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Una Fragola al Giorno

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Recommendation Monday è la rubrica settimanale in cui consigliamo un libro in base a un tema diverso di volta in volta. La rubrica viene postata il Lunedì.

Il tema di questa settimana è molto allegro. Sarà il sole, sarà il cambio di ora, ma oggi sono di ottimo umore. Dunque il Recommendation Monday di oggi è:

Consiglia un libro divertente

Non deve essere necessariamente un libro umoristico o scritto da comici. Deve essere un libro la cui lettura vi abbia fatto ridere o sorridere e che vi abbia trasmesso sensazioni positive e messo allegria.

Ho pensato subito a un autore, Stefano Benni. Le sue sono quelle che io definisco “favole apocalittiche” dove si ride ma ogni risata lascia un retrogusto dolceamaro. Ma se una risata ci salverà, Benni fa proprio al caso nostro. Ero indecisa su quale libro proporre e alla fine ho scelto un suo “classico”, La compagnia dei Celestini.

 

Un'oscura e crudele profezia che appare sui muri, scritta da una mano invisibile, incombe sulla ricca e corrotta terra di Gladonia.Anno 1990 e rotti: Memorino, Lucifero a Alì, gli spiriti più ribelli dell'orfanotrofio dei Celestini, fuggono per poter rappresentare Gladonia al Campionato Mondiale di Pallastrada, organizzato dal Grande Bastardo in persona, protettore degli orfani di tutto il mondo.Al loro inseguimento si lanciano Don Biffero, il priore Zopilote dal segreto diabolico, e Don Bracco, il segugio di orfani, nonché il celebre e cinico giornalista Fimicoli con il fedele scudiero-fotogarfo Rosalino. Nella fuga e nell'inseguimento si incontrano, si perdono e si ritrovano personaggi strordinari, i nove pittori pazzi Pelicorti, la bionda e misteriosa Celeste, i magici gemelli campioni da pallastrada, il re dei famburger Barbablù, il meccanico Finezza, il professor Eraclitus, l'Egoarca Mussolardi, l'uomo più ricco e fetente di Gladonia, e le numerose squadre di pallastrada provenienti da tutto il mondo, leoni africani, sciamamni, pivetes e volpette lapponi.Ma dopo l'ultimo scontro tra Celesti e Diavoli la profezia del palazzo…

 

Titolo: La Compagnia dei Celestini
Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli
Anno: 1990
Pagine: 288

E voi cosa consigliate questo lunedì?

 

Ricordo che trovate i temi del Recommendation Monday QUI (trovate il collegamento anche nella barra in alto).

 

Infine per chi ha intenzione di partecipare al nostro GdL dedicato a Le osservazioni di Jane Harris, la data di inizio è lunedì 8 aprile. Vi aspettiamo!

leosservazionibannerpiccolo

14:26 11 commenti

Salve amici!

So che ormai mi odiate. Sono davvero incostante e anche questa volta mi sono organizzata male. Avrei dovuto pubblicare il calendario di lettura una settimana fa ma poi è slittato tutto. Così mi vedo costretta anche a spostare l’inizio del gdl di una settimana. Non partiamo più il primo Aprile, bensì l’8. Spero di non creare disagi a nessuno e magari qualcun altro deciderà di partecipare. Scusate tutti!

Per quanto riguarda il calendario, l’edizione di Le osservazioni che possiedo (Edizioni Beat) ha 443 pagine. Ho dunque diviso il libro in 8 parti da 60/50 pagine l’una, come abbiamo fatto anche in passato, eccetto che per le ultime due parti che sono di 40 pagine.

Quindi ricapitolando:

- Si inizia lunedì 8 aprile

- Le tappe di lettura sono 8

(non mi ero resa conto della coincidenza)

- Il calendario è così composto:

  • 1^ settimana (8/04 - 14/04): da Intro – Capitolo 1 al Capitolo 4
  • 2^ settimana (15/04 – 21/04): dal Capitolo 5 al Capitolo 7
  • 3^ settimana (22/04 – 28/04): dal Capitolo 8 al Capitolo 10
  • 4^ settimana (29/04 – 05/05): dal Capitolo 11 al Capitolo 13
  • 5^ settimana (06/05 – 12/05): dal Capitolo 14 al Capitolo 16
  • 6^settimana (13/05 – 19/05): dal Capitolo 17 al Capitolo 19
  • 7^ settimana (20/05 – 26/05): dal Capitolo 20 al Capitolo 22
  • 8^ settimana (27/05 – 02/06): dal Capitolo 23 al Capitolo 24 ---> FINE

Che ve ne pare? Spero la soluzione vada bene per tutti. Se ci sono problemi o dubbi non esitate a contattarmi.

