Books in the Kitchen: The Algernon Sandwich

by - 03:02

books-in-the-kitchen

Nuovo appuntamento con i nostri libri in cucina. Data la stagione, ho deciso questo mese  di parlare di una “ricetta” facile da preparare, che non necessita troppa fatica in cucina (con il caldo non è proprio il massimo) e che può diventare l’idea giusta per un picnic al parco, una pausa pranzo fresca e gustosa, una portata del vostro brunch inconfondibilmente british. Eh si, perché quando si tratta di sandwich o tartine al cetriolo non si può che pensare al Regno Unito, dove questi panini vengono consumati all’ora del tè, e all’opera che probabilmente li ha resi famosi nel mondo, una delle letture più divertenti che abbia mai fatto nella mia vita: L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde.

the importance of being earnest

La più celebre delle Social Comedies di Oscar Wilde è un concentrato di humor inglese ed estetica dandy assolutamente irresistibile. Una storia di equivoci con cui Wilde mette alla berlina usi e costumi della società vittoriana, asfissiante, rigida e così abbarbicata alle proprie convinzioni, anche quando queste sono sbagliate, da apparire ridicole alla persona in grado ancora di pensare con la propria testa. Wilde era di sicuro una di quelle persone e proprio grazie al suo stile brillante e l’intelletto vivace ci ha regalato alcuni tra i i testi teatrali più belli della commedia moderna. Ho sempre amato le sue commedie ambientate nella società di fine diciannovesimo secolo, una vetrina così gustosa dell’epoca, descritta con un’ironia pungente e sofisticata e battute argute, veri colpi di genio, che ammaliano, divertono, conquistano. Se vi capita, leggete anche Un marito ideale o Il ventaglio di Lady Windermere.

importance-of-being-earnest-2

La scena da cui è tratta la ricetta è nel primo atto e ci permette di conoscere subito i due protagonisti, Jack ovvero l’Ernest del titolo, e Algernon, amico di Jack e cugino dell’amata Gwendolen. Algernon si presenta fin da subito come il dandy per eccellenza, nella sua connotazione più eccentrica e, per questo, più buffa. I suoi tentativi di apparire elegante, raffinato e disinvolto nei confronti della società e del saper vivere naufragano davanti a un vassoio di tartine al cetriolo, alle quali nessuna buona maniera e convenzione sociale può resistere. Sono i sandwich di Algernon a svelare il grande inganno della società inglese del diciannovesimo secolo e Wilde ne delinea sapientemente i tratti trasformandoli nel simbolo di un’epoca.

