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Una Fragola al Giorno

Buon lunedì!

Nuova tappa del nostro GdL dedicato a Le osservazioni di Jane Harris. Siamo a metà!

La scorsa settimana: Bessy soffre molto per ciò che ha scoperto nella camera di Arabella e rimane a letto malata per una settimana non sapendo come reagire a tali rivelazioni. Una volta guarita decide però di restare a Castle Haivers e medita vendetta. Nel frattempo fa una maggiore conoscenza di Padron James, che di tanto in tanto le fa leggere il giornale, rivelandosi un uomo egocentrico e superbo alla ricerca di un qualche riconoscimento pubblico. L’occasione si presenta con l’arrivo del fratello del Reverendo Pollock, deputato del parlamento. I padroni di Castle Haivers preparano una grande cena con i loro ospiti e in questa occasione Arabella mortifica Bessy spingendola a cantare una della sue canzoncine in modo che anche gli altri commensali possano prenderla in giro. Superfluo dire che Bessy reagisce prontamente e a tono con una canzone colorita. Quella sera stessa, una volta finita la cena, Bessy approfitta per andare a sfogarsi nella locanda del paese dove scambia qualche chiacchiera con l’ostessa. Sarà proprio la donna a richiamare alla memoria l’immagine di Nora, la cameriera perfetta, e a mettere in dubbio le cause della sua morte. Bessy, inoltre, scopre che anche altre ragazze sono scomparse da Castle Haivers. La cameriera decide di non ascoltare le parole dell’ostessa ma la curiosità per Nora cresce e Bessy decide di indagare sulla ragazza frugando tra le cose conservate da Arabella in soffitta. Chi era Nora e la sua morte sarà stato davvero un incidente? Intanto qualcuno si interessa alle canzoncine di Bessy. Staremo a vedere quali sviluppi porterà.

Questa settimana affronteremo i capitoli:

4^ settimana (29/04 – 05/05): dal Capitolo 11 al Capitolo 13

Buona lettura!

13:23 12 commenti

Carissimi fragolosi!

Questo post è frutto di una serie di riflessioni, contatti, giorni e della ricerca di un momento libero per parlarvene. Approfittando di qualche giorno di vacanza finalmente riesco a farvi qualche comunicazione. Dal titolo avrete intuito: si parla di libri e si parla di blog. La prima iniziativa è una di quelle inter-blogger, partita dall’idea originale di tre book blogger molto intraprendenti; la seconda invece è mia e prende spunto da un evento che si svolge proprio in questi giorni. Ma procediamo con ordine…

 

Book Blogger Hunt

Qualche settimana fa mi contatta Denise del blog Reading is believing e mi propone di partecipare a questa sorta di caccia al tesoro. I blog contattati e che hanno confermato la volontà di partecipare proporranno ogni settimana un post con un argomento specifico e a seguire un indizio che vi aiuterà a completare il cruciverba che troverete sul blog di Denise. Chi completa il cruciverba avrà la possibilità di sbloccare le parole che servono per completare il form che vi permetterà di partecipare al giftaway dove in palio vi sono sia cartacei che ebook messi a disposizione di organizzatori e blog collaboratori! L’iniziativa oltre che a dare visibilità ai blog partecipanti è un modo divertente per giocare con qualcosa che allieta da sempre le nostre giornate, ovvero i libri e la lettura!

Si parte il 1 Maggio. Questo il calendario:

01/05 | Reading is believing
02/05 | Storie dentro storie
02/05 | Parole alate
03/05 | Il profumo dei libri
04/05 | Sogni di una notte di luna piena
05/05 | She was in wonderland
06/05 | Il piacere della lettura
07/05 | I miei sogni tra le pagine
08/05 | Il flauto di Pan
09/05 | Diario di una dipendenza
10/05 | Letture al contrario
11/05 | Forgotten pages
12/05 | Il libro che pulsa
12/05 | Un buon libro non finisce mai
13/05 | Leggere fantastico
14/05 | Una fragola al giorno
15/05 | Atelier di una lettrice compulsiva
15/05 | Dusty pages in wonderland

Per avere maggiori informazioni, andate qui: http://readbelieve.blogspot.it/2013/04/book-blogger-hunt-post-introduttivo.html

Vi aspettiamo!

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Book Blogger May

Book Blogger May è un’iniziativa a cui pensavo da un po’. Sapevo che il Maggio dei libri sarebbe tornato e questo evento (di cui potete sapere di più andando QUI) mi ha ispirato a pensare a un mese da dedicare a noi blogger amanti della lettura, in cui poter essere liberi di parlare di ciò he ci piace tanto. Maggio è un mese che da qualche anno lego ai miei amati libri: mettici che c’è il Salone del Libro qui a Torino, mettici che a maggio finalmente torno a leggere con il ritmo che m piace (e si spera anche quest’anno), mettici che è bello e si può andare al parco con una coperta e un romanzo ed essere felici come in pochi altri momenti nella vita. Così ho pensato di intraprendere questo percorso qui, con voi. Infatti, come fu per 25 Pensieri per Natale, anche Book Blogger May è aperta a tutti e confida nella vostra partecipazione.

BOOK BLOGGER MAY – IN COSA CONSISTE?

