facebook twitter instagram G+
Powered by Blogger.
  • Home
  • About Me
  • Cookie Policy
    • Informativa Privacy
    • Cookie Policy
  • Contatti

Una Fragola al Giorno

Salve amici fragolosi!

Ho atteso un po' prima di parlarne, perché solitamente attendo sempre di vedere tre o quattro episodi prima di consigliarvi su cosa vedere, ma non potevo assolutamente mancare nel consigliarvi una serie che mi ha letteralmente catturato dalla prima puntata. Stiamo parlando di The Following, in onda dal 21 Gennaio su Fox in USA e dal 4 febbraio in Italia su Sky e Mediaset Premium.

La storia è quella di Joe Carroll, professore di letteratura inglese e killer di studentesse in nome di una degenerata estetica scaturita dalla poetica di Edgar Allan Poe. Alla soglia della condanna a morte, dopo 10 anni dalla sua cattura, Carroll riesce a fuggire dalla prigione di massima sicurezza in cui era incarcerato. L'FBI, immediatamente sulle sue tracce, richiama l'agente Ryan Hardy, ormai in congedo a causa del problema al cuore procuratogli da una grave ferita inferta dallo stesso Carroll durante lo scontro che ne ha visto l’arresto, affinché catturi ancora Carroll. Quello che però nessuno ancora sospetta, e che ben presto verrà alla luce, è che Carroll durante gli anni di prigione ha costruito una vera e propria setta di seguaci pronti ad aiutarlo e portare avanti la sua opera di terrore. Per Carroll è una nuova sfida a Hardy, l'unico vero rivale capace di fronteggiarlo, ma anche una vendetta nei confronti dell'uomo che è riuscito a fermarlo e lo ha privato del suo progetto e della sua famiglia, diventando amante di Claire, l'ex moglie a cui Carroll è ancora insanamente legato.

La serie intriga fin dai primi minuti del pilot. In pochi attimi si è già dentro la storia, ci si chiede chi sia Carroll (James Purefoy), perché Hardy – un Kevin Bacon in gran spolvero, ottimo nella parte – sia il classico ex agente FBI solo, depresso e alcolizzato, si fanno ipotesi su cosa ci sia tra lui e Claire (Natalie Zea) e ci si domanda cosa c'entri Poe in tutto questo e chi diavolo siano questi seguaci. In un tempo in cui tutti siamo “follower” di qualcosa o qualcuno, un nome del genere è di immediata attrazione e non può lasciare indifferente nessuno. Le atmosfere poi contribuiscono a rendere il tutto ancora più accattivante. Gli ambienti asettici, le luci fredde, gli scenari cupi, le location quasi sempre al chiuso, asfissianti e angosciose, hanno per certi versi ricordato quel gioiellino che è The Killing e se non è questo un complimento non so cos’altro io possa dire. Ma in The Following c’è tutta la frenesia americana, il solito iperattivismo degli attori a stelle e strisce che non sanno stare fermi e che a ogni puntata ci regalano inseguimenti, guide spericolate, illuminazioni dell’ultimo momento e adrenalina come se non ci fosse un domani. Non manca poi la componente sentimentale, rappresentata dal controverso triangolo Hardy-Claire-Carroll: una storia difficile e a tratti commovente, giocata sui flashback che intervallano le indagini e ci raccontano il passato condiviso dai tre protagonisti, i legami che li caratterizzavano e i retroscena di un arresto, un tradimento e una storia d'amore che appaiono ambigui e controversi. Hardy e Carroll sono due personaggi in contrasto ma vicini allo stesso tempo: l’essere l’uno la nemesi dell’altro non è dovuto alla loro posizione su due fronti opposti, ma alle loro somiglianze, a un’affinità mentale che, mentre rende Carroll sicuro di poter portare avanti il gioco folle che ha ideato, dall’altro lato crea in Hardy una sofferenza interiore che pare quasi dilaniarlo, vittima di incubi e sensi di colpa che non sembrano volerlo abbandonare.

Ho, poi, letteralmente adorato la creazione di un’estetica criminale basata su uno degli autori più cupi, misteriosi, devianti, suggestivi e affascinanti della letteratura anglo-americana, ovvero Edgar Allan Poe, il poeta dell’incubo e del terrore, un uomo dalla mente contorta ma capace di partorire racconti e poemi magnetici, conturbanti, capaci di trascinarti in una spirale di sogni, visioni e incubi, pieni del fascino che solo l’ignoto e l’oscuro possono avere. La morte, sempre presente nella sua poesia, diventa per Carroll la via per interpretare i suoi impulsi assassini e il suo egocentrismo lo rendono capace di istituire una vera e propria setta in nome dell’artista, attraendo a sé, con il suo magnetismo e il carisma del brillante professore universitario, giovani insicuri di sé e in cerca di un senso da dare a una vita che appare totalmente fuori controllo, una voce a quegli istinti che non riescono a far tacere. Poe diventa così il fil rouge della storia e questo si riflette anche nelle scelte registiche, nelle immagini scelte, nelle parole evidenziate – come Nevermore che si trova in uno dei poemi più famosi di Poe, Il corvo, e che diventa il mantra del nuovo culto – e in quel martellante cuore (mai letto Il cuore rivelatore di Poe? beh fatelo!) che batte in sottofondo durante i vari episodi, mentre Hardy insegue Carroll o uno dei suoi seguaci, quando tutto sembra irrimediabilmente precipitare, a ricordarci il cuore lesionato e troppo debole di Hardy ma anche quello delle vittime e, infine, il battere insistente di un orrore che è dietro l’angolo e presto ci verrà rivelato, creando un effetto di attesa, suspense e timore in cui è quasi un piacere crogiolarsi.

The Following è una serie curata e ben congegnata, dalle idee interessanti e ricche di suggestioni; possiede quasi una sua estetica ma segue anche in modo lineare la tradizione dei crime migliori della tv, dosando in modo equilibrato e sapiente azione, scene ad alta tensione, momenti riflessivi, l’approfondimento dei personaggi e l’alternanza di passato e presente, creando un quadro composito, avvincente e ricco di ambigue seduzioni in cui il pubblico non potrà evitare di immergersi e lasciarsi conquistare.

14:12 19 commenti

Fragolosi salve! Finalmente torno alla rubrica dedicata ai libri che viaggiano, vengono con noi, ci accompagnano nei nostri spostamenti per la città, il Paese, il mondo (quanto sono megalomane). Vediamo cosa ho beccato questa volta…

IO

Archiviato finalmente il libro della Rowling, mi porto ora in giro un romanzo di tutt’altro livello: Due di Irene Nemirovsky, un’autrice riscoperta da qualche anno grazie ad Adeplhi, che meriterebbe tutta la vostra attenzione.

nemirovsky

 

«Diceva bene il primo editore francese di Irène Némirovsky, che questo romanzo, il suo “primo d'a­mo­re”, era bello almeno quanto il celeberrimo David Golder. Forse è più bello. Ha una vena nuova, per nulla ironica, ma ugualmente dura, raffi­nata, indagatrice, ha un timbro esclusivamente femminile, questo romanzo magnifico sull'essere in due. I giovani reduci della prima guerra mondiale, tornando a casa, “accusano” quella guerra ormai finita, nei fasti di una Parigi che vuole rinascere, ma non possono dimenticare il fango delle trincee. Sono loro i veri protagonisti di queste relazioni strane, sghembe, eppure così comprensibili, così moderne per essere ambientate negli anni Venti ... Un capolavoro di psicologia e sociologia, imbarazzante per la sua verità dispiegata. Una penna magnifica, un libro imprescindibile».

 

 

GLI ALTRI

Questa volta lo spazio dedicato agli altri “lo famo strano”. Ovvero, lo dedico ai miei compagni di corso, gente con cui condivido parecchie ore della settimana e di cui mi avete già sentito decantare lodi, un microcosmo in cui c’è chi legge e che mi lascia sbirciare tra i propri libri. Vediamo un po’:

Il mio compagno di banco è da un po’ che si porta dietro un thrillerone di Robert Ludlum, l’autore che ha dato vita a Jason Bourne, e in effetti di un libro dedicato a lui si tratta (sebbene la saga sia stata portata avanti da Eric Van Lustbader): Il dominio di Bourne.

Luci stroboscopiche, una bionda dagli occhi azzurro ghiaccio e una Beretta calibro 22. Questo sogno ricorrente che tormenta Jason Bourne, l'ex agente della CIA dalla memoria spezzata. Un flashback di immagini intermittenti che lo sfida a comporre il puzzle della sua stessa identità, e ad affrontare una nuova missione. Una missione dal nome affascinante: Terre rare. Sarà questa, infatti, la posta in gioco nelle guerre del prossimo futuro: le terre ricche di preziosi elementi chimici indispensabili a sviluppare tecnologie d'avanguardia, soprattutto in campo militare: droni, missili radar-guidati, disturbatori di frequenze radio, cannoni ipersonici, per questo la Severus Domna, una potente organizzazione terroristica con ramificazioni in tutto il pianeta, vuole mettere le mani sul sito californiano di Indigo Ridge - l'unico al mondo in grado di contrastare il primato cinese ell'estrazione di lantanio, neodimio e altri ossidi strategici. Per sventare il piano della Domna, Bourne chiede aiuto a Boris Karpov, un amico di vecchia data da poco a capo dei servizi segreti russi. Ma distinguere gli amici dai nemici non è sempre facile per chi, come Bourne, non può fidarsi neppure dei propri ricordi.

 

La Regina, invece, ispanista nell’anima, sta leggendo Volevo essere una farfalla di Michela Marzano:

Michela Marzano è un'affermata filosofa e scrittrice, un'autorità negli ambienti della società culturale parigina. Dalla prima infanzia a Roma alla nomina a professore ordinario all'università di Parigi, passando per una laurea e un dottorato alla Normale di Pisa, la sua vita si è svolta all'insegna del "dovere". Un diktat, però, che l'ha portata negli anni a fare sempre di più, sempre meglio, cercando di controllare tutto. Una volontà ferrea, ma una costante violenza sul proprio corpo. "Lei è anoressica" le viene detto da una psichiatra quando ha poco più di vent'anni. "Quando finirà questa maledetta battaglia?" chiede lei anni dopo al suo analista. "Quando smetterà di volere a tutti i costi fare contente le persone a cui vuole bene" le risponde. E ha ragione, solo che è troppo presto. Non è ancora pronta a intraprendere quel percorso interiore che la porterà a fare la pace con se stessa. "L'anoressia non è come un raffreddore. Non passa così, da sola. Ma non è nemmeno una battaglia che si vince. L'anoressia è un sintomo. Che porta allo scoperto quello che fa male dentro. (...) Oggi ho quarant'anni e tutto va bene. Perché sto bene. Cioè... sto male, ma male come chiunque altro. Ed è anche attraverso la mia anoressia che ho imparato a vivere. Anche se le ferite non si rimarginano mai completamente. In questo libro racconto la mia storia. Pensavo che non ne avrei mai parlato, ma col passare degli anni parlarne è diventata una necessità." Michela Marzano.

 

La più frizzante del gruppo, invece, profonda amante della cultura giapponese, leggeva in classe un libro di Eric Van Lustbader intitola Ninja (si lo stesso autore di cui parlavo su):

 

Protagonista di questo libro è Nicholas Linnear. Figlio del Colonnello Linnear, uno degli artefici della politica di Mac Arthur, e di Cheong, una donna cinese, Nicholas cresce in Giappone, e la sua esistenza non è delle più tranquille. Deve infatti fare i conti con il cugino Saigo, che lo odia, ed il padre di questi, Satsugai, membro influente dei potenti Zaibatsu, i gruppi di destra ultranazionalista che provocarono il secondo conflitto mondiale con l'attacco alla flotta americana a Pearl Harbour. Ma all'inizio del libro ritroviamo Nicholas adulto, promettente membro di uno studio pubblicitario nella New York degli anni '80. La sensazione di essere ancora perseguitato dai fantasmi del suo passato lo spinge a licenziarsi dal lavoro. Nel frattempo una serie di omicidi efferati viene commessa. Sarà nel momento in cui Nicholas avvierà una burrascosa relazione con Justine Tomkin, figlia di un potente multimiliardario, che il protagonista verrà coinvolto nell'indagine su tali omicidi. E sarà anche quello il momento in cui si renderà conto che dal passato non si sfugge e si preparerà alla resa dei conti con il suo avversario, un temibile Ninja.

 

E infine, l’esperta di cinema dall’ironia più tagliente che conosca la scopro a leggere Giuseppe Culicchia. Il titolo è Venere in metrò:

Gaia, 38 anni, porta la taglia 38, vive nel centro di Milano e in equilibrio perfetto sul suo tacco dodici si muove disinvolta tra sfilate e locali alla moda: del resto ha un marito che le garantisce una grande agiatezza, un amante il cui profilo su Facebook dice sempre "innamorato", una figlia che va alla scuola steineriana, due amiche di nome Ilaria e Solaria, un iPhone, un iPod, un iPad e una psicanalista che a ogni seduta pronuncia queste parole: "Sono trecento euro". Madre in carriera, può vantare l'invenzione dell'apericena, rito che ha ormai contagiato l'intera penisola, e la soddisfazione di non avere fatto mancare nulla alla figlia Elettra senza per questo trascurare il lavoro. Nessuna sbavatura, insomma. Eppure il passato bussa, implacabile, nel sonno. Un incubo ricorrente, che sembra voler riportare a galla qualcosa... Prima o poi Gaia dovrà decidersi a parlare di suo padre. E dei suoi tre anni di black-out. Anche perché a un tratto nel suo presente si è aperta una piccola crepa, destinata ad allargarsi come la tela di un ragno e a mandare in pezzi le sue sicurezze: il licenziamento dall'agenzia di comunicazione dove lavora, un'impasse sentimentale inattesa, la carta di credito bloccata, Elettra che lancia segnali di un disagio sempre più ineludibile...

 

Gente seria eh?

E voi che libri avete sbirciato in giro?

Al prossimo viaggio! Bye!

19:52 10 commenti

Buon lunedì!
clip_image003
Anche questa settimana torna il consueto appuntamento con Recommendation Monday. Il tema di oggi è:

Consiglia un libro che abbia un bambino come protagonista

Ho pensato molto a cosa consigliarvi. Di bambini nella mia libreria ce ne sono molti e iniziL'inconfondibile tristezza della torta al limonedi A. Bender.

Alla vigilia del suo nono compleanno, la timida Rose Edelstein scopre improvvisamente di avere uno strano dono: ogni volta che mangia qualcosa, il sapore che sente è quello delle emozioni provate da chi l'ha preparato, mentre lo preparava. I dolci della pasticceria dietro casa hanno un retrogusto di rabbia, il cibo della mensa scolastica sa di noia e frustrazione; ma il peggio è che le torte preparate da sua madre, una donna allegra ed energica, acquistano prima un terrificante sapore di angoscia e disperazione, e poi di senso di colpa. Rose si troverà così costretta a confrontarsi con la vita segreta della sua famiglia apparentemente normale, e con il passare degli anni scoprirà che anche il padre e il fratello - e forse, in fondo, ciascuno di noi - hanno doni misteriosi con cui affrontare il mondo. Mescolando il realismo psicologico e la fiaba, la scrittura sensuale di Aimee Bender torna a regalarci una storia appassionante sulle sfide che ogni giorno ci pone il rapporto con le persone che amiamo.




Comprai questo libro, in inglese, durante il mio soggiorno a Bristol. Come sa chi mi segue da tempo, quello fu un periodo piuttosto difficile. Questo romanzo riuscii a tenermi compagnia laddove non potevo fare altro che sentirmi molto sola. La scrittura intima e un po' malinconica della Bender ha aiutato la mia immedesimazione con Rose e ha reso il suo mondo meno eccentrico ai miei occhi. Una lettura particolare che non mancherà di allietarvi in un pomeriggio di neve, con una tazza di tè e magari una fetta di torta.

Titolo: L'inconfondibile tristezza della torta al limone
Autore: Aimee Bender
Traduttore: Abeni D.; Egan M.
Editore: Minimum Fax
Pagine: 332

20:00 17 commenti

Salve gente!

Nuovo episodio con il meglio e il peggio delle serie tv seguite questa settimana. Vediamo com’è andata!

The best: How I met Your Mother 8x15 – P.S. I love you

Puntatona evento quella della settimana appena trascorsa. Barney scopre l’ultimo video scandalo della carriera di Robin Sparkles, questa volta in versione grunge e stalker e per i ragazzi è impossibile perderselo.how - i - met - your - mother - 8x15 - spoiler - torna - robin - sparkles Lontani da doveri genitoriali, paturnie sentimentali, crisi d’età, finalmente ci si diverte e si ride come un tempo. Robin è meravigliosa nei panni della ragazzina ossessionata che da star del pop si rivoluziona e diventa grunge… al riferimento ai Nirvana poi sono rotolata, per non parlare della comparsata di James Van der Beek nei panni di Simon l’ex ragazzo di Robin: chi mi segue da un po’ sa quanto ho rivalutato quell’uomo…lo adoro… A fine episodio, però, ci si chiede il perché gli episodi più esilaranti siano quelli più distanti da tutte le problematiche relative a matrimonio, amore, figli e se gli sviluppi delle varie stagioni non abbiano finito per far dimenticare cosa rendeva questa serie davvero unica nel suo genere. Fermo restando che negli ultimi tempi l’ottava stagione ha ripreso a funzionare, Robin Sparkles rimane il segno di quei tempi d’oro in cui ogni episodio era una festa e l’attesa del prossimo era un piacevole piccolo tormento. In ogni caso, questa settimana il premio per il migliore episodio se lo aggiudica una delle serie più longeve e divertenti della tv e io ne sono contenta.