l'importanza di chiamarsi ernestoALGERNON - Hai sentito quel che stavo suonando Lane?
LANE - Non mi sembrava educato ascoltare signore.
ALGERNON - Me ne dispiace per te Lane. Io non suono con molta precisione - con molta precisione può suonare chiunque - ma con grande sentimento. Per quel che riguarda il piano il sentimento è il mio forte. L'esattezza scientifica la riservo per la vita.
LANE – Sì signore.
ALGERNON - E a proposito di scienza della vita: hai preparato le tartine ai cetrioli per Lady Bracknell?
LANE – Sì signore. (Gliele porge su un vassoio.)
ALGERNON (ispezione la tartine ne prende due siede sul divano) - Oh!... a proposito Lane ho visto nel tuo libro dei conti che giovedì sera quando sono stati qui a cena Lord Shoreman e mister Worthing figurano essere state bevute otto bottiglie di champagne.
LANE – Sì signore: otto bottiglie e mezza.
ALGERNON - Come si spiega che in casa di uno scapolo la servitù pasteggi immancabilmente a champagne? Lo chiedo per pura curiosità.
LANE - Attribuisco il fatto alla superiore qualità dello champagne signore. Mi è più volte capitato di osservare che presso le copie di sposi raramente lo champagne è di prima scelta.
ALGERNON - Dio del cielo! A questo punto può condurre il matrimonio?
LANE - Sono convinto possa trattarsi di una situazione anche sgradevole signore. La mia esperienza in proposito è molto limitata a tutt'oggi. Sono stato sposato una volta sola e a causa di un piccolo malinteso tra me e una giovane signora.
ALGERNON (pigramente) - Non credo di essere molto interessato alla tua vita familiare Lane.
LANE – Certo signore; è un argomento molto poco interessante. Non ci penso mai neanch'io.
ALGERNON - Più che naturale ne sono certo. Va bene così Lane grazie.
LANE – Grazie signore.
(Lane esce.)
ALGERNON - Lane ha una concezione piuttosto superficiale del matrimonio. Ma insomma: se gli strati inferiori della società non ci danno neanche il buon esempio si può sapere a che cosa servono? Pare proprio che perlomeno come classe non abbiano la minima coscienza delle loro responsabilità morali.
(Entra Lane.)
LANE - Il signor Ernest Worthing.
(Entra Jack. Esce Lane.)
ALGERNON - Come stai carissimo Ernest? Qual buon vento ti ha condotto in città?
JACK – Oh il piacere il piacere! Che cos'altro ti porta mai in qualsiasi posto? Vedo che come al solito stai mangiando Algernon!
ALGERNON (impettito) - Mi sembra sia buon uso nella buona società fare un piccolo spuntino intorno alle cinque. Dove sei stato da giovedì scorso?
JACK (sedendo sul divano) - In campagna.
ALGERNON - Si può sapere che diavolo ci fai in campagna?
JACK (togliendosi i guanti) - Si viene in città per divertirsi si va in campagna per divertire gli altri. Una noia mortale.
ALGERNON - E chi è che diverti tu in particolare?
JACK (leggero) – Oh dei vicini.
ALGERNON - Ci sono dei bei vicini dalle tue parti?
JACK - Assolutamente orrendi! Mai scambiato una parola con nessuno!
ALGERNON - Dev'essere un grande divertimento per loro! (Va a prendersi un'altra tartina.) A proposito quando vai in campagna è lo Shropshire vero?
JACK - Eh? Shropshire? Si certo. Ehi che cosa sono tutte quelle tazze? E quelle tartine ai cetrioli? Cosa significano queste sfrenate lussurie alla tua giovane età? Chi è che aspetti per il tè?
ALGERNON – Oh solo la zia augusta e Gwendolen.
JACK - Delizioso!
ALGERNON – Si può darsi: ma ho paura che la zia Augusta non sia molto contenta di trovarti qui.
JACK - E perché di grazia?
ALGERNON - Amico mio il tuo modo di flirtare con Gwendolen è assolutamente scandaloso. Quasi come il modo di Gwendolen di flirtare con te.
JACK - Io sono innamorato di Gwendolen. E sono venuto in città proprio per chiederle di sposarmi.
ALGERNON - M'avevi detto che eri qui per divertirti! Questi sono affari.
JACK - Come sei poco romantico.
ALGERNON - Non vedo proprio niente di romantico in una domanda di matrimonio. Essere innamorati è molto romantico. Ma non c'è niente di romantico in una precisa proposta matrimoniale. Diavolo!e se quella dice di si? Credo che di solito le donne dicano di sì. E allora è finito tutto il bello. L'essenza di ogni storia d'amore è l'incertezza! Se mai mi accadrà di sposarmi cercherò subito di dimenticarmelo.
JACK - Non ne ho il minimo dubbio mio caro Algernon. Il tribunale dei divorzi è stato inventato proprio per la gente che ha queste curiose forme di amnesia.
ALGERNON – Oh questa è una discussione che non serve a niente. I divorzi si fanno in cielo... (Jack allunga una mano verso le tartine ai cetrioli. Algernon interviene subito.) Per piacere non toccare le tartine ai cetrioli. Le ho fatte apposta per la zia Augusta.
(Ne prende una e la mangia.)
JACK – Beh tu le continui a mangiarle.
ALGERNON - Questo è tutt'altro discorso. Io sono suo nipote. (Prende da sotto un altro vassoio.) Prendi un po' di pane e burro. Il pane e burro è per Gwendolen. Lei è molto sensibile al pane e burro.
JACK (avvicinandosi alla tavola e servendosi) - Ed è un ottimo pane e burro tra l'altro.
ALGERNON – Comunque carissimo non c'è bisogno che te lo mangi tutto. Ti stai comportando come se fossi già sposato. E invece non lo sei e credo anzi che non lo sarai mai.
JACK - E perché dici questo?
ALGERNON – Beh in primo luogo perché nessuna ragazza sposa mai l'uomo con cui flirta. Non è considerato elegante.


La ricetta tradizionale dei sandwich al cetriolo, quelli tanto amati da Algernon, prevede il burro salato. Ora, non so voi quanto bazzichiate i supermercati, ma io ho girato tutti quelli a disposizione delle mie gambe e la mia bicicletta e non l’ho trovato. Forse lo trovate nei grandi ipermercati, provate e fate sapere.

Ho fatto allora delle ricerche su internet ed è saltato fuori che anche in UK i sandwich al cetriolo si sono evoluti e trasformati a seconda delle esigenze, e una versione molto diffusa prevede l’uso del cream cheese, ovvero il formaggio spalmabile. Risolto così il problema della parte cremosa del sandwich, non è rimasto altro da fare che assemblarlo, e già che c’ero, ho pensato anche di farne una versione alternativa, con qualche digressione sul tema.

