movimentato... nei contenuti e nella forma!

    torino e bologna hanno in comune i portici allora :)

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    1. si m, senza offesa, quelli di bologna sono più lunghi e più fascinosi... ;-D

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  3. lunghi,fascinosi e COMODI TANTO, TANTO COMODI!!
    certo quando ghiaccia rischi la vita o almeno una gamba ma pazienza ;-)))

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  4. che belle le rimpatriate...specialmente quando l'occasione è festeggiare un vecchio amico!!!

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  5. Non sono legata a BO per l'università, ma per amore. Che forse è anche meglio!

    Bacio cara

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    1. Beh l'uni m ha portato tante cose tra cui amicizia e amore... Io ci sono legata per la vita che vi ho trascorso... Ma di sicuro l'amore è un buon legame... :-)

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  6. Bellissimo! Che voglia di tornare a Bologna per un giretto...

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  7. che bello!sono le giornate come quella che hai descritto tu che ti riscaldano il cuore anche in pomeriggi freddi come questo! eli

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  8. Bologna..quanto mi piacerebbe visitarla!
    Colpa dei tuoi post: mi hai incuriosita parecchio!

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  9. che bella questa cartolina, è scritta davvero col cuore!
    buona pasqua!! :-)

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  10. Io adoro Bologna, anche se ogni volta che ci vado riesco solo a starci per poche ore uffiii
    un abbraccio e buon weekend :D

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  11. Sono tornata ieri da Bologna e anch'io non posso fare a meno di amarla ogni volta che ci vado. Magari una volta ci andremo insieme? :-)
    E Auguri!!!

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  12. Tanti auguri di Buona Pasqua tesoro!
    Ti aspetto nel mio Blog con un imperdibile Contest!
    Un abbraccio
    Miky

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  13. Finalmente sei tornata a Bologna :D Sarà che io ci sono andata all'università tutti i giorni,sarà che ce l'ho vicina, ma a me Bologna non mi suscita questi bei ricordi. Come città non mi ha mai presa tanto. Non so perchè. Forse tu la associ all'amicizia e a momenti belli, di indipendenza, per questo ti posso capire. Ci sono stata l'altro giorno a ritirare il diploma di laurea e ho trovato un degrado mostruoso. Di questi tempi mi sa che sia comune in ogni città. Comunqueee anch'io sto preparando gli scherzi per la mia amica, è troppo strano crescereee :D bacioni!

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    1. Forse è perché tu l'hai sempre avuta vicina... per me che vengo da un altro posto è stato scoprire un'altra realtà e modo di vivere e che quel modo era possibile... è la cittò in cui sono cresciuta davvero e dove ho vissuto meglio e ancora oggi, anche se me sono andata, ogni volta che ritorno me ne convinco per quanto la città in cui vivo ora (Torino) non è affatto male... :-)

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