Book Blogger May è un iniziativa che parte lunedì 29 aprile e terminerà domenica 2 giugno. Si tratta di un mese dedicato ai libri, al piacere della lettura, al valore di leggere e ai blogger che amano parlarne (anche senza che questo sia l’unico argomento dei loro blog). 

Ogni settimana verrà dato un tema sempre legato al mondo dei libri ma che cercherà di scandagliare alcuni degli aspetti di questo grande meraviglioso universo. I partecipanti potranno elaborare il tema come preferiscono: con un post di tipo argomentativo, classico; con una classifica o una lista di libri o personaggi o scenari, ecc. legati al tema proposto; con una delle rubriche del vostro blog che vi pare adatta a elaborare l’argomento (Recommend Monday, Top Ten Tuesday, Thursday Quotes, Top Ten Letterarie, ecc.); con foto, disegni, collage; con citazioni di autori o romanzi o personaggi vari, con poesie e brani altrui che a vostro parere danno una risposta al tema… insomma, avete assoluta libertà di espressione, sta solo a voi decidere come!

Pubblicato il post, potrete lasciare il link nell’apposito form che troverete alla fine del post che io pubblicherò qui sul mio blog dedicato al tema della settimana. In questo modo i visitatori incuriositi o gli altri partecipanti all’iniziativa potranno avere la possibilità di visitare il vostro blog!

Cercherò di pubblicare un calendario con i temi del mese, anche se credo sarà sempre un “work in progress”.

Non è obbligatorio partecipare ogni settimana, ma un vostro intervento sarà sempre gradito!

I partecipanti, se lo desiderano, possono inserire il banner dell’iniziativa nei propri blog:

 

IL TEMA DELLA PRIMA SETTIMANA (29/04-05/05)

Questa settimana capita a cavallo di due importanti giornate: il 25 Aprile, Festa della Liberazione, e il 1 Maggio, Festa dei Lavoratori. Due giornate che dovrebbero aiutarci a ricordare il valore di entrambe le condizioni, la libertà e il lavoro, per le quali molti italiani hanno lottato e sacrificato le loro vite ma che spesso vengono dimenticati in un Paese sempre più allo sbando. Così ho pensato che il tema di questa settimana potesse essere dedicato a quando i libri non servono solo ad allietarci nel tempo libero ma anche a far riflettere.

I libri tra svago e impegno: per ricordare chi eravamo, chi siamo e chi potremo essere 

Il post: http://unafragolaalgiorno.blogspot.it/2013/04/book-blogger-may-recommendation-monday-6.html?showComment=1367434787063#c1039358330879738953

IL TEMA DELLA SECONDA SETTIMANA (06-12/05)

Questa settimana ci occupiamo di un tema che spesso occupa i pensieri dei lettori, specie quelli seriali. Si parla di romanzi e non di semplici romanzi, bensì di quelli che hanno fatto la storia della letteratura e hanno contribuito a realizzare l’identità letteraria di un Paese. Il tema è:

L’importanza di chiamarsi… CLASSICO

Leggere i classici è ancora importante?

 

Spero che l’idea vi piaccia e che vogliate condividere con me questo intenso maggio tra libri e blogger.

A presto!

17:31 17 commenti

Salve!

Nuova tappa del nostr GdL dedicato a Le osservazioni di Jane Harris. Pronti?

La scorsa settimana Bessy si affeziona sempre più alla signora Arabella, sebbene ancora non riesca a spiegarsi gli strani comportamenti che la sua padrona adotta in certi frangenti. Non riesce a comprendere lo scopo del gioco “in piedi/seduta” e non capisce perché deve scrivere sul quadernetto che le ha dato tutto ciò che pensa, avendo cura di scriverlo anche correttamente e con proprietà di linguaggio. Tuttavia, l’affetto che Bessy prova per Arabella la spinge ad accettare le sue stranezze e ad impegnarsi per scrivere meglio e imparare nuove cose. L’arrivo di padron James cambia, però, gli equilibri di Castle Haivers e quando una notte i due signori escono insieme, Bessy non resiste alla tentazione di curiosare nella stanza di Arabella. E’ qui che la domestica trova un quaderno rilegato in rosso che sembra spiegare tutti i misteri della sua padrona. Arabella, infatti, sta portando avanti da tempo un esperimento incentrato sul modo migliore di educare la servitù, facendo accettare ai domestici la loro condizione servile come naturale. Da qui nascono i giochi come “in piedi/seduta” e i modi tra il dolce e il severo con cui finora Bessy è stata trattata. Infine la giovane scopre he Arabella sa ciò che lei aveva cercato di tenere nascosto, ovvero il suo passato a casa del signor Levy, dove Bessy non era una semplice cameriera, ma la concubina del vecchio signore. Cosa succederà ora che Bessy sa la verità? Quale sarà la sua reazione? Riuscirà ancora a fidarsi di Arabella? E soprattutto, qual è la verità sulla morte di Nora, la domestica perfetta?

Prossima tappa:

3^ settimana (22/04 – 28/04): dal Capitolo 8 al Capitolo 10

Buona lettura!

22:44 11 commenti

 

Nuovo episodio della rubrica sul meglio e il peggio delle mie serie tv preferite. Vi siamo mancati? A me si e anche tanto!