The worst: Arrow 1x12 – Vertigo

bannerarrow

[Apro parentesi] Per i super aggiornati seriedipendenti: si, sono indietro di un episodio. Abbiate pazienza ma ho troppe cose da vedere e con Arrow ho rallentato. [Chiudo parentesi]

Ricordate quando un paio di mesi fa elogiai questa serie? Beh come sempre mai parlare troppo presto. Anche se è necessario ridimensionare questo “the worst”. La serie continua a piacermi e i muscoli la storia di Oliver mi intriga ancora, ma ho notato negli ultimi episodi una lentezza nell’evoluzione della storia. Ogni episodio si sviluppa partendo da una missione di Oliver a Starlingcity che viene intervallata da vari flashback ambientati sulla famosa isola dove il nostro eroe ha vissuto per 5 anni. In Vertigo ho avuto la fastidiosa impressione che i flashback fossero più interessanti di quello che succedeva in città e a nulla è valso l’intervento di un cattivo davvero cattivo che, però, mi è apparso fin troppo caricato nella sua follia per funzionare. Insomma io sto morendo di curiosità per scoprire cosa diavolo succedeva su quell’isola – queste isole televisive, sempre così misteriose – e invece qui ci perdiamo in chiacchiere. Ma non perdo le speranze e so che Arrow può ancora sorprenderci.

The most…quoted tv show: Homeland

Io non vedo Homeland. Ok ok, che vergogna, ma come faccio a dichiararmi una serie dipendente, un’intenditrice di telefilm, ma non sono per niente affidabile, ma lascia perdere che non è cosa tua… lo so, lo so, lo so. A mio discapito dico solo che non l’ho fatto apposta. Mi è semplicemente sfuggita tra le tante cose da seguire, iniziare, finire, recuperare… sono umana anche io. Quello che però non mi aspettavo è che ogni serie che vedo mi ricordasse la mia mancanza! Praticamente Homeland è citata ovunque e solo ieri sera avrò incontrato 4 o 5 riferimenti mentre mi godevo gli episodi dei miei telefilm preferiti. E su di me queste cose hanno sempre un pessimo effetto: infatti ora voglio assolutamente recuperare Homeland! A me lo streaming! E anche una buona dose di tempo extra che non ne ho più…

E anche questa volta è tutto amici. Alla prossima!

(si lo so! Datemi la possibilità di recuperare!)

21:59 14 commenti

 

Credo di stare annoiando tutti con questi miei post di sfogo. Che dirvi, se un blog personale ha uno scopo, sarà anche quello di raccontare me stessa. Abbiate pazienza.

In questi giorni riflettevo su quanto sia possibile trasmettere attraverso sguardi e gesti. E quanto ridicoli siano i nostri segreti.

Mi accorgo che le persone sono meno cieche di quello che credevo. Gesti che crediamo trascurati vengono registrati e analizzati, parole che speriamo siano ignorate sono arrivate alle orecchie di tutti e sguardi che credevi fatti di sfuggita sono stati notati e decifrati.

Mi chiedo quanto la nostra persona sappia nascondere realmente. Ci affanniamo a non mostrarla troppo, a far scorgere solo la punta dell’iceberg, e lasciare il resto solo a poche persone accuratamente selezionate  e anche con loro, siamo sinceri, abbiamo sempre dei lati oscuri, segreti e omissioni, che non sveleremo mai. Forse siamo tutti un po’ traditori, anche con chi promettiamo assoluta fiducia e sincerità, ma non credo ci sia da sentirsi in colpa. Non riesco a sentirmi in colpa. Sono una persona aperta e intellettualmente onesta, ma amo tenermi qualcosa solo per me, condividere pensieri ed emozioni solo con l’unica persona che mi conosce meglio di chiunque altro, vale a dire la povera me stessa.

Eppure qualcosa trapela. Fuoriesce dagli argini che credevi sapientemente costruiti e striscia via, prende forma, assume corporeità e si pianta su di te come un’insegna luminosa – si, come quelle dei diner americani – a indicare quello che non volevi mai dire, forse nemmeno pensare. E mi viene il dubbio che l’unico motivo per cui la gente riesca a vedere ciò che tenti di nascondere è che ognuno di noi vede in chi ha di fronte un altro se stesso con i suoi stessi segreti. Siamo degli specchi, c’è poco da fare, e negli altri ritroviamo quei ridicoli pensieri taciuti, quei gesti infantilmente nascosti, quelle frasi inutilmente sussurrate. E capita che quando il mistero viene svelato, questo non sia altro che un segreto di Pulcinella, condiviso da entrambe le parti. Perché forse chi vive le stesse sensazioni, gli stessi pensieri, si riconosce a vista e si viene attratti come calamite. Si sa, uno stesso destino accomuna più di mille affinità caratteriali. Ci si sente come reduci di una stessa guerra, superstiti di uno stesso incidente, vittime di uno stesso carnefice.

E quando arriva questa consapevolezza, giunge anche il sollievo. Perché scoprire le carte significa mettere fine al dramma. Perché per quanto ci siano segreti inconfessabili, sapere che c’è qualcuno che sa e capisce ti rende più leggera. E pazienza quello che ho scritto sopra.

Ma bada bene. Non ammetterò mai cosa è stato svelato. Ma se ti incontrerò, ti lancerò uno sguardo da chi sa che tu sai. E sorriderò chiedendomi cos’altro mai si capirà…

Guardami negli occhi
Spogliati da ogni falsità
Quell'aura di purezza tradisce diaboliche anomalie
E sai di cosa sto parlando
di cosa ho bisogno

02:06 10 commenti

Buon lunedì miei cari!

clip_image003

Recommendation Monday è una rubrica settimanale. Ogni lunedì un consiglio letterario in risposta a un tema che varia di settimana in settimana.

 

Questa settimana il tema è:

Consiglia un libro il cui titolo è composto da una sola parola

Facile questa settimana. O forse no. Non è sempre semplice trovare titoli composti solo da una sola parola che meritino un certo interesse e non siano un classico (lì sarebbe facile, con tutti i nomi di persona usati in epoca vittoriana!), così ho pensato di proporvi un libro per nulla semplice ma che andrebbe assolutamente letto. Si tratta di Cecità di José Saramago.

clip_image002In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza

 

Titolo: Cecità
Autore: José Saramago
Traduttore: R. Destri
Editore: Feltrinelli
Anno: 2010 (dell’edizione, il libro è del 1995)
Pagine: 276
23:06 17 commenti

Ehilà gente!

Il primo mese di questo nuovo anno si è concluso ed è tempo di tirare le somme.

I libri di gennaio

E’ iniziato malissimo il 2013. Ho letto varie cose per il master e il tempo si è accartocciato su se stesso, troppi impegni, cose da fare e scadenze, così il tempo per leggere per il mio personale piacere è arrivato ai minimi storici. Sono riuscita a terminare un solo libro e sono a metà del secondo… vergogna…

- 1Q84. Libro 3 di H. Murakami (trad. G. Armitrano). Che dire se non capolavoro. Murakami in questo libro in due tempi (la prima parte uscì a inizio 2012) ci ha mostrato come gli universi si intersecano tra loro, come ogni uomo è un mondo che va scoperto, una storia da leggere attentamente, perché a ben guardarci dentro quella storia ci sei anche tu. Le vicende di Tengo e Aomame sono surreali ma quanto mai suggestive ed è impossibile non rimanere intrappolati in quel 1Q84 perché a raccontarcelo è il suo inconfondibile stile che scorre fluido, mai gridato, mai esagerato, che mostra razionalità anche dove raziocinio non c’è e che riesce a farti credere plausibile un mondo con due lune in cielo, a metà strada tra il qui e il là, capace di aprire finestre e porte che sono veri e propri passaggi verso dimensioni che solo in pochi altri casi il lettore è stato in grado di percepire. Non è uno stile per tutti, molti non sanno cosa farsene di una storia che pare on avere capo né coda e che termina con più interrogativi dell’inizio. In realtà, se si ha l’attenzione necessaria e la giusta predisposizione, in questo intreccio di universi ogni lettore potrà trovare punti di contatto con il suo mondo. Perché ogni storia ha i suoi destinatari e i suoi protagonisti, ma non è detto che le due figure non possano, alla luce della luna, coincidere. Bello bello bello.

- Il seggio vacante di J.K. Rowling (trad. S. Piraccini). Ancora in lettura. Sono a metà del romanzo e posso leggermente sbottonarmi. La scrittura della Rowling è sempre molto piacevole, semplice e lineare ma mai colloquiale o troppo informale, mantenendo sempre un decoro e quasi una volontà dalla parte della scrittrice di mantenere, così facendo un certo distacco e una sorta di superiorità paternalistica con i suoi personaggi e la storia narrata. I personaggi meglio delineati al momento sono quelli più folkloristici e parodistici, nati per dare al lettore l’occasione per sorridere tra un capitolo e l’altro. Sulla storia forse avrei qualcosa da ridire, ma per il omento mi fermo qui perché non voglio dare giudizi affrettati prima di terminare la lettura… stay tuned!

Acquisti & co. Solo due piccoli piccoli. Fino al 3 febbraio Adelphi propone sconti su tutte le collane e la cosa mi faceva parecchio gola così ne ho approfittato per comprare Due di I. Nemirovsky, di cui spero di poter leggere tutta la sua bibliografia perché la Nemirovsky era una grande scrittrice e merita di essere conosciuta meglio e da più gente possibile. Poi, per non farmi mancare nulla, ho approfittato degli sconti sulla Universale Economica Feltrinelli per procurarmi Mr Gwyn di A. Baricco che ancora non ho letto e credo che leggerò prestissimo.

La velleità femminile del mese

Questo mese la velleità sono stati i saldi. Siiii! Come ogni anno, gennaio segna un aumento di capi e accessori in mio possesso e un tracollo delle mie finanze. A essere sinceri quest’anno non sono stata molto soddisfatta, sarà che ho fatto acquisti nei (rari) tempi morti e non ho realmente trovato niente che mi facesse impazzire. Tra le cose più carine ci sono alcuni orecchini acquistati da Accesorize, una palette della linea Color Seduction di Kiko, n. 05 Astonishing Emerald, un cardigan nocciola da H&M, due paia di stivali, un vestitino blu con elementi metallici e cerniera di lato e un cappottino nero con chiusura stile montgomery (che io amo). Ovviamente non sono mancati mille altre piccoli acquisti. Povera me, se comincio non la smetto più… ma siamo sopravvissute anche a questo girone. Ci rivediamo quest’estate!

stivaliorecchini2vintique_image (2)

Il video del mese

Penso che ormai l’abbiate visto tutti. Si tratta del corto più romantico del momento: Paperman della Disney. In corsa per l’Oscar come Miglior cortometraggio, racconta una storia d’amore che nasce e si sviluppa attraverso indisciplinati aeroplanini di carta. Sei minuti e mezzo di puro romanticismo, da non perdere assolutamente.

Cose di cui vergognarsi (almeno un po’)

Capita che scorrendo per più volte al giorno la home di facebook mi imbatta in strani aggiornamenti di amici del tipo “tizio ha sboccato il livello 100 in Ruzzle”. Capita che veda status che sono vere e proprie richieste d’aiuto: “Qualcuno ha voglia di una partita a Ruzzle?/ Please giocate a Ruzzle con me, sono in crisi d’astinenza!”. Io che arrivo dal mio mondo con le panfarfalle (termine tornato di moda grazie al pirata, carissimo compagno di classe nonché vicino di casa) non riuscivo a decifrare questi messaggi poiché ero del tutto ignara di questo giochino che ha stregato il mondo dei facebookiani e non. Una volta scoperto l’arcano, mi sono scaricata l’applicazione. E ora se mi soffermo un momento di più su una parola, la mia mente parte in automatico alla ricerca di quante parole e punti essa può contenere. Con conte te tenere nere re. Spero aprano presto centri di recupero per giocatori ruzzle anonimi…

Faccio cose, vedo gente…

Tanto per ribadire il concetto che sono una persona sempre in movimento, ero su facebook un po’ di tempo fa e mi capita di vedere una striscia tanto divertente quanto tragicamente vera:

Mi piace tanto e mi incuriosisco. Cerca che ti cerca scopro la pagina facebook e il blog dell’autrice: si tratta di Alejandra Lunik, vignettista e illustratrice argentina. A lei dobbiamo l’invenzione di Lola, una ragazza come tante, con i problemi di tutte e un compagno che, come tutti gli uomini di questa terra, non riesce mai a comprendere appieno l’universo dell’amata. Le strisce, che Alejandra pubblica ogni settimana il giovedì, sono molto divertenti ed è davvero difficile non identificarsi nei dubbi, gioie, manie e dolori di Lola. Se volete seguire Lola, andate sulla pagina facebook di Alejandra o seguite il suo blog.

Altra cosa trovata nel web, e questa non ve la potete proprio perdere, è il blog L’arte spiegata ai truzzi. Una genialata partorita da una dottoressa in arte, romana de Roma, Paola Guagliumi, che fa la guida turistica e nel tempo libero si diletta a scrivere spassosissimi post in cui spiega le opere d’arte con termini e registro linguistico che mettano a proprio agio anche i truzzi più truzzi della capitale. L’arte non sarà più la stessa e non è mai stata così divertente. Passate da lei e non ve ne pentirete!

http://lartespiegataaitruzzi.tumblr.com/

La musica che mi frulla in testa

Ultimamente mi frulla un po’ di tutto. Ogni giorno cambio cantante, genere, sonorità…bah… Di sicuro ho ascoltato spesso la nuova canzone dei Baustelle, La morte non esiste più. Cosa ne penso? Che se ne possono fare tante di critiche, dal proliferare in Italia di novelli cantautori e gruppi d’autore, al fatto che tutti pensano più a iscriversi a un filo di musica di un certo livello che a produrla davvero, all’idea che i Baustelle erano bravi prima e ora è tutto lo stesso disco, la stessa solfa… Premettendo che si tratta di un genere che deve piacere, credo che il testo di questo brano abbia degli sprazzi che meritano tutta l’attenzione dell’ascoltatore, momenti di felice ispirazione e creazione artistica e che ad ascoltarla si finisce inevitabilmente per apprezzarla ogni volta di più.

E per questo mese è tutto. Passate un buon febbraio. Alla prossima!

18:04 30 commenti

 

Salve gente!

Finalmente riesco a scrivere questo post dedicato al UFG Book Club. E’ passato un po’ dalla fine dell’ultimo GdL, quello su The Help, e spero non vi siate dimenticati della mia iniziativa.

bannerbookclub

Prima di cominciare un nuovo gruppo, però, è necessario scegliere un titolo. Anche questa volta useremo un sondaggio in cui scegliere tra i titoli proposti da tutti quanti noi. In questo post, dunque, potrete indicare con un commento uno o più libri che vorreste leggere in compagnia. La prossima settimana aprirò il sondaggio che chiuderò il 17 Febbraio. Pensavo quindi di far partire il prossimo GdL il 4 Marzo. Che ne dite?

Per il momento fatevi sotto con i titoli. Io propongo ancora La versione di Barney di M. Richler (che ancora non sono riuscita a leggere!), e aggiungo Le osservazioni di J. Harris e Il petalo cremisi e il bianco di M. Faber.

E voi che cosa proponete?

Attendo le vostre proposte!

00:20 14 commenti

 

Buon lunedì cari fragolosi!

Oggi inizia la settimana e con essa diamo inizio a un nuova rubrica, che in realtà nuova non è. Confusi? Vi aiuto.

Ricordate la rubrica Recommend A… ideata dal blog Chick loves lit? Beh all’inizio di questo 2013 sono andata sulla pagina dedicata alla rubrica per vedere quali temi erano stati proposti per queste settimane, ma ho avuto una brutta sorpresa. La rubrica è scomparsa. Non ho trovato giustificazioni, semplicemente non c’erano più temi né banner né rubrica. Ci sono rimasta male, Recommend a… era una delle mie rubriche preferite.

Così ho pensato di proporla io. Per onestà intellettuale le ho cambiato il nome ed è diventata Recommendation Monday – A book for every week. Le regole sono le stesse: ogni lunedì verrà consigliato un libro sulla base di un tema guida diverso ogni settimana.

Per chi volesse partecipare, a breve stilerò una lista di temi per i nostri suggerimenti.

Spero l’idea vi piaccia. Io, intanto, ho di nuovo il mio lunedì…

banner recommendation

Questa settimana il tema è:

Consiglia un libro dove si parla di cibo (tra le altre cose)

(Non deve essere il tema portante ma deve avere un certo valore all’interno della storia)

Premessa. Io non sono una grande estimatrice di libri con titoli che hanno a che fare con cupcakes, spezie, tortine, muffin, limoni e quant’altro. Non me ne voglia nessuno, ma difficilmente incontrano i miei gusti. Tuttavia il cibo è stato un tema focale di alcune tra le mie miglior letture. E un libro di cui non parlo quasi mai ma che ho tanto apprezzato è un libriccino piccino picciò, che si legge in poche ore, scritto dall’autrice del più famoso L’Eleganza del riccio. Si tratta di Estasi culinarie di M. Barbery

Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, già reso celebre dall'"Eleganza del riccio", monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, il genio della degustazione, è in punto di morte. Il despota cinico e tremendamente egocentrico, che dall'alto del suo potere smisurato decide le sorti degli chef più prestigiosi, nelle ultime ore di vita cerca di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapore per eccellenza, quello che vorrebbe assaggiare di nuovo, prima del trapasso. Ha così inizio un viaggio gustoso e ironico che ripercorre la carriera di Arthens dall'infanzia ai fasti della maturità, attraverso la celebrazione di piatti poveri e prelibatezze haute cuisine. A fare da contrappunto alla voce dell'arrogante critico c'è la nutrita galleria delle sue vittime (i familiari, l'amante, l'allievo, il gatto e anche la portinaia Renée), ciascuna delle quali prende la parola per esprimere il suo punto di vista su un uomo che, tra grandezze pubbliche e miserie private, sembra ispirare solo sentimenti estremi, dall'ammirazione incondizionata al terrore, dall'amore cieco all'odio feroce. Anche in questo romanzo d'esordio Muriel Barbery racconta, assieme ai piaceri e alle tenerezze della vita, l'arroganza e la volgarità del potere (in un ambiente spietato dove - è cronaca di questi anni - un cuoco si uccide perché ha perso una stella Michelin).

 

La Barbery è ampollosa, aulica, enfatica e i suoi personaggi sono egocentrici tronfi e pieni di boria, antipatici e con nessuna volontà di piacere al lettore. Eppure ogni volta che termino un suo libro mi vien voglia di dire che non avrei potuto trascorrere meglio le ore che gli ho dedicato. Che dire, forse quando c’è antipatia, in realtà c’è amore. Di sicuro la Barbery si fa detestare abbastanza da farsi leggere con piacere. Provare per credere!

Titolo: Estasi culinarie
Autore: Muriel Barbery
Editore: Edizioni e/o
Anno: 2008
Pagine: 145
23:04 27 commenti

Salve gente!

Come avrete intuito dal titolo, ritorna anche la rubrica sul meglio e il peggio delle serie televisive. Doveva essere una rubrica fissa ma è diventata ballerina, come un po’ tutto nella mia vita, e non vedevo l’ora di commentare con voi qualche episodio! Procediamo.

The best: American Horror Story 2x13 “Madness Ends”

american-horror-story-asylum-cover-slice

Quanta classe in questa serie. Ero perplessa, lo ammetto, dalla storia degli alieni, ma i nostri autori così attenti non avrebbero potuto ignorare una delle suggestioni e inquietudini più Sixties della storia americana. E così abbiamo proseguito nella visione di una stagione forse meno soprannaturale della precedente ma di sicuro più cupa e angosciante. Perché in Asylum ciò che fa davvero paura non sono le case infestate  o i fantasmi del passato, ma è quello che si cela dentro l’animo umano che fa gelare il sangue. “When you look in the face of evil, evil looks right back at you.” dice Sister Jude a Lana Winters e mai frase poteva essere più appropriata, visto che quella che sembrava l’eroina del Briancliff si è rivelata – una scoperta, a essere sinceri, chiara già da qualche episodio ma mai credevo a tali livelli – uno squalo senza pietà. E per quanto il finale pecchi di quella perfetta chiusura del cerchio di cui invece la prima stagione può vantarsi, al punto che gli ultimi episodi prima del finale season sono apparsi un tentativo di togliere tutta la carne messa sul fuoco prima che bruciasse senza una vero esito (il dr Adler, Mary Eunice, Grace), non si può dire che non sia stato un finale compiuto. Ovviamente il plauso va anche alla recitazione degli attori fulcro della serie. Evan Peters mi aveva convinto l’anno passato nei panni dell’adolescente squilibrato suicida e assassino – così affascinante e dannato – e in questa seconda stagione interpreta un personaggio ancora una volta fuori dal coro e la parte sembra stargli alla perfezione. Anche Zachary Quinto pare sguazzarci nel suo personaggio, il dr Thredson alias Bllody Face: come li fa lui i cattivi – ancora mi ricordo Sylar di Heroes – non li fa nessuno. Ma la scena è rubata completamente dalle nostre due donne: Jessica Lange e Sarah Paulson. Jessica Lange è una conferma tanto quanto la Paulson una rivelazione. Se Jessica nella parte di Sister Jude è una maestra di angoscia e follia (e quella chicca di The Name Game la ricorderemo ai posteri), Sarah come Lana “Banana” Winters è straordinaria; apparsa solo di sfuggita nella prima stagione (era la medium di Constance), in questa seconda stagione dà il meglio di sé ed esplode in tutta la sua bravura. Splendide entrambe, sono riuscite a oscurare anche le brutte pieghe e i vuoti narrativi che si sono creati nella storia. Note di merito anche a James Cromwell, Frances Conroy, Joseph Fiennes (che io non rivedevo da anni e mai prete fu più figo) e l’intrigante Lily Rabe, ché come indemoniata non la batte nessuno. Che dire. La stagione ha avuto i suoi alti e bassi, il pubblico le sue riserve, la storia le sue lacune e il finale i suoi misteri irrisolti. Ma AHS anche questa volta ha fatto parlare di sé. E, soprattutto, si è fatta guardare, confermandosi una serie di grande qualità non solo dal punto di vista dei testi ma anche della regia. Non resta che attendere la terza stagione, sperando che AHS sappia ancora farci tremare… di piacere.

The worst: N.P.

Questa settimana non è pervenuto. Unico piccolo disappunto per l’episodio 2x14 di 2 Broke Girls: perché Andy me l’avete trattato così? Era tanto carino! E invece, non solo Caroline l’ha mollato, ma ora anche lui e Max hanno smesso di mandarsi messaggi. Ok, d’accordo, il sogno delle due ragazzacce è il centro di tutto, ma dove lo trova Caroline un altro come lui? Beh spero in un ritorno a sorpresa…

 

 

The most…sensual character: Revenge 2x12  “Collusion”

revengeok

image

 

Se si parla di sensualità e di Revenge c’è un solo nome possibile: Aiden Mathis. Che gran gnoccolone! Da quando è arrivato nella serie, le cose si son fatte ancor più interessanti. In questo episodio e nel precedente (“Sabotage” N.d.R.), l’inglese più misterioso degli Hampton sprizzava sensualità da tutti i pori. Sarà che da quando le cose con Emily si sono fatte più difficili, con un Daniel tornato alla ribalta e una Ems sempre più insicura sui suoi sentimenti (ma Emily cara, ragiona: Aiden i bambocci come Daniel se li magna a colazione!), l’uomo di Takeda è diventato più instabile, tosto e, di conseguenza, molto più sexy. In questo ultimo episodio poi, il mistero sulla sorte della sfortunata sorella lo ha reso ancora più deciso e duro che mai. E forse Emily – stolta! – si è fatto un nuovo nemico. Niente mi scioglie più il cuore che vedere un uomo innamorato perso seguire la donna che ama, rischiando tutto ciò che ha d’importante nella vita, fino a quando si accorge che quella poraccia non ha occhi che per un altro. Non si fa, Ems, non si fa! E niente, io a questo punto spero solo che il personaggio di Aiden non scompaia ma che continui ad allietare la sagra dell’ormone che è in ogni telespettatrice che si rispetti. Bello de zia, ti consoliamo noi!

 

 

Alla prossima!

03:22 21 commenti
Newer Posts
Older Posts

About me

About Me

--

-----------
Sabina Fragola
-----------

Musica e libri. Serie tv e film. Viaggi e tempo libero. Molteplici universi, una sola testa pensante. Comunico con il mondo tutto il tempo, quello che resta è su questo blog.

Follow ME

TOPIC

  • cinema
  • libri
  • lifestyle
  • musica
  • serie tv

LIBRI

in lettura

Perché ci ostiniamo
di Fredrik SJÖBERG


--> My aNobii <--

2018 Reading Challenge

2018 Reading Challenge
Lady Strawberry has read 0 books toward her goal of 12 books.
hide
0 of 12 (0%)
view books

Serie TV del momento

sto guardando

Instagram

FOLLOW @MISSLAFRESA

Facebook Page


Follow on Bloglovin

Twitter

Tweets di @SabyFrag

Lettori fissi

Blog che seguo

  • Il Bollalmanacco di Cinema
    Notte Horror 2026: La casa 7 (1989)
  • In Central Perk
    Bunker
  • Moz O' Clock
    [PENSIERI] come mi percepite?
  • pensieri cannibali
    Meglio un giorno da pecora (sotto copertura) che cento da leone (da tastiera)
  • Mr.Ink: Diario di una dipendenza
    Recensione: Skippy muore, di Paul Murray
  • Pier(ef)fect.
    Tutto sul Rosemary Root Enhancer di Aromatica, il siero capelli rinforzante
  • Spettacolo Spettacolare
    The Love Hypothesis - Il teorema dell'amore, dal libro al film dal 23 settembre.
  • Start from Scratch
    The Luxury Kobe Burger Experience
  • Le divagazioni di una fatina ARANCIONE
    Retinolo per il viso, a cosa serve?
  • La Leggivendola
    AI e lavoro creativo: abbiamo un problema?
  • I MONOLOGHI
    A METÀ DELL'ANNO
  • Internostorie.it
    Playlist di giugno, lucciole, rondini e pause
  • Ballrooms Of Mars
    Severance s02e09 - The After Hours
  • una ciliegia tira l'altra
    Libri MMXXIV
  • WhiteRussian: cinema (e non solo) all'ultimo sorso
  • E' la Cri, cazzo!
    Cose senza senso delle 23.22
  • Peek-a-booK!
    3 LIBRI CHE LEGGERÃ’ QUESTA ESTATE
  • Ali di Nuvole
    Bookgram #25
  • PrettySecrets♥
    AMORE
  • Pensieri in Viaggio
    QATAR: 10 motivi per scoprirlo
  • Il soffitto si riempie di nuvole
    A come auto
  • Vorrei essere un personaggio austeniano
    Piccole donne 2017
  • Banana e cioccolato
    Film di Natale: Serendipity - quando l'amore è magia (2001)
  • Psycho Lila
    Ciri - Ciri Lovebird Violet Kepala Elang Beserta Foto Gambar
  • * Te lo dice Patalice *
    amico...
  • Bibliomania
    Parole nella polvere - Máirtín Ó Cadhain
  • NullaDiPreciso
    Il mio parere su Chiamami col tuo nome
  • I'm not Gossip Girl
    Giochino ~ shoujo (manga) tag
  • Cinquecentofilminsieme
    TRASLOCO
  • A tutto pepe...
    Cake salato alla zucca e melanzane
  • diet&workinprogress
    Di lunghi silenzi. E ritorni/1
  • THE PLAN B
    Biodata Pemain Endless Love Turki
  • Scarabocchi di pensieri
    Crescere è creare. Un addio che addio non è.
  • Cristina's world
    10 MESI DOPO
  • Mipiacequandopensi
    Contraddizione & Carrot Cake
  • Non lo so adesso (il titolo)
    Skins: un memorandum alla cazzo de cane
  • La contorsionista di parole Book Blog ...
    Solo il mimo canta al limitare del bosco di Walter Tevis [recensione]
  • Zucchero Sintattico
    Quando i quarantenni su facebook saremo noi
  • Little Miss Book
    internostorie.it
  • Baci di Dama
    LA FINE DEL VIAGGIO | Lettera a te e a tutti voi. Più una scorpacciata di baci di dama.
  • lovedlens
    Le colonne sonore della mia vita (3)
  • Il Cinema Spiccio
    Anime nere
  • MyLifeAsGs
    Carlo Bo: Scuola Superiore per Mediatori Linguistici
  • non si dice piacere
    L’ARTE DEL BAGAGLIO A MANO
Mostra 10 Mostra tutto

Contatore utenti connessi

Created with by ThemeXpose