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Una Fragola al Giorno

Se c’è una cosa che fa di buono la TV durante questo periodo è mandare in onda agli orari più svariati film natalizi pieni di gioia, amore, nevicate improvvise, miracoli, esseri magici e tanti bei happy ending. Da quando, poi, in questi ultimi due anni con l’arrivo del digitale sono aumentati i canali a disposizione, cresce ancor di più la possibilità di imbattersi in una di queste pellicole.

Uno dei film che più amo guardare tra quelli offerti dalla programmazione televisiva natalizia è Love actually – L’amore davvero.

Ok. Il film, del 2003, non ha contenuti di particolare valore. E’ una commedia semplice, intrisa di humor e atmosfere britanniche, senza troppe pretese, se non quella di intrattenere allegramente lo spettatore e far trascorrere un paio di ore in piena letizia. Un collage di storie e personaggi che si intrecciano tra loro sullo sfondo di una Londra prossima al Natale e illuminata a festa. Un sogno, insomma. Il cast è, forse, anche “troppo” per una pellicola del genere: Colin Firth, Hugh Grant, Alan Rickman, Emma Thompson, Keira Knightley, Liam Neeson, Rowan Atkinson e chi più ne ha più ne metta. Un cinepanettone d’oltremanica. Con tutta un’altra classe rispetto a quelli nostrani.

Si, perché Love actually è una storia allegra e a volte un po’ kitch, ma è soprattutto un film romantico, dove l’amore e il natale sono “all around you” (tanto per fare il verso alla spassosa canzone cantata dalla star fallita interpretata da Bill Nighy) e che in certi momenti tocca picchi di grande tenerezza e romanticismo, come nel caso della domestica portoghese e lo scrittore tradito o nella scena tanto famosa dell’artista innamorato della moglie del migliore amico che si dichiara tramite dei cartelli alla vigilia di Natale, o ancora quando il primo ministro marpione confessa il suo amore alla segretaria durante la recita dei nipoti…

Un film che funziona in tutte le sue parti senza mai strafare, ma neanche scadere troppo nel banale. Qualche maschietto forse strizzerà il naso, ma confido che voi donnine mi capirete. Si tratta di un film che, pur non essendo un capolavoro, ci piace e non può mancare nella nostra collezione privata.

Per me Love Actually ha lo stesso sapore che aveva Mamma ho perso l’aereo quando ero bambina: non è Natale senza averlo visto ancora una volta…

00:56 23 commenti

 

top ten tuesday

Top Ten Tuesday è una rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish. Ogni settimana viene postato un nuovo tema o argomento su cui stilare una lista di 10 titoli. Ho deciso di non farne una rubrica settimanale anche qui sul mio blog, ma di aggiornarla occasionalmente quando riterrò la Top Ten della settimana di mio interesse.
 
 
Questa top non poteva mancare su questo blog, in questo periodo più che mai. Anche perché io ho sempre una lista pronta per Natale, nel caso qualcuno voglia farmi un regalo davvero gradito. Di solito non avviene mai. Ma mai smettere di crederci. La Top di questa settimana vale come Pensiero per Natale #3 e il tema, infatti, é:
 
topten
(I 10 libri che non mi dispiacerebbe Babbo Natale mi portasse)
 
 
1. Il seggio vacante di J. K. Rowling. Alzi la mano chi non vuole vedere come se l’è cavata zia Rowling alle prese con un romanzo da “grandi”. Tanta curiosità e il libro, in pieno stile marketing natalizio, esce il 6 dicembre. Pronto per l’albero, no?
 
2. Il trono di spade di G. R.R. Martin. Ormai mi avete coinvolta tra la serie spettacolare e i miei lettori fan della saga. Comincerei dal primo volume, piano piano, senza fretta altrimenti finisco per leggere solo la saga. Addicted!
 
3. El prisionero del cielo di C. R. Zafon. In Italia è uscito lo scorso febbraio con il titolo Il prigioniero del cielo. Io però lo vorrei leggere in lingua, vista ormai la mia affinità con Zafon e l’affetto che mi lega alle sue opere. Poi praticare un po’ lo spagnolo non mi dispiace mai e dato che lo so non vedo perché non approfittarne. Solo che non riesco a trovarlo da nessuna parte, dovrei fare un ordine su internet ma boh, spero sempre di avere la possibilità di andare in Spagna e comprarlo direttamente lì…o che qualcuno me lo regali…a ver…
 
4. La ragazza con la gonna in fiamme di A. Bender. Della Bender ho letto un anno fa L’inconfondibile tristezza della torta al limone, comprato a Bristol in quel periodo infausto e letto in inglese, of course. Non mi dispiacque e ora vorrei vedere se lei è brava come mi era sembrata al prima volta…
 
5. Il conte di Montecristo di A. Dumas. Un classico a Natale ci sta. Questo volevo leggerlo da tempo immemore, forse è il caso di procurarselo…
 
6. Le osservazioni di Jane Harris. Uno di quei libri che inseguo da tempo, quasi un ossessione.
 
7. Di tutte le ricchezze di S. Benni. Benni non può mancare. E’ da un po’ che non lo seguo, che non leggo nulla di lui, ma inizio a sentirne la mancanza…
 
8. Tenera è la notte di F. S. Fitzgerald. Altro classichino che mi sconfiffera da un annetto ormai. Dicono sia il suo capolavoro, dedicato alla moglie, un’anima tormentata che lui amava tanto. Da avere…
 
9. Storia di un corpo di D. Pennac. Stessa storia che con Benni. Mi manca la scrittura di Pennac e questo libro mi incuriosisce proprio…
 
10. Il rosso e il blu: cuori ed errori nella scuola italiana di M. Lodoli. Consigliato da Memoriarem. Io ho una passione per la scuola infinita, mi piacerebbe proprio leggerlo…
 
interno, finestra
 
 
E chissà se qualcuno, magari un tipo dalla giubba rossa, la barba bianca e un sorriso bonaccione, non legga questa “letterina”…
 
Alla prossima!
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23:32 18 commenti

 

In ritardo sulla tabella di marcia, io meglio e il peggio di Novembre…

I libri di Novembre.

Mese tutto sommato andato più che bene, 5 letture portate a termine e con un certo livello di stelline:

- Finché le stelle saranno in cielo di K. Harmel. .  Best seller che mescola dolci e temi importanti come quello dell’Olocausto e della memoria. La scrittura non è eccelsa e vi è una reiterazione di aggettivi banali e personaggi stereotipati che a volte danno i nervi, ma la storia è davvero commovente, la triste vicenda di mamie (nonna in francese) e della sua famiglia insieme a quella del suo amato in piena invasione nazista non possono lasciare indifferente nessuno. Mi è piaciuto molto come la scrittrice abbia dato valore al concetto di Memoria applicato nel nostro presente, a evidenziare ancora una volta come non si può vivere nel presente senza il passato e che è nelle nostre radici che possiamo trovare noi stessi. E di sicuro un punto di merito per avermi fatto scoprire un aspetto che non conoscevo all’interno della triste storia dell’Olocausto e della deportazione nazista, ovvero l’aiuto che la comunità mussulmana diede agli ebrei francesi nel loro tentativo di fuggire a un destino terribile. Pensare che queste due comunità abbiamo potuto vivere in pace al punto addirittura di aiutarsi in un momento di tale bisogno lascia molto spazio a riflessioni amare su un presente di violenze e guerre che appare sempre più insensato…

- Cinquanta sfumature di nero di E. L. James. . Se al peggio non c’è mai fine, questo libro ne è la prova. Proseguendo nella lettura di queste inutile trilogia, si scopre che la scrittrice è riuscita ancora una volta a dare il meglio di sé. In questo secondo capitolo della serie viene a mancare persino l’elemento che riusciva a tenere un pò su la narrazione e l’interesse del lettore nel precedente libro, ovvero la componente erotica e sadomaso (se così la vogliamo definire). Qui è tutto un “Ti amo” e uno “Sposami”, le sculacciate si riducono allo zero  e i gatti a nove code vengono appesi al chiodo. Dal porno soft al romance di peggior specie. Resta una scrittura discutibile, una storia banalotta, dei personaggi involuti e senza alcun appeal e tanta voglia che il cattivo di urno stavolta vinca e faccia fuori tutti…speriamo accada nel terzo e ultimo libro…

- The Help di K. Stockett. . Abbiamo finito il nostro GdL. E devo dire che questa volta eravamo tutte soddisfatte. E’ stato bello leggere questo romanzo, dalle tematiche importanti e dalle emozioni vivide e sentite, ed è stato un piacere leggelro con voi. Quando ripetiamo? ;-)

- Nord e Sud di E. Gaskell. Bello e inatteso. Ve ne ho parlato QUI.