The Algernon Sandwich


foto

Sandwich 1:

  • Formaggio spalmabile
  • 1 confezione di pane morbido per sandwich
  • 2 cetrioli
  • pepe

Sandwich 2:

  • Pane in cassetta ai 5 cereali (va bene anche quello integrale)
  • 2 cetrioli
  • Salsa Tzatziki
  • 200 gr di salmone affumicato

 

 

Per la prima versione, la più tradizionale, prendete il formaggio spalmabile e trasferitelo in una ciotola, aggiungete qualche spruzzata di pepe e amalgamate bene. Spalmate il formaggio sul pane per sandwich e tagliate il pane nella forma che preferite per il sandwich (io ho diviso le fette prima in quadrati e poi nella forma triangolare come da tradizione). Lavate e sbucciate i cetrioli e tagliateli a fettine sottili. Distribuite le fettine sul pane e chiudete con un’altra fetta. Per una nota più croccante, dato anche il numero di fette presente nella confezione, potete tostare leggermente la fetta di pane dispari e inserirla in mezzo al sandwich. Il panino ne guadagnerà in fragranza e sapore.

vintique_image

Per la seconda variante, prendiamo una fetta di pane in cassetta e sopra spalmiamo la Salsa Tzatziki. La salsa tzaziki è una salsa tipica della cucina greca composta perlopiù da yogurt e pezzetti di cetriolo, buonissima per condire i secondi piatti. Dopo aver spalmato la salsa, adagiamo una fetta sottile di salmone e un paio di fettine tagliate sottilissime di cetriolo (il cetriolo è facoltativo, poiché già presente nella salsa, ma io l’ho aggiunto ugualmente e ci stava benissimo). Chiudete con una seconda fetta di pane.

I sandwich vanno tenuti in frigo avvolti nella pellicola trasparente fino al momento di mangiarli. Se la salsa tzatziki non vi piace, potete sostituirla con il formaggio spalmabile.

Et voilà. I sandwich al cetriolo sono pronti. E di sicuro Algernon avrebbe apprezzato.

sandwich cetriolo

 

Che ne pensate di questa ricetta?

Al prossimo appuntamento libro-culinario!

You May Also Like

9 commenti

  1. A legger questo post prima di colazione mi è venuta una fame!
    Io il burro salato lo trovo da esselunga, ma spesso uso tranquillamente il burro normale. Questo per le tartine "invernali" in estate uso principalmente anch'io il formaggio spalmabile :)
    I cetrioli non li ho mai usati, ma adesso li voglio provare!
    Concordo, "l'importanza di chiamarsi Ernesto" rientra nelle letture più divertenti che uno possa fare! Lettura che dovrei rifare, lo lessi alle superiori come parte del programma di letteratura inglese e ormai è passato molto tempo dai tempi della scuola. Molto carino anche il film di Oliver Parker!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco l'esselunga, lo sapevo, ma era troppo lontano dovevo arrivarci con il bus, una storia infinita...
      Provalo con i cetrioli, sono buonissimi! E rileggi Wilde! ;-)

      Elimina
  2. Con questa ricetta mi hai fatto venire voglia di andare in Inghilterra (beh in effetti non ci vuole molto per farmi venire voglia di andarci). L'importanza di chiamarsi Ernesto l'avevo letto per la prima volta alle superiori grazie al mio prof. di inglese che ce l'aveva fatto leggere in lingua originale. Ed è uno di quei libri che ogni tanto rileggo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io l'avrò letto così tante volte che alcuni passi li so a memoria! :-D

      Elimina
  3. MI è venuta fame e voglia di leggere il libro! :) Il burro salato a dire il vero non saprei dove trovarlo, nel supermercato dove vado di solito non mi è mai capitato di vederlo!

    RispondiElimina
  4. Cara mia, ho un debolissimo per Oscar Wilde, L'importanza di chiamarsi Ernesto e il personaggio di Algernon in particolare...uno dei miei sogni è farlo a teatro, nel senso di interpretare proprio lui...e magari un giorno accadrà, chi può dirlo...

    Le prime volte che ci siamo incontrare col club letterario avevo preparato i sandwich al cetriolo, ma non sono riuscita a trovare il burro salato nemmeno io (ne ho trovato uno "leggermente salato"). La seconda variante mi ispira moltissimo, la proporrò al prossimo incontro ;)

    RispondiElimina
  5. Ci sono tante ingredienti che mi piacciano! Bella questa rubrica.

    RispondiElimina
  6. Ciao, sempre complimenti per il tuo blog. Finalmente sono tornata nel mondo dei blogger. http://randomgazette.wordpress.com/

    A presto spero!

    RispondiElimina
  7. Peccato che i cetrioli proprio non mi piacciono, se non li proverei subito, anche solo per prendere (virtualmente) un tè col caro Algy! :)

    RispondiElimina