The best: Game of Thrones 3x03 – Walk of punishment

game-of-thrones logo

Finalmente l’inverno arrivò. No, non sono impazzita e sono consapevole che la primavera sia esplosa in ogni dove in questi giorni. Ma il 31 marzo è partita l’attesissima, agognata, desiderata terza stagione di Game of Thrones. E niente è più come prima. Non ho mai pensato che una saga fantasy potesse conquistarmi in questo modo. Beh, lo dissi anche di Harry Potter e guarda poi che fissa ho avuto per anni, quindi non sono proprio affidabile quando faccio queste affermazioni. Ma davvero non mi sarei aspettata di lasciarmi travolgere da questa ondata di intrighi, amori, guerre, misteri, draghi e strani essere oltre la Barriera. E invece sono qui ad eleggere come miglior episodio il 3° capitolo di GOT andato in onda domenica scorsa. La stagione, in effetti, era partita un po’ “moscia”, forse ancora in fase di stabilizzazione e probabilmente anche perché dopo mesi di attesa, durante i quali il web e HBO ci hanno caricato a mille e ci hanno fatto credere in un inizio con il botto, questa è stata la nostra impressione. In realtà i primi due episodi hanno tenuto un profilo decisamente basso, fino ad arrivare alla puntata numero 3 dove siamo entrati nel vivo della storia. Quella scena finale di sicuro non la dimenticheremo con facilità: io sono rimasta di sasso, ferma e immobile davanti allo schermo, per una decina di minuti. Non potevo crederci anche perché speravo che la coppia Brienne/Jaime continuasse a intrattenerci nell loro viaggio verso Approdo del Re, con un Jaime sempre pungente e una Brienne che riesce a farsi valere in ogni occasione. Ora non so proprio cosa aspettarmi…

Prossimo appuntamento domenica 21 con la 3x04 “And Now His Watch is Dead”. Se vi va potete leggere le anticipazioni ai nuovi episodi QUI… vi aspetto!

The worst: The Following 1x13 – Havenport

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Eppure era partita bene. Qualche tempo fa scrivevo su questo blog entusiasta della nuova serie partita a gennaio in America e arrivata da noi, in pieno stile “evento”, a febbraio su Mediaset Premium e Sky. Una serie che vedeva tra i protagonisti Kevin Bacon. Ci siamo lanciati a bomba. Peccato, però, che di episodio in episodio, l’intera faccenda ci abbia lasciati perplessi e anche un po’ delusi. Non so se gli autori siano degli strenui oppositori del FBI ma è certo che in The Following il Bureau non ci fa affatto una bella figura. Un gruppo di storditi che: si lascia sfuggire nell’ordine tre ragazzi privi di qualsivoglia personalità  in una fattoria accerchiata dalle squadre di assalto, una tipa evidentemente fuori come un balcone che riesce addirittura a rapire Hardy (Bacon) e sorella davanti al loro naso, un super nerd innamorato dell’ex moglie di Carroll (l’assassino nemesi di Bacon); lasciano morire come mosche gli unici tonti che sono riusciti ad acciuffare davanti ai loro occhi; permettono a un avvocato terrorizzato di fare comunicati stampa tra i più sconclusionati al mondo; non capiscono mai una cippa lippa di ciò che sta accadendo se non quando tutto è già avvenuto e, infine, si perdono lo stesso Carroll, che doveva essere come minimo controllato a vista, il quale li prende per i fondelli come neanche suo figlio ci sarebbe cascato. Per non parlare del tipo della Swat che, in pieno covo di matti, apre le gabbie a degli assassini che per poco non lo sbranano, Hardy che porta dall’amico in protezione testimoni la sua amata Claire per poi far quasi ammazzare l’amico mentre quel genio di donna decide di seguire gli assassini, Weston che, non contento di essersi fatto massacrare di botte una volta, continua a buttarsi nella mischia rischiando un paio di volta ancora di morire e alla fine c’è da pensare che meno male che è tornato altrimenti i geni del FBI si facevano prendere per i fondelli ancor auna volta da Roderick. Certo, si potrebbe trovare una giustificazione, anche dalla parte dei cattivi non mancano le assurdità. Praticamente ovunque spunta fuori un follower pronto a farti molto male. Joe Carroll, da quando si è nascosto nella casa del male (o dei matti), non fa altro che scrivere pagine ridicole di un romanzo ridicolo e fare telefonate a Hardy che neanche la sua fidanzata. E poi ad un certo punto anche i cattivi cominciano, senza alcuna ragione, a svarionare. Commettono una serie di passi falsi che però non si accordano con la grande preparazione e il controllo che hanno dimostrato di avere per tutta la serie. Non sono errori “intelligenti, ovvero minuzie che solo l’occhio attento sa cogliere e svelare: è come se all’improvviso i follower si fossero rotti di stare dietro a Carrol e a tutto il circo che ruota attorno e avessero deciso di comportarsi come i loro nemici, ovvero da idioti. Errori e improvvisate che anche mia nonna sarebbe riuscita a fare di meglio. Tipo il rapimento di Joey. Ma dai. Per me gli autori, stanchi (di già) della baracconata messa su, si son detti “beh si è fatta una certa…” e hanno deciso di svendere la storia ulteriormente. E così ecco un’altra matta che con uno spillone infilza l’occhio di Donovan, che per tutta la serie non ha peccato certo di sagacia quanto di presunzione. Una trovata che a questo punto della storia mi lascia assolutamente indifferente. Intanto Hardy/Bacon continua con quel suo mood da cane bastonato a cui vanno tutte storte e a questo punto come dargli torto. Dai gente, facciamola finita qui (e già il pensiero che è in cantiere una seconda stagione mi fa scuotere la testa sconfortata).