Giunti a questo punto e in attesa che il gruppo di lettura inizi, non mi resta che augurare a tutti

BUONA PASQUA!

A presto!

18:54 8 commenti

 

San Luca visto da lontano in autostrada. La macchina che procede lungo strade che diventano via via più familiari. Fino ad arrivare a una casa che di familiare ha tutto. Il saluto degli amici. La FinkBrau di casteldeboliana memoria. La spesa con lo “sparaflash” all’Esselunga, che basterebbe per un reggimento. La pizza dal “paki”. Just dance. E poi la pioggia e tu che non te ne curi perché sei sotto kilometri di portici. Vedere un’amica che non incontravi da tempo e farsi stritolare dai suoi abbracci pieni di affetto. Un aperitivo al Pratello. Raccontarsi e raccontare di tutto e di tutti. La voce metallica che dice “11 C. Corticella” quando sali sull’autobus.  Preparare gli scherzi per la laurea di un amico. La mattina della laurea andare a prendere lui e aspettare che il tuo ragazzo lo aiuti a sistemare la cravatta. Vederlo vestito “elegante” e non poter credere che sia lo stesso tipo che il giorno prima giocava a Just Dance con una bandana verde fluo in testa. Attaccare lungo i muri della facoltà fotomontaggi simpatici. Assistere alla proclamazione. Cantare “Dottore, dottore, dottore del buco del c…!”. Fare (io soprattutto) foto su foto. Mettere in moto la macchina degli scherzi progettata lungo tutto il weekend. Ridere ridere ridere. E poi ancora in giro. Andare a trovare una carissima amica per un saluto più che dovuto. Finire a bere una birra casalinga cercando di recuperare il tempo lontane per raccontarci mille cose. Prendere ancora in giro il nostro ex relatore comune ai tempi della tesi. Camminare per le strade amate. Riunirsi per una “pasta assorbi-alcol”. E ancora su e giù per via Indipendenza per in contrarsi con l’amica/coinquilina/sorella. E scoprire che certe cose, certe storie, certi pensieri, potrai raccontarli sempre e solo a lei. E poi abbracci, tanti abbracci. Sentire il calore umano, mentre la pioggia cade sulle case, le chiese, le piazze, il Nettuno e i suoi amici piccioni. E la sera festa alla mitica, scorbutica, storica, rude, unica Osteria del Sole. Bere vino e fare casino. Farsi buttare fuori dal posto dal poco accogliente padrone (“Non si può cantare, non si può ridere, non si può fare nulla”). Dirigersi alla volta di Piazza Santo Stefano. E continuare a bere, ridere, scherzare, cantare. Festeggiare il laureato. Fare foto che a riguardarle poi ti vergognerai. Ma sorriderai anche. Con un pizzico di nostalgia che ti appannerà lo sguardo per un attimo. Passaggio obbligato sotto le Torri. E poi fare amicizia con l’ultima barista della serata. E ritrovarsi in Piazza Verdi per salutarsi con la promessa e la speranza di rivedersi presto. E ricordarsi del presente, di cosa siamo oggi, di quello che ci aspetta. La vita. Preparati o meno è lì ad attenderci. Mi commuovo un po’, mentre abbraccio tutti. E la mattina dopo in stazione. Quella stazione che mi ha visto passare in ogni stagione, con ogni tempo, anno dopo anno. Stessa valigia, stessi sogni, stessa io. O forse non più la stessa. Prendere l’ennesimo treno. E mentre il treno va, voltarsi un’ultima volta e guardare fuori dal finestrino la città allontanarsi. E a salutarti per ultimo un cartello che rimarrà sempre nella tua testa e nel tuo cuore: Bologna. Anche questa volta mi hai regalato ciò che di bello si può avere nella vita. Grazie per far in modo che non me ne dimentichi mai.

santostefano1

17:43 18 commenti

 

Salve a tutti!

E meno male che dovevo essere più presente. Ah ah ah! Che dirvi gente, è stata una settimana davvero piena e intensa.

Questa top però non potevo perdermela. Questa volta, infatti, si parla di una “mania” che mi sta particolarmente a cuore. Lo shopping libresco compulsivo. Ovvero quella smania di comprare libri anche se non sai ancora quando riuscirai a leggerli, mentre loro si accumulano in un angolo, trepidanti e ansiosi che tu li prenda in mano e li legga. Tu lo sai, loro lo sanno, e mentre cerchi di dar fondo alle riserve ti prometti di smettere di comprare altri libri prima di aver finito quelli che hai. Ma al prossimo giro in libreria sai già che dovrai cedere… Insomma la Top Ten Tuesday di oggi è:

I 10 libri che DOVEVO comprare…
ma sono ancora sul mio scaffale non letti

1. La versione di Barney di M. Richler. Comprato sull’onda dell’euforia di alcuni vicini su aNobii, probabilmente altrettanto influenzati dal film che di lì a poco sarebbe uscito. Un paio di anni fa lo hanno letto tutti. Io decisi quindi di comprarlo con la prospettiva di leggerlo immediatamente. Non vedevo l’ora. E’ ancora lì che mi aspetta.