- Sabato di I. McEwan. . McEwan è un genio, mettiamocelo  bene in testa. Il romanzo è lento in più punti e le riflessioni del protagonista, Henry Perowne, neurochirurgo alle prese con un Sabato speciale, sulla vita e soprattutto sul suo presento, all’indomani della tragedia di Ground Zero e alle soglie della guerra per la democrazia voluta da Bush e supportata dal governo Blair, sono tanto interessanti quanto a tratti noiose. Forse era anche il periodo, lo ammetto, che non si prestava a tali pensieri più di tanto. Ma è straordinaria la capacità di McEwan di analisi della società del 2000, dove nessuno si sente più al sicuro e tutto ciò che è diverso viene visto come una minaccia, e di realizzazione di un flusso di pensieri che incarna l’uomo inglese medio che vive la crisi delle sue certezze e la paura per un domani veloce e troppo diverso dal mondo come finora lo aveva conosciuto. E’ di sicuro la riflessione sulla guerra in Iraq e la sua necessità a farla da padrone. Ma mentre Henry, dopo aver assistito a un atterraggio d’emergenza che ha innescato nella sua mente una moltitudine di scenari apocalittici, trascorre la giornata pensando a quanto il mondo non sia più un posto sicuro, nella sua giornata pianificata al singolo minuto accade un evento, un banale incidente, che si rivelerà essere la cartina tornasole dei suoi pensieri. Demonizziamo un diverso per ragioni che a stento vogliamo approfondire, crediamo il vero pericolo provenga da un non meglio precisato fondamentalismo con cui associamo persone diverse tra loro e storie di uomini lontani l’uno dall’altro per quella politica di fare di tutta l’erba un fascio che tanto è comune in Occidente, ma i pericoli possono essere così vicini a noi da non riuscire, ciechi come siamo, a vederli fin quando non ci si pongono davanti. Un romanzo non facile da leggere ma che alla fine saprà regalarvi quella soddisfazione tipica dei libri capaci davvero di fare la differenza. La buona letteratura…

Acquisti & co. Tanto per non farmi mancare nulla. Classica capatina in libreria e consueto acquisto che va ad arricchire al già nutrita schiera di non iniziati. Questo mese sono diventata proprietaria di Venuto al mondo di M. Mazzantini, complice uno sconto del 25 % di sconto, e di I marmocchi di Agnes, secondo capitolo della saga di Agnes Browne di B. O’ Carroll, anche questo scontato. Fame placata…

Tot libri: 40/50

Tot pagine: 13178/15000

 

La velleità femminile del mese

A novembre mi sono finalmente tolta un paio di sfizi. Innanzitutto, ho finalmente trovato i pigmenti della linea Colour Arts di Essence. Dopo mesi sono riuscita a provare anche io questi ombretti ultra colorati. Mi piacciono tanto! Alcuni colori son si decisamente estivi, ma ce ne sono due che sono già diventati i miei preferiti: il numero 08 Cop & copper e il numero 06 Wow, it’s Orange! (che in realtà è un corallo)…adoro!

Ma la cosa di cui sono più contenta è l’acquisto del tanto agognato fondotinta Bare Minerals! Sfruttando il famoso sconto da Sephora di cui vi ho parlato giorni fa, sono riuscita a decidermi in un acquisto che volevo fare da tempo! Per il momento siamo in una fase di conoscenza reciproca, ma posso già sbilanciarmi e dichiararmi entusiasta! Per chi non conoscesse il fondotinta, si tratta di un prodotto dalla formula minerale che permette di avere una coprenza totale senza però la pesantezza del fondotinta nell’accezione classica del termine. Si stende con un pennello kabuki, pare un cipria ma ha in realtà la consistenza di una crema e tale composizione lo aiuta a uniformarsi all’incarnare e a donare un look naturale. Niente, è amore ormai…

Faccio cose, vedo gente…

Anche novembre mi vede culturalmente attiva. Alla notizia non ho saputo trattenermi e ho trascinato amorcito a un’altra mostra. Quale? Ma la mostra di Degas qui a Torino!

Direttamente dal Museo d’Orsay, dal 18 ottobre al 27 gennaio saranno esposti presso la Palazzina delle Belle Arti di Torino 80 capolavori del pittore francese, straordinario affresco della vita parigina della fine del XIX sec e l’inizio del Novecento. La mostra ripercorre la storia umana e artistica di Edgar Degas (1834 – 1917), dai suoi inizi realisti fino ad arrivare alla svolta impressionista e a quelle ballerine, specchio di una società nuova dedita ai consumi e all’intrattenimento e segno di uno studio sul corpo umano che si fa sempre più astratto e fuori dagli schemi, che lo rendono famoso ai più.

La mostra è ben sviluppata lungo una serie di percorsi che mostrano i vari stadi dell’artista. Non mancano i capolavori indiscussi come Ritratto di famiglia (La famiglia Bellelli), che segna la svolta e un passaggio a una pittura più vicina al movimento e meno precisa nella rappresentazione della realtà; L’orchestra dell’Opera, testimonianza di una pittura alla continua ricerca dell’istantaneità, del momento reale da immortalare sulla tela attraverso un occhio ormai sempre più fotografico; le Donne alla toilette, che mettono in evidenza il grande interesse del pittore per il corpo umano e, in particolare, per quello femminile, interesse che trova massima realizzazione nelle sue danzatrici come in Fin d’arabesque.

Infine un video, quasi un film realizzato dal museo d’Orsay appositamente per la mostra, aiuta il visitatore a entrare nella mente e nell’opera del pittore, per poter comprendere appieno le sue motivazioni e il contesto storico e sociale in cui si colloca.

Una mostra davvero ben fatta, dalle molteplici suggestioni e fonti di ispirazione e riflessione. Ovviamente anche questa è vivamente consigliata a chiunque si trovi a passare di qui…

L'arte non è ciò che vedi tu, ma ciò che consenti agli altri di vedere

 

 

 

La musica che mi frulla in testa.

Non riesco a togliermela dalla testa davvero questa volta. L’ho ascoltata per caso una sera su Deejay Tv e da allora la sento di continuo. Si tratta di Ho hey dei The Lumineers. Enjoy it!

 

Prima di salutarvi, e per l’ultima volta prima di diventare pesante, ricordo a tutti dell’iniziativa 25 Pensieri per Natale. Per saperne di più cliccate sul banner!

A presto e buon dicembre!

01:01 16 commenti

 

Primo weekend natalizio. E sì che non era cominciato così. Doveva essere solo un weekend bolognese, di quelli che non avevo da tempo. E, in effetti, così è stato. Ma ormai non c’è città che non sia illuminata a festa e così anche la mia cara Bologna si è messa il vestito delle feste. E anche il tempo ha fatto la sua parte, con quei brividi che ci ha regalato tra un giro e l’altro sotto i portici.

Mi ha fatto bene tornare a Bologna per un paio di giorni. Come sempre mi mancava. Ma ciò che mi era mancato lo scorso anno era passare per Piazza del Nettuno sotto il grande Albero di Natale pieno di luci. E quest’anno sono riuscita a regalarmi, ancora una volta, questo momento.

E’ una tradizione che ho vissuto per tutti i miei anni universitari. Vederlo comparire spoglio verso la fine di novembre mentre andavo a recuperare libri per i vari esami alla Sala Borsa. Rivederlo con le prime decorazioni mentre facevo una passeggiata in centro durante il weekend con le mie coinquiline. E poi, in una sera fredda e umida di quelle tipiche bolognesi, mentre cammini per raggiungere amici e locali, vederlo accesso e splendente.

Ce ne sono state varie di versioni. Ancora ricordo con un sorriso di quell’anno che fecero l’albero a risparmio energetico, con le luci che si accendevano solo con l’energia dei passanti che decidevano di pedalare su delle apposite biciclette poste ai piedi dell’albero. Ma ogni anno era sempre un momento per me molto felice.

Rivederlo quest’anno ha inevitabilmente accesso un moto di nostalgia. Gli anni passano e io non vivo più lì. Ma tornare a Bologna è sempre bello e mentre sedevo in piazza osservando la punta di quel grande albero, trovavo dentro di me la conferma di quello speciale legame che ho per quel luogo, che, ovunque io vada e nonostante tutto, non credo si reciderà mai.

Tornata qui a Torino, mi guardo intorno e vedo tutti i segni delle festività che arrivano, che sono già qui. Io e amorcito abbiamo fatto un giro e abbiamo trovato un mercatino di Natale, di quelli deliziosi con tutte quelle cosine artigianali, che sprigionano calore e magia al solo guardarle. Ma io sono in cerca di un albero. E chiedo a voi amici torinesi: ma qui c’è un bel Albero di Natale da immortalare? Vi prego ditemi di si…

Che dire. Con questo weekend sono ufficialmente entrata nel mood festivo. Non vedevo l’ora…

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Vuoi farmi compagnia in questo percorso “natalizio”? Leggi QUI cos’è 25 Pensieri per Natale…

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Termino segnalandovi che Vaty festeggia il suo primo anno di blog. Auguri! E per celebrarlo degnamente ha indetto un giveaway, a cui ho deciso di partecipare…volete unirvi a che voi?

1° ANNO DI BLOG: il GIVEAWAY

 

Alla prossima!

01:26 21 commenti

 

Fragolosi!

Come potete ben vedere il blog è in festa. Dicembre è cominciato e per me questo significa essere giunti al periodo più festoso dell’anno. Niente musi lunghi e cinismo, please! In passato mi sono resa conto che le gioie del Natale non le porta la festa in sé ma le fabbrichiamo noi, quindi, in definitiva, Babbo Natale arriva ma dobbiamo aiutarlo noi a trovare la strada…

Ho sempre adorato questo periodo dell’anno. Mi mette allegria, per tanti motivi. E per elencarli mi sono inventata questo gioco. Quest’anno, infatti, voglio condividere con voi l’attesa di Natale 2012. Come? Semplice, con 25 Pensieri per Natale.

Cos’è?

Un’iniziativa che mi è venuta in mente un pomeriggio d’agosto pensando ai calendari dell’avvento, i quali per ogni giorno precedente al Natale portano e regalano qualcosa, e che non vedevo l’ora di mettere in pratica. Vi spiego come:

  • Da oggi fino al 25 Dicembre chi vorrà partecipare scriverà “un pensiero per Natale” al giorno o compatibilmente con la frequenza con cui aggiornate il blog o, infine, quando semplicemente siete ispirati.
  • Il pensiero può essere collegato alle festività che stanno per arrivare (per esempio avete trovato delle decorazioni bellissime per Natale, volete condividere il ricordo piacevole di qualche Natale passato, scrivere una letterina a Babbo Natale, darci la ricetta di qualche dolce tipico natalizio, ecc.)
  • oppure può essere un pensiero legato alla vita di tutti i giorni ma che abbia un aspetto cozy, che regali un’atmosfera o una sensazione calda e accogliente, casalinga o semplicemente calorosa e amichevole…qualcosa che scaldi il cuore insomma (una tazza di cioccolata con panna, un cinema con le amiche che non vedi da tempo, un weekend particolare, una canzone che rimane nella testa, ecc.).
  • Chi partecipa potrà diffondere l’iniziativa inserendo il banner che trovate qui sotto nel proprio blog. Non è obbligatorio, ma mi farebbe indubbiamente piacere vederlo in giro!

E credo che questo sia tutto. Spero tanto vogliate giocare con me.  Alla fine dell’iniziativa cercherò di preparare una sorpresa per tutti, anche se ancora non so bene cosa, per ringraziarvi. Intanto diamo inizio alle danze e alle feste!

Il banner da inserire è questo:

<a href="http://unafragolaalgiorno.blogspot.it/2012/12/25-pensieri-per-nataleiniziativa1.html"><img src="http://i47.tinypic.com/2vtuvjb.png" /></a>

Partecipate in tanti! Si parte!

21:54 35 commenti

Qualche giorno fa passavo dal blog di Nice e vedo questo simpatico questionario. Memore dei mille meme e tag fatti in questa sede, ho pensato che un bel test sulla mia passione più grande, i libri, ci stava. Partiamo.

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1) Quale libro stai leggendo attualmente?

Al momento sto leggendo Sabato di I. Mc Ewan. Pensavo di farci la Recensione del Mese ma mi sa che quest’ultima salterà, non tanto perché non l’ho ancora finito ma perché ho fatto l’errore di decidere quale libro commentare prima di finirlo e ora non so cosa potrò scriverci su. Ma vedremo, ho ancora due giorni…

2) Perché l'hai scelto?

Perché Ian Mc Ewan è uno scrittore che mi piace. Ma che mi offre anche dei bei alti e bassi. Mi convinse con Lettera a Berlino, mi lasciò insoddisfatta con Chesil Beach, mi innamorai con Espiazione. E ora? Sono nel bel mezzo di questa riflessione e non ho ancora capito se il libro mi convince o meno…

3) Ti piace farti consigliare dagli amici?

Semmai sono io che consiglio agli amici, visto che tra tutti quelli che conosco sono io quella che legge di più. Tuttavia non sono mancati degli ottimi consigli che sono stati seguiti con immenso piacere. Se poi si parla degli amici della blogosfera, beh si ci sono stati tanti consigli e molte delle mie letture provengono dai loro suggerimenti.

4) Lo scaffale che visiti per primo in libreria?

Narrativa e nuove uscite, perché sapere cosa c’è sul mercato è curioso anche se non sempre soddisfacente.

5) Il tuo libro preferito?

Che domanda. Se lo chiedo, perfino voi lo sapete. Tutti in coro: Jane Eyre di C. Bronte! Ma quello a cui sono affezionata in modo particola è L’ombra del vento di Zafón, che mi ha fatto compagnia persino in tesi.

6) Quello più brutto?

I turbamenti del giovane Torless di R. Musill. Più che una lettura un supplizio…

7) L'ultimo libro che hai letto?

Nord e Sud di Elizabeth Gaskell, di cui vi parlo QUI.

8) Quello che aspetta sullo scaffale da anni?

“Da anni” mi pare eccessivo. Non faccio passare più di un anno dall’acquisto. Più o meno. E’ che li compro perché li voglio poi si accumulano e magari vengo presa da altre letture e loro continuano ad accumularsi…si lo so, sembro una matta. Ma amo circondarmi di libri perché so che li leggerò e poi li desidererò con me al sicuro. Ok, ora sono decisamente simile a quelle di Sepolti in casa. Ma non sono poi così tanti….comunque. Quello che aspetta di essere letto da più tempo credo sia un libro di Queneau, Tempi duri, Saint Glinglin! comprato allo stand del Libraccio al Salone del Libro del 2011. E credo che aspetterà ancora un bel pò…

9) Quello che rileggeresti?

Non amo rileggere. A parte Jane Eyre e la saga di Harry Potter. E con il freddo arrivato la voglia di immergermi nel magico mondo di HP sta diventando sempre più grande…ma ho troppi non iniziati, non posso farlo…

10) Quello che non hai compreso?

Non so. Forse quello che mi è parso meno penetrabile dalla mia poveramente limitata è stato La casa delle belle addormentate di Y. Kawabata. Ho apprezzato la sua scrittura e il suo stile nipponico da me tanto amato, elementi inconfondibili di una cultura e una tradizione letteraria, ma credo che mi sia sfuggito qualcosa. Diverse cose. E nonostante ciò, di questo tipo di letture ho sempre un ricordo piacevole…

11) Quello che hai lasciato a metà senza rimpianti?

Siddharta di H Hesse. Non me ne vogliate, ma non riuscivo a portarlo a termine. Così l’ho chiuso e sono andata a vanti. Ma quella di abbandonare i libri è un’azione che compio rarissime volte, non mi sembra giusto nonostante per Pennac faccia parte di uno dei diritti imprescindibili del lettore. Ma di solito preferisco andare in fondo alle cose, anche quelle un po’ amare…

12) Quello che hai lasciato a metà a malincuore?

Il cuore altrove di M. Kundera. E non per mia volontà. Ma perché come una stordita l’ho dimenticato in un’aula all’università Carlos III di Madrid il giorno prima dell’inizio delle vacanze di Natale. Quando sono tornata a gennaio era scomparso….triste…

13) Quello con il miglior finale?

Io non amo molto i finali. Di solito sono al di sotto del livello dell’intero romanzo, salvo, ovviamente, poche eccezioni. Uno di questi, forse, è proprio quello di Espiazione di Mc Ewan.

14) Quello più divertente?

Oddio divertenti nella mi libreria non è che ce ne siano tanti. Forse Guida galattica per autostoppisti di D. Adams.

15) Quello più triste?

Le ceneri di Angela di F. McCourt. Straziante.

16) Quello più originale?

I fiori blu di R. Queneau. Fuoriclasse.

17) Quello che più ti estrania dalla realtà?

Harry Potter. Perché io sono una povera babbana e non riesco ancora ad accettarlo!

18) Quello che avresti voluto scrivere tu?

Seta di Baricco…dite che mi sono lanciata un po’ troppo in là? A bocca aperta

19) Tre libri che vorresti leggere in futuro:

- Le cronache del ghiaccio e del fuoco di G. R. R. Martin

- Il conte di Montecristo di A. Dumas

- Il seggio vacante di J.K. Rowling

20) Tre autori che ti piacciono:

Solo 3 è impossibile!!! Come faccio a scegliere!!! Uffi, dico i primi che mi vengono in mente:

- Murakami Haruki

- Irene Nemirovsky

- Gabriel Garcia Marquez

21) Tre personaggi letterari tra i tuoi preferiti:

- Lisbeth Salander della Millenium Trilogy

- Ronald Wesleay di Harry Potter

- Daniel Sempere de L’ombra del vento

22) Tre libri che non avresti voluto leggere:

Nessuno. Anche quelli che non mi sono piaciuto hanno meritato il mio tempo.

23) Tre autori che non ti piacciono:

Anche qui è difficile. Ci sono autori che leggo in maniera discontinua, che a volte apprezzo e altre volte mi deludono. Pensandoci:

- S. Meyer

- E. L. James

queste due perché già chiamarle autrici è tanto.

Molto più su, non ha nulla a che fare con le prime due, sia chiaro, lui almeno lo si può chiamare autore, ma non incontra i miei favori:

- Paolo Giordano

24) Tre personaggi letterari che detesti:

“Detestare” è un parolone. Meglio antipatia:

- Paloma di L’eleganza del riccio

- Bella Swan di Twilight

- Lucius Malfoy di Harry Potter

25) Il tuo racconto preferito?

Giro di vite di H. James (anche se è più un romanzo breve, ma al momento non mi vinee nulla di corto che mi sia piaciuto così tanto).

26) Il libro della tua infanzia?

Peter Pan di J. M. Barrie.

27) Il primo libro da “adulto”?

Non saprei. Non ho vissuto uno stacco, un passaggio forzato dall’infanzia al mondo dei “grandi”. Però ricordo come un giro di boa le letture a sedici anni di Il ritratto di Dorian Gray di O. Wilde e di Cent’anni di solitudine di Marquez.

28) Un libro che hai comprato solo perché ti piaceva il titolo?

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo di A. Niffenger. Neanche sapevo bene di cosa parlava quando lo comprai. Ma il titolo emanava una tale buona vibrazione…è stata una delle letture più belle di quell’anno e di sempre.

29) Un libro che hai comprato perché ti piaceva la copertina?

Rosso come una sposa di Anilda Ibrahimi. Nel bel mezzo dello scaffale disordinato mi colpì al punto da decidere di portarmelo a casa.

30) Classici o Moderni?

Entrambi!

31) Ottocento o Novecento?

Come sopra!

32) Il più bel film tratto da un libro?

La ragazza con l’orecchino di perla, film del 2003 tratto dall’omonimo romanzo di T. Chevalier. Una bella prova cinematografica, con una brava Scarlett Johansson.

33) Il primo libro che ti viene in mente?

54 di Wu Ming

34) Un libro che sei stato obbligato a leggere e non ti è piaciuto?

Ritratto dell’artista da giovane di J. Joyce. Non mi ha fatto impazzire, ma dovevo prepararci un esame…

35) Un libro che sei stato obbligato a leggere, ma ti è piaciuto?

Più difficile. Odio le letture imposte. Anche se sono bellissimi capolavori, potrei odiarli solo per il fatto che mi abbiano costretto a leggerlo. Ma fortunatamente questo non accade sempre e quando ho dovuto leggere Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf per un esame, ho trovato quel saggio semplicemente straordinario.

36) Il tuo genere preferito?

Narrativa in primis, ma sono in fase di sperimentazioni…

 

E con questo è tutto. Il tag è libero e chiunque può cimentarsi con il questionario. Se lo fate avvisatemi che vengo a sbirciare…

A presto!

12:30 35 commenti

 

Recommend A

Recommend A… è una rubrica ideata dal blog Chick Loves Lit e consiste nel “raccomandare” un libro seguendo le indicazioni date di settimana in settimana. Su questo blog la rubrica non avrà cadenza fissa e, quando ci sarà, verrà pubblicata di Lunedì.

 

La proprietaria del blog ha al momento messo in pausa la rubrica dato che non aggiorna da qualche settimana, ma dato che sono diveris i temi da me non ancora toccati, ne approfitto. Questa settimana:

Recommend A…book you read this year

(Consiglia un libro che hai letto quest’anno)

Mi sembra un tema più che adatto al periodo. Novembre è quasi finito e manca solo un mese alla fine del 2012. Tempo perfetto per tirare le somme e vedere cosa questo anno che sta per finire ci ha portato. Dal punto di vista libresco, tante letture. Alcune deludenti, altre sorprendenti, molte bellissime. Tra queste ho deciso di consigliarvi un romanzo che ho scoperto grazie ai tanti blog letterari che seguo, pubblicato da una casa editrice nascente, in origine agenzia letteraria, che si è proposta di riportare alla luce tesori sepolti dal tempo o spesso ingiustamente poco considerati, senza particolari ragioni visto il livello e il valore alti di queste opere. Ho terminato di leggerlo pochi giorni fa e sono grata alla Jo March per aver portato avanti questo progetto, perché il romanzo merita davvero. Oggi, dunque, vi consiglio Nord e Sud di Elizabeth Gaskell.

 

Sono le due polarità geografiche e la maturazione della protagonista a fornire i temi cardine del romanzo: Margaret, trasferitasi da Helstone, fiabesco villaggio del sud, a Milton-Northern, popolosa città manifatturiera del nord, si trova bruscamente immessa nel mondo nuovo, e per molti aspetti irriconoscibile, prodotto dall'industrializzazione. La famiglia Hale, che coltiva valori tradizionali, è totalmente estranea alla frenetica vita del centro industriale in piena espansione, alla nascente lotta di classe fra padroni e operai, all'inquinamento e al degrado sociale. Attraverso l'occhio di un'anima incorrotta, Elizabeth Gaskell rappresenta così la corruzione dei tempi nuovi, e non li condanna. Anzi auspica soluzioni che sintetizzino i due opposti, la vita arcaica e quella moderna, in modo che la prima dia contenuto alla seconda. Grazie al vissuto doloroso, suo e dell'ambiente soffocato che la circonda, la sua eroina acquisisce identità, supera i pregiudizi e apprende una nuova etica, incarnando la "congiunzione" fra passato e futuro, fra uomini e donne, fra padroni e operai. Fra nord e sud.

 

 

Il romanzo fu pubblicato per la prima volta a puntate tra il 1854 e il 1855 sulla rivista Household Words. Elizabeth Gaskell, autrice contemporanea alle sorelle Bronte, a esse appare vicina per stile e poetica. Ciò che però la rende diversa è di sicuro quel risvolto sociale che le sue contemporanee, per lei fonte di ispirazione al punto da alludere lungo il romanzo alle loro opere in forma quasi di omaggio, tendono a tralasciare per raccontare storie più universali e meno ancorate al contesto dell’epoca. Sebbene non si possa definirlo un “romanzo sociale” alla Dickens, Nord e Sud è di sicuro uno straordinario affresco di un’epoca di contrapposizioni, tra campagna e città industriale, tra il passato aristocratico e  il futuro borghese. Attraverso la storia di Margareth, eroina ascrivibile in pieno alla tradizione ottocentesca, si ripercorre un passaggio obbligato della società occidentale che ha avuto inizio con la rivoluzione industriale, e, pur senza particolari approfondimenti, l’autrice riflette sulle conseguenze di tale processo. La storia sentimentale, infine, tra Margareth e Mr Thornton non fa che rendere il romanzo estremamente piacevole, alla stregua di un Jane Eyre o un romanzo di Jane Austen. Leggendolo mi sono meravigliata che un tale lavoro in Italia sia pressoché sconosciuto, nonostante la Gaskell non abbia niente da invidiare a altre scrittrici del suo periodo, e non smetterò di ringraziare la Jo March per aver reso questo possibile. Averlo comprato allo scorso Salone del Libro è stata una delle cose migliori fatte in  questo 2012.

Titolo: Nord e Sud
Autore: E. Gaskell
Editore: Jo March
Anno: 2011
Pagine: 560

22:24 12 commenti
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