Prossimo appuntamento lunedì 22 aprile con la 1x14 “The End is Near”.

The most…iconic show: Mad Man 6x03 – The collaborators

MAD MEN WALLPAPER

E sono ritornati. I nostri old fashioned Mad Men. Don Draper e tutta la banda di pubblicitari tornano con le loro vite intricate, i loro segreti, gli intrighi, le alleanze e i contrasti, i clienti che sembra impossibile accontentare e n mondo che cambia sempre più velocemente. Una serie che riesce ancora ad appassionare e non stanca mai, iconica nel suo dimostrare sempre come dovrebbe essere la buona televisione. Mad Men è entrato a far parte dell’immaginario collettivo con il suo fascino di altri tempi, ma capace di indurre ad ampie riflessioni sul mondo, la storia e l’uomo stesso,  apparendo sempre attuale, nei vizi e nelle virtù  in cui lo spettatore riesce a trovare anche se stesso. In questa stagione Don s’interroga ancora sulla sua persona, sul suo passato, sulla sua vera identità, nascosta tra i mille volti che il pubblicitario ha indossato come maschere nel corso degli anni, ma che è ancora là, in profondità, ed emerge con incredibile violenza quando Don si rende conto che la sua natura reale è impossibile da domare. Mad-men-6x03-don-draper-GmMYPeggy intanto si fa strada in quel percorso cominciato anni prima e che ora, spiccato il volo e allontanatasi dal suo mentore, prevede per lei nuovi ostacoli attraverso cui mostrare il suo talento e affermare la sua autorità. E poi gli altri personaggi che ruotano in un circolo di insoddisfazioni, rimorsi, conquiste, delusioni, rivincite, amori proibiti, ripensamenti, rimorsi, colpe e rimpianti. E, infine, il nuovo personaggio del dottor Rosen – senza contare Bob che lavora in contabilità ma tampina un po’ troppo i soci dell’agenzia – insieme a quello di Sylvia danno quel tocco di nuovo che aggiungono mordente all’intrigo.  Attendevo Mad Men quasi quanto GOT, ma il piacere che mi procurano i pubblicitari di Madison Avenue è unico nel suo genere. Ogni volta che una puntata finisce, io non mi stanco mai di ripetermi: Mad Men, che stile!

Prossimo episodio domenica 21, 6x04 “To Have and to Hold”

 

Alla prossima gente  e buona visione!

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(finalmente Trudi! mi sei piaciuta…)

15:52 7 commenti

 

Buon martedì gente! Oggi è la giornata ideale per una bella Top Ten Tuesday!

Top Ten Tuesday è una rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish. Ogni settimana viene postato un nuovo tema o argomento su cui stilare una lista di 10 titoli. Ho deciso di non farne una rubrica settimanale anche qui sul mio blog, ma di aggiornarla occasionalmente quando riterrò la Top Ten della settimana di mio interesse.

L’avrete capito, il tema di questa Top Ten Tuesday è, ancora una volta, Rewind, ovvero è possibile scegliere un tema del passato, possibilmente mai trattato sul nostro blog, e riproporlo a gran voce. Ho spulciato un po’ tra le top proposte negli anni e alla fine ho deciso che per questa volta salto i consigli di lettura e vi svelo qualche cosa sulla me lettrice (e qui possono partire i vari “capirai che novità, già che non ci hai detto abbastanza” o peggio “mamma che p….e! ma che ce frega!” … beh abbiate pazienza, sarete più fortunati al prossimo post). Il tema di questa settimana, dunque, è:

Top Ten OCD Bookish Habits

(Le mie dieci abitudini ossessivo-compulsive da lettrice)

1. I libri devono essere letti fino alla fine. Ovvero non importa quanto il libro in lettura mi abbia deluso o mi faccia schifo. Se ho cominciato a leggerlo, devo portarlo a termine. E quando capita che finire una lettura sia un’impresa superiore alle mie forze e decido di abbandonare, mi sento in colpa come se avessi compiuto le azioni più turpi.

2. Registrare ogni libro su aNobii. Prima di cominciare a leggere un libro, questo deve essere assolutamente registrato su aNobii. Si tratta di un’abitudine presa ormai da qualche anno. Appena decido in quale lettura buttarmi, mi munisco di isbn (oppure adesso passo la fotocamera dell’iPad con l’apposita applicazione sulla quarta di copertina) e registro il libro sulla mia libreria virtuale, aggiungo la data di inizio lettura e lo faccio comparire come prima voce tra i libri più recenti. Senza questo procedimento il libro non lo sfoglio nemmeno. Con goodreads sono più ritardataria, ma solo perché sono iscritta da poco e manca ancora l’abitudine… ma ci siamo quasi…

3. Controlla il numero di pagine. Prima di cominciare la lettura di un libro, scorro fino all’ultima pagina per controllare a che punto del libro termina realmente il romanzo. Un’informazione di cui non me ne faccio nulla in realtà, dato che non divido la mia lettura in giorni o settimane, ma inconsciamente mi fa stare bene sapere che mi mancano ancora 200 pagine e, dall’altro lato, quando sono ormai a 70/50 pagine dalla fine, mi sento preparata e l’impatto con il finale è più soft.

4. L’introduzione va letta subito. Se il libro in lettura possiede un’introduzione, non importa quanto questa possa essere spoilerosa, io devo leggerla prima di cominciare la lettura vera e propria. Se non lo facessi, sarebbe come se mancasse qualcosa, come se ci fosse sempre qualcosa di adempiuto e questo rovinerebbe l’atmosfera mentre leggo. Le appendici, invece, a volte le salto.

5. Il capitolo va portato a termine. Se devo interrompere la lettura, non posso farlo a meno di non essere giunta alla fine del capitolo. Solo allora inserirò il segnalibro al punto giusto, chiuderò il libro e mi dedicherò ad altro. Il problema si pone quando ci si trova davanti a capitoli molto lunghi, spesso causa dei miei soliti ritardi…

6. Una matita sempre accanto a me. Non sono una di quelle che sottolinea brani interi e rilascia grafite come se non ci fosse un domani sulle pagine dei libri. Sottolineo poco e quando qualcosa mi colpisce davvero. Ma, in ogni caso, se non ho una matita vicino quando leggo, mi sento un po’ persa.

7. Ancora aNobii: devo dare un voto! Non contenta di aver già fatto la figura della geek qualche punto sopra, quando termino un libro non importa dove sono, tanto ormai siamo connessi ovunque, devo aggiornare lo stato di lettura su aNobii e, cosa più importante, devo dare un voto. Se volessi proprio giustificare questa mia fissa, è un’azione che mi dà ordine mentale e mi permette di non perdere le impressioni che ho provato a fine lettura. Nei giorni successivi tendo, infatti, a essere più buona con i libri che leggo, mentre quel voto registrato in estemporanea è forse la cosa più veritiera che potrei dire a proposito della mia lettura. Come mio solito, prima l’istinto poi le parole…

8. Accarezzare copertine. Nonostante tutta la mia vita tecnologica, sono una romantica. E  quando scelgo il libro da leggere, accarezzo sempre un po’ la copertina. Mi piace sentire la consistenza del cartoncino e i rilievi della stampa sotto le mie dita. E do una carezzina anche ai libri non scelti, per consolarli e far capire loro che non li sto abbandonando. Follia livello 10 raggiunto!

9. Musica sempre ON. Cosa c’è di meglio che leggere avendo in sottofondo la vostra musica preferita? Questa si che è vita! Poi da quando c’è Spotify non ascoltare musica sembra quasi un’eresia…

10. Rileggere? No grazie. Ve l’avrò detto un milione di volte: io non rileggo. Non che non ne abbia la tentazione a volte, ma penso sempre che è uno spreco di tempo con tutto quello che ho da leggere, una vita non è abbastanza! Fanno eccezione i soliti noti: Jane Eyre, anche se ormai è qualche anno che non lo rileggo, e tutti i libri di Harry Potter, che riescono ad affascinarmi sempre come se fosse la prima volta che li leggo (incredibile!) – e poi l’ultima volta li ho letti in lingua e quindi non è una vera rilettura. Ho riletto anche L’ombra del vento, una volta in italiano e una volta in spagnolo, valida quindi come prima lettura, e per un buon motivo: la tesi. Per il resto, la prima volta è quella buona. E anche l’unica.

 

 

E con questo siamo giunti alla fine di questa top ten. Spero mi giudicherete con clemenza. In fondo, sono una ragazza, tutto sommato, normale. #maancheno

E voi che abitudini letterarie avete?

A presto!

12:35 17 commenti

Salve a tutti!

Oggi inizia una nuova tappa del nostra GdL dedicato a Le osservazioni di Jane Harris. Come procede la lettura? Spero bene… io ammetto, sono davvero incuriosita dalla vicenda. Chissà cosa succederà nei prossimi capitoli?

La scorsa settimana abbiamo conosciuto la protagonista, Bessy, una ragazza di 15 anni alla ricerca di un impiego come cameriera. Del suo passato sappiamo poco, quel tanto che Bessy ci racconta, incluso il suo lavoro di governante presso la casa di un certo signor Levy di Glasgow. Sulla strada per Edimburgo si imbatte in una casa che ha il nome di una castello, Caste Haivers, dove si imbatte in una donna molto strana e misteriosa. La donna sarà presto la sua padrona, che accetta di prenderla a serivizio non appena scopre che Bessy sa leggere e scrivere. Bessy potrà lavorare a caste Haivers, ma a una condizione: ogni sera dovrà redigere una sorta di diario in cui registrare le sue “osservazioni”. Bassy accetta ma molte sono le domande che si fa. Chi è quella signora? Perché ha un comportamento così misterioso? E perché le sue osservazioni sono così importanti per lei?

Questa settimana ci aspettano nuovi capitoli:

2^ settimana (15/04 – 21/04): dal Capitolo 5 al Capitolo 7

Buona lettura!

22:04 6 commenti

Salve fragolosi!

Questo mese la recensione sarà dedicata a un libro comprato a dicembre a Milano con una cara amica, una sorta di auto-regalo di Natale, un libro che però è uscito in Italia lo scorso anno e due inverni fa in Spagna. Un libro che in realtà aspettavo dal lontano (?) 2009, quando durante le vacanze di Natale (i cicli e ricicli della vita) terminai di leggere Il gioco dell’angelo, secondo libro di una saga cominciata anni prima con L’ombra del vento, amore a priva vista. Insomma oggi vi parlo del terzo libro del ciclo dedicato al Cimitero dei libri dimenticati: Il prigioniero del cielo di Carlos Ruiz Zafón.

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Titolo: Il prigioniero del cielo (originale: El prisionero del cielo)

Autore: Carlos Ruiz Zafón

Traduttore: B. Arpaia

Editore: Mondadori

Anno: 2012

Pagine: 349

 

 

 

 

Barcellona, dicembre 1957
Quell’anno, prima di natale, ci toccarono soltanto giorni plumbei e ammantati di brina. Una penombra azzurrata avvolgeva la città e la gente camminava in fretta coperta fino alle orecchie, disegnando con il fiato veli di vapore nell’aria gelida. Erano pochi coloro che in quei giorni si fermavano a guardare la vetrina di Sempere e Figli, e ancora meno quelli che si avventuravano a entrare per chiedere di quel libro sperduto che li aveva aspettati per tutta la vita, e la cui vendita, poesie a parte, avrebbe contribuito a rappezzare le precarie finanze della libreria.

E’ bastata quell’intestazione “Barcellona, dicembre 1957” per tuffarmi ancora una volta nell’incanto del Barrio Gotico, quel quartiere intricato di vie e viottoli nascosti ai più, ricco di fascino e mistero, in cui tutto sembra possibile, dove un ragazzo di nome Daniel anni prima ha trovato un libro e un autore dannati, un cimitero che custodisce la letteratura mondiale, un amico fidato con un nome da un torero e l’amore della sua vita. E poi una città che si snoda sotto i tuoi occhi fino ad arrivare alle case residenziali del Tibidabo dove vissero Julian Carax e David Martín, quel temibile carcere, le cui pareti potrebbero raccontare eventi terribili, che fu il castello di Montjuic, dove molte verità su Fermín, David Martín, Il gioco dell’angelo e la stessa famiglia di Daniel sono racchiuse, e infine il mitico Cimitero dei Libri Dimenticati, che è il sogno proibito di chiunque si dichiari amante della lettura, della letteratura e dei libri, nonché il cuore pulsante dell’avventura cominciata con L’ombra del vento. La magia più grande ed evidente che l’autore catalano regala ai suoi lettori è proprio questo: la capacità di far sentire a chi legge le sue storie il respiro di una città che si muove e commuove, inganna ma difende, punisce ma sa essere misericordiosa. La Barcellona di Carlos Ruiz Zafón è un’entità viva e pulsante e il suo stile e le sue parole riescono a portare questa linfa vitale fino a noi.

Dopo L’ombra del vento, David Sempre torna ancora una volta a raccontarci il suo mondo. La libreria Sempere&Hijo, la sua amata Bea, ora sua moglie e madre del piccolo Julian, chiamato con lo stesso nome di Carax (ovvero l’autore del libro L’ombra del vento, il libro che un undicenne Daniel sceglie di custodire nel Cimitero dei Libi Dimenticati), e il picaresco Fermín Romero de Torres, che in questo terzo romanzo perde parte del suo folklore per raccontarci una storia, quella del suo passato, dolorosa e struggente, tornata in superficie per mano di un personaggio misterioso e inquietante comparso nella libreria Sempere alla sua ricerca. Si ritorna indietro nel tempo con Il prigioniero del cielo, al periodo oscuro e difficile della Guerra civile e di quelle carceri spagnole in cui soffrivano e morivano migliaia di persone la cui unica colpa era credere in qualcosa che non fosse Franco e il suo regime. Ed è nel castello di Montjuic, allora carcere politico, che Fermín incontra David Martín. Una storia che porta con sé molte ferite che il tempo non ha ancora saputo sanare, in particolare la verità su Isabella Sempere, madre di Daniel.

Sono contenta Zafón sia tornato a parlare, anche se solo in parte, della mamma di Daniel. Isabella, fin dalla sua comparsa nel Gioco dell’angelo, mi era subito apparsa una donna intelligente, forte e determinata. Una giovane donna che avrei tanto voluto conoscere. La sua storia si intreccia con quella di molti altri personaggi che costellano l’universo di Daniel e creano una rete in cui il protagonista si evolve, cresce e trova non solo il senso ma anche la giustificazione della sua vita. Le rivelazioni di Fermin porteranno Daniel a confrontarsi con una realtà ben diversa da quella in cui aveva vissuto fino ad allora, un dolore vecchio che torna prepotente nella sua vita e finisce per cambiarlo nel profondo del suo essere. Il Prigioniero del cielo non ha un vero e proprio finale, ma lascia un’avventura, cominciata anni prima, aperta a mille possibili sviluppi, mentre un pericolo nuovo sembra stia per arrivare. Zafón, siamo certi, saprà raccontare quest’ultimo capitolo con la bravura che finora ha dimostrato.

Non sempre i libri vanno criticati e analizzati meticolosamente. Non sempre assegniamo loro un voto in base alla qualità della prosa o alla originalità stilistica e poetica. I libri che giudico per me preziosi, i più cari alla mia memoria di lettrice, sono quelli capaci di emozionarmi e trasportarmi altrove, in luoghi della fantasia e del sogno; quelli in grado di rapirmi al punto che, quando non li sto leggendo, non posso smettere di pensarci; quelli che, una volta finiti, sei ancora lì a chiederti cosa avrebbe fatto quel tal personaggio, a commuoverti per quella storia d’amore o per quella morte inattesa, a pensare a tutti gli uomini e donne di finzione che hai incontrato e di cui ti sei innamorata, amici di carta che rimarranno impressi nella mente. I libri dedicati al Cimitero dei Libri Dimenticati possono di sicuro inscriversi in tale categoria essendo, per di più, libri profondamente legati al mondo dei lettori e all’amore che essi provano per la lettura, con i loro riferimenti letterari e le loro ricorrenze tra un testo e l’altro della letteratura internazionale.

Il prigioniero del cielo, con il suo essere un romanzo di transizione, una sapiente costruzione di intrecci e convergenze, dove si incontrano le anime e i sapori dei due romanzi precedenti, resta una lettura imprescindibile per chi abbia amato la storia di Daniel e il suo universo. Ma anche per chi abbia voglia di scoprire questa straordinaria avventura.

Ora però, Carlito, non farci attendere troppo l’uscita del prossimo libro!

VOTO:

La Copertina

Ho letto il libro in spagnolo, particolare che incrementa notevolmente il fascino della storia, dato che i giochi di parole, le battute e i riferimenti alla realtà iberica tradotti perdono buona parte del loro significato e delle loro suggestioni. Tuttavia le copertine delle varie edizioni del libro, di qualunque paese siano, presentano la medesima immagine. Così era stato anche per L’ombra del vento e Il gioco dell’angelo. Questo perché le immagini scelte sono estremamente evocative ed evidenziano il ruolo da protagonista della città di Barcellona, che nei libri di Carlos Ruiz Zafón appare diversa dalla semplice meta turistica conosciuta da molti. Così per questa volta ho deciso di accostare le tre copertine originali della saga. Insieme sono uno spettacolo.

   

Frasi:

> In questa vita si perdona tutto, tranne la verità.

> Ci sono epoche e luoghi in cui essere nessuno è più onorevole che essere qualcuno.

 

Colonna sonora: El prisionero del cielo – Carlos Ruiz Zafón

Sul sito ufficiale di Zafón sono disponibili i brani musicali creati appositamente per il ciclo del Cimitero dei Libri Dimenticati. Sono brani strumentali, eseguiti al pianoforte e composti dallo stesso autore, che aiutano a comprendere meglio le atmosfere dei suoi romanzi e poterla così vivere anche con altri sensi oltre che con la sola lettura. I brani, divisi per romanzo, sono scaricabili liberamente su questa pagina: http://www.carlosruizzafon.com/descargas/musica.php

Io ovviamente vi lascio con il brano dedicato al Prigioniero del cielo. Buon ascolto.

22:20 11 commenti


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 Recommendation Monday è la rubrica settimanale in cui consigliamo un libro in base a un tema diverso di volta in volta. La rubrica viene postata il Lunedì.

Il Recommendation Monday di questa settimana è dedicata a quei libri che non avremmo mai letto senza il suggerimento di qualcuno a noi vicino, anche lui lettore e anche lui, evidentemente, dotato di buon gusto. Il tema è

Consiglia un libro che ti hanno consigliato

Il libro di cui vi parlo mi fu consigliato dalla mia cara amica lettrice Luisa, una vera fonte d'ispirazione per me dagli anni dell'università, quando lei era coinquilina di una mia amica e io facevo incursione in casa loro aprendo discorsi letterari che potevano non finire mai... Si tratta di Il cavaliere d'inverno di P. Simmons.





Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d'estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta suvbito un'attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.







Titolo: Il cavaliere d'inverno
Autore: P. Simmons

Traduttori: L. Folchi, F. Del Moro
Editore: BUR
Anno: 2003
Pagine: 700



Il cavaliere d'inverno è un libro di cui Luis mi parlava spesso ma a cui non volevo dare mai sufficiente credito, non abbastanza da giustificarne un acquisto. Poi una giorno, complici in soliti sconti, mi decisi. Fu una lettura inaspettata e davvero piacevole, una storia che lasciò il segno, mi commosse e mi fece innamorare come pochi libri hanno fatto nella mia vita di lettrice. E io che credevo si trattasse di un romanzo da femminucce... per la serie mai avere pregiudizi. E per tale motivo questo lunedì lo consiglio io a voi.

Qual è il vostro recommendation monday della settimana?

Buona settimana e buona lettura a tutti!

19:52 14 commenti

 

Buongiorno lettori! Oggi inauguriamo il primo appuntamento con il GdL del UFG Book Club dedicato a Le Osservazioni di Jane Harris.

Come sempre, ogni settimana pubblicherò un post in cui ogni partecipante potrà lasciare un commento a fine lettura che poi provvederò a copiare.

Siete Pronti?

I partecipanti di quest’anno: Strawberry, Silvia, Federica, Lory, Lalift(?), Chiara. Manca qualcuno? Ricordo a tutti che è possibile aggiungersi anche a lettura iniziata, quindi non fatevi problemi… noi vi aspettiamo!

Ecco la prima tappa:

1^ settimana (8/04 - 14/04): da Intro – Capitolo 1 al Capitolo 4

Buona lettura a tutti!

10:25 8 commenti

 

Salve gente!

Anche questa volta il solito riepilogo mensile. Cosa è successo a Marzo?

I Libri di Marzo

Altro periodo pienissimo, ancora poco tempo per leggere. Ormai i ritmi degli anni passati me li sogno. Ma guardando da una’ltra prospettiva avere più cose da fare di per sé non è negativo perciò… bando alle chiacchiere questo mese ho letto:

- Mr Gwyn di Alessandro Baricco.  Baricco è Baricco c’è poco da dire. Non sarà il suo libro migliore né la sua storia più memorabile, ma come te le racconta lui le cose è difficile riescano altri. Il suo stile è inconfondibile e le sue storie, sospese da ogni tempo, realtà, mondo, sono capaci di insinuarsi e farsi amare, semplicemente. Come è capitato già in passato, Mr Gwyn mi mancherà un po’ e la sua incredibile storia riecheggerà nella mia mente per un be po’.

- Lady Susan – I Watson – Sanditon di Jane Austen. Il mio proposito di leggere la bibliografia della Austen è quasi giunta alla fine. Mi manca solo Mansfield Park e poi avrò completato il viaggio nel mondo di Zia Jane. Per quanto riguarda questo libro, si tratta di una raccolta composta da lavori minori della scrittrice, giovanili o incompiuti, ma che presentano le caratteristiche tipiche della scrittura austeniana, oltre che le tematiche, forse ancora acerbe, ma inconfondibili.

Acquisti & co. Questo mese la Game of Thrones mania era alle stelle. Così, complici anche i soliti sconti, non mi sono fatta mancare l’acquisto di due volumoni delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin. Si, lo so, pur essendo grande fan della serie, non avevo ancora letto i libri, ma c’è sempre tempo per rimediare. Il primo volume è composto da Il trono di spade e Il grande inverno, il secondo da Il regno dei lupi e La regina dei draghi. Winter is coming…

 

La velleità femminile del mese

Questo mese mi sono finalmente tolta uno sfizio. Stanca dei mille correttori che mai mi soddisfano e influenzata dalle mille puntate di Clio make up, viste e riviste anche contro la mia volontà perché su Real Time pare che non facciano altro, mi sono decisa ad acquistare Erase Paste, il famoso correttore della Benefit.

 

Ok costa un po’, ma dà grandi soddisfazioni. Ha una composizione pastosa e all’inizio pare sia difficile stenderlo, in realtà il calore delle dita lo rende malleabile a facilmente applicabile. Il risultato è ottimo, per lo meno sulla mia pelle. Non ne uso grandi quantità ma solo un po’ nei punti strategici e funziona. Inoltre, cosa importante, non mi dà problemi con la pelle e non mi crea allergie e sfoghi cutanei che invece in passato ho sofferto a causa di correttori sbagliati. Insomma i soldi meglio spesi in fatto di make up di quest’anno! Non credo lo cambierò mai…

 

Faccio cose, vedo gente…

Non amo festeggiare la festa della donna, non tanto per la festa in sé quanto per cosa accade quando certe donne festeggiano questa giornata e quasi me ne vergogno. Comunque a un aperitivo con le mie fantastiche colleghe di master non potevo dire di no, sicura che la serata sarebbe stata ottima. E così tra un giro di lì, un aperitivo di là, ci siamo ritrovate con un bicchiere di vino in un locale ad assistere a una rappresentazione dei Monologhi della vagina, opera nata nel 1996 dall’autrice off-Broadway Eve Ensler e famosi in tutto il mondo. E’ stato davvero un piacere ascoltare questi monologhi nati dalle interviste che la Ensler fece a 200 donne sulle loro idee sul sesso, le relazioni, la femminilità e la violenza sulle donne. Il risultato è una serie di monologhi che divertono, sorprendono, incuriosiscono ma fanno anche riflettere e non lasciano indifferenti come i dialoghi dedicati a stupri  e violenze perpetrate da regimi o alle vittime di quella terribile pratica che è l’infibulazione. Racconti in cui potersi a volte riconoscere e nei quali trovare le mille e una sfumature di ciò che vuol dire essere donna. Consiglio a tutte di partecipare a una rappresentazione dei Monologhi appena ne avrete l’occasione.

La musica che mi frulla in testa

Ok non giudicatemi. Di solito ascolto buona musica. Dico davvero. Ma sono settimane che sono entrata in fissa con queste due song un po’ da bimbaminkia, I know (oggi mi è presa con l’esterofilia), ma che non posso fare  ameno di ballare e canticchiare appena le ascolto. La prima è dei Bastille, gruppo indie rock inglese, e si intitola Pompeii.

Il secondo brano è invece Thrift Shop di Macklemore & Ryan Lewis.

Ok potete prendermi in giro per tutto il mese…

Buon aprile a tutti!

16:54 13 commenti
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