2. Viaggio in Portogallo di J. Saramago. Comprato in occasione del mio primo Salone del libro. In quel periodo ero in fissa con Saramago. Ero in fissa anche con il Portogallo e dicevo che avrei passato le vacanze estive girandomi il Paese lusitano. Sono ancora in attesa di quella lettura e di quella vacanza.

3. La trama del matrimonio di J. Eugenides. Avevo amato Middlesex come pochi altri libri al mondo. Quando ho saputo che Eugenides usciva con un nuovo romanzo in cui, tra le altre cose, si parlava anche di Roland Barthes, non ci stavo più nella pelle. Dovevo avere quel libro. Peccato che poi a ogni mio proposito “Questa settimana lo leggo!” diventato poi “Questo mese lo leggo!” sia passato quasi un anno.

4. Il mio nome è rosso di O. Pamuk. Lo vedo a casa di un mio amico che i aveva invitato a pranzo. “Lo stai leggendo? Com’è” gli chiedo. “Bello. Merita”, mi risponde. Caso volle che una settimana dopo questo scambio di battute lo vedo in bagno a casa mia. Lo stava leggendo la mia coinquilina finta radical chic che odiavo. Ovvio che, partita la competizione tra noi due a chi leggeva le cose più “alte”, dovevo averlo anche io. Dopo due settimane in libreria ci sono gli Einaudi Et al 25% di sconto. Comprato. Poi è arrivata la sessione estiva di esami. Poi l’estate. Poi la coinquilina ha cambiato casa. Pamuk ora ha visto 3 case diverse, avuto vari coinquilini, ma non ho ancora avuto la possibilità di sfogliarlo.

5 e 6. La famiglia Winshaw e Circolo chiuso di J. Coe. Ah quando dopo aver letto La banda dei brocchi ho pensato che Coe fosse un genio! E sapendo che con gli altri due libri l’autore aveva formato una sorta di trilogia, mi decido a comprarli. E Circolo chiuso volevo iniziarlo proprio quella sera! Già già…

7. I Miserabili di V. Hugo. Comprati a settembre scorso, sapendo presto sarebbe uscito il film. Alla fine il film, nelle sale a gennaio, l’ho visto. Il libro è un mattoncino impolverato. Sigh!

8. La signora dei funerali di M. Wickam (Sophie Kinsella). Era estate. Volevo qualcosa di leggero da poter leggere negli afosi spostamenti estivi in treno senza accaldare troppo i neuroni ormai fusi. Decido di comprare questo romanzo, il primo pubblicato in Italia dalla scrittrice con il suo nome originale. Messo in valigia. Letto? Nahhhh! Si spera nella prossima estate.

9. Le luci nelle case degli altri di C. Gamberale. Me ne avevano parlato così bene che non sono ancora riuscita a iniziarlo.

10. Le osservazioni di J. Harris. In wishlist per due anni, due mesi fa lo compro. Il libro è rimasto buonino nel suo angolino e a breve, grazie al prossimo GdL che partirà su questo blog il 1 Aprile, avrà la soddisfazione di essere letto.

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Vi lascio con una massima che mi rincuora ogni volta che esco da una libreria carica, poiché in essa trovo una giustificazione, seppur lieve. La leggevo sempre nella Feltrinelli di Piazza di Porta Ravegnana (sotto le due torri) a Bologna:

“Comprare più libri di quanti se ne possano leggere significa avvicinarsi un po' all'infinito”

 

Buona lettura a tutti.

01:45 35 commenti

 

Sono in estremo ritardo. Lo so. Ma non starò qui a ripetere le mie banali scuse di nuovo. Sappiate che avevo in mente questo post da ormai tre settimane e, finalmente,  sono riuscita a scriverlo!

Il sondaggio sul prossimo libro da leggere per il UFG Book Club, questa volta, è stato meno prevedibile di quelli del passato e per un solo punto abbiamo il romanzo vincitore. Rullino i tamburi, the winner is: Le Osservazioni di Jane Harris!

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In un giorno del 1863, nella Terra del Diavolo, il pezzo di Scozia che unisce Glasgow a Edimburgo, Bessy entra a servizio in una magnifica casa. Lavare, cucinare, battere i tappeti e fare il tè, accendere i camini tutte le mattine, pulire la cucina e tenerla accesa, lucidare gli stivali e svuotare il pitale della padrona e del marito sono compiti faticosi, ma Bessy ora ha un tetto sulla testa e la pancia piena. Perché, però, Arabella, la padrona, con gli occhi che le brillavano, le ha messo in mano un libretto con una copertina di cartone e le ha ingiunto di scriverci dentro tutte le sue osservazioni mattina e sera? E che cosa è successo veramente a Nora, la ragazza che era prima a servizio, morta in circostanze misteriose?

 

 

 

 

Ora.

Avevo dato una specie di calendario la scorsa volta. Che ovviamente è saltato. Quindi pensavo di posticipare l’inizio del Gruppo di Lettura. Che ne dite di in iniziare dal 1 Aprile? Così avrete tutti (spero) il tempo per recuperare il libro e, per chi non sa di cosa stiamo parlando, di informarsi e decidere se partecipare o meno. So che il 1 Aprile è festa, ma io considero la settimana e trattandosi di un lunedì per organizzare le tappe di lettura mi pare l’ideale.

Che ne pensate? Fatemi sapere. Intanto cominciamo a procurarci il libro che a breve si inizia!

 

P.S. Vista la nuova veste del blog? Vi piace o siete stati colti da nausea e malori vari? Io mi sto ancora abituando ma avevo voglia di qualcosa di più giocoso e tutto quel bianco a volte mi confondeva…

09:28 21 commenti
E anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. Una Fragola al Giorno, oggi, spegne la sua terza candelina! Auguri!!
Che dire di più di tutto ciò che vi ho già detto negli anni passati. Siete splendidi, siete sempre di più e mi seguite anche quando io ho la testa altrove. Questo si sta rivelando un anno complicato, in cui mai come ora tenere vivo questo blog significa per me fare i salti mortali. E per questo chiedo scusa a tutti se sembro un po’ assente e se la mia presenza nei vostri blog appare un po’ scarna e disordinata. In generale la mia vita è diventata disordinata anche fuori di qui. Ma per UFG e per voi posso continuare a saltare. Perché quando sono qui sono felice. Di scrivere, parlare con voi e leggervi, scambiarci opinioni e idee, intrecciare le nostre vite anche solo per un istante.

E quindi in questo terzo compleanno mi impegno a tornare più spesso. Ad avere cose nuove da raccontarvi. Ad avere più tempo per leggervi e ascoltarvi. Perché se c’è una cosa che mi ha insegnato avere un blog è che non c’è scrittura, non c’è passione, non c’è vita senza condivisione. Una Fragola al Giorno ormai fa parte della mia vita e così voi. Perciò non vi sentite trascurati. Se non sono qui, starò sicuramente parlando di voi con parenti e amici che, vi rivelo un segreto, a volte sono anche un po’ gelosi di voi. Certo, siete fantastici!
Tre anni. E sono ancora qui. E spero di continuare ad esserci. E spero di fare sempre del mio meglio. Per voi ma anche e soprattutto per me stessa. Perché se sono poche le cose di cui sono orgogliosa nella mia vita, UFG è di sicuro una di queste. Buon compleanno…

buoncomple2
00:17 36 commenti

Cari amici, oggi sono qui per parlarvi di questa bella iniziativa organizzata da Ophelinha di Impressions chosen from an other time.

Qualche settimana fa, Ophelinha mi contatta per parlarmi del suo progetto. Mi spiega il perché e il come e mi chiede se ho voglia di partecipare. Io ho risposto al volo che mi avrebbe fatto davvero piacere. E non me ne sono pentita nemmeno per un momento.

Il tempo di organizzarci ed ecco pronta l’iniziativa. Se nessuno scrive più lettere d’amore. Di cosa si tratta?

Mi affido alle parole di Ophelinha per spiegarvelo (trovate il testo completo QUI):

Dall'amore per la scrittura e per la lettura, nasce un piccolo progetto interblogger, Se nessuno scrive più lettere d'amore. L'iniziativa consiste nello scrivere una lettera (rigorosamente a meno: niente ausilii digitali!), o nel riproporre una lettera d'amore celebre, sempre manoscritta.
La lettera verrà messa dentro un libro, che a sua volta verrà lasciato in un luogo pubblico.
Per regalare parole di amore e di speranza. Per portare sollievo ad un cuore spezzato. Per sensibilizzare il più possibile alla lettura e alla scrittura.

Io e le altre blogger che al momento hanno aderito (Rose Mel, Amrita, Silvia, Tiziana, Chiara Maria, Feffola) il 21  Marzo lasceremo un libro e una lettera d’amore scritta a mano da noi in qualche luogo delle nostre città. Prima di “liberare” il libro e lettera, scatteremo una foto e la pubblicheremo con l’hashtag #letteredamore2013. E ovviamente attendiamo fiduciose che anche tutti voi vi uniate a questo progetto.

Se volete partecipare potete andare sul blog di Ophelinha e lasciare un commento oppure scriverle all’indirizzo ophelinha.pequena@gmail.com.

Sarebbe bello essere tanti. Sarebbe bello sapere che queste lettere girano per le nostre città, di mano in mano, di cuore in cuore.

Per questo ve ne parlo oggi. E spero le mie non restino parole inascoltate.

20:55 13 commenti

Con qualche giorno di ritardo, ecco il riepilogo mensile di Febbraio.

I libri di febbraio

Ci siamo ripresi. Dopo un gennaio lento e magro, sembra che pian piano stia ritornando al mio solito ritmo. Ma la strada è ancora lunga.

- Il seggio vacante di J.K. Rowling. Il mio parere non è cambiato molto da ciò che scrissi il mese scorso. Spero non si offenda nessuno, ma il nuovo romanzo di zia Rowling, che doveva segnare il distacco della scrittrice dalla saga che le ha portato tanta fortuna, ovvero quella del maghetto più amato di tutti i tempi Harry Potter, non mi è sembrato così memorabile. Piacevole, in diversi tratti molto riuscito di altri, alcuni personaggi fin troppo calcati, al punto da sembrare sempre parenti degli zii Vernon e Petunia, altri con troppo poco spazio per considerarli riusciti. La storia sembra non partire mai del tutto e quando ingrana ecco che è già finita. Non mi ha entusiasmato questo libro, né mi ha spinto a divorare pagine. Si è lasciato scorrere placido, senza particolari scosse. Che dire, voglio bene alla Rowling per quello che è stata capace di creare e mi chiedo se il fantasy per ragazzi non sia proprio il suo genere e se debba lasciar perdere il noioso mondo degli adulti…

- Due di I. Némirovsky. Ve ne ho parlato nella Recensione del Mese.

- La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki. Un altro Murakami. Per me è difficile resistere. Leggere Murakami è come viaggiare in mille mondi paralleli. Che poi scopri essere dentro di te. La storia di Sumire, innamorata di una donna più grande di lei, Myu, che sembra ricambiarla ma che non può amarla come lei vorrebbe, ci viene raccontata da chi ama da sempre Sumire non ricambiato, ovvero l’amico fidato che rimane senza nome e diventa la chiave di volta per entrare in questo mondo, fatto, ancora una volta di sogni, simboli, segni e metafore. Della vita, della morte, dell’amore. Nei libri di Murakami molti temi e immagini si presentano frequenti eppure non appaiono mai ripetitivi. E’ come un grande discorso mai realmente terminato, una riflessione negli anni che porta a più strade, a bivi che non ti aspettavi, a risvolti sorprendenti. Ogni storia, pur nella ripetizione di schemi e figure, sa dare al lettore la sua cifra, sa lasciare il suo segno, sa mostrare l’universo a cui appartiene. E chi legge non può fare altro che, una volta arrivato al termine del libro, indugiare piacevolmente tra questo e l’altro mondo, per poi decidere di rituffarsi nel prossimo universo e nella prossima avventura. Adoro.

Acquisti & co. Questo mese ho fatto la brava. Ho comprato solo La ragazza dello Sputnik di Murakami già ampiamente letto. Quasi quasi mi darei una pacca sulla spalla…

La velleità femminile del mese

Questo mese mi è tornata la voglia di smalto. E il motivo di questa rinnovata passione è la classica incursione da Sephora, dalla quale non riesco mai a uscirne a mani vuote. L’ultima mia visita ha fatto si che mi portassi a casa uno smalto niente popò di meno che in limited edition. Si tratta della linea Color Riche Seen in Vogue Italia, una collezione dove cinque giovani designer di moda reinterpretano le tendenze della moda primavere/estate 2013 attraverso il make up e il packaging. La collezione è composta da 5 rossetti a cui sono abbinati altrettanti smalti. La mia scelta è ricaduta su Color Riche Lo Smalto n.304 Spicy Orange, che si rifà allo stile della casa di moda CO|TE. Un bel colore, decisamente primaverile, con cui è difficile sfigurare. Sono davvero soddisfatta.

L’evento del mese

A febbraio gli eventi sono stati ben due. Entrambi musicali, entrambi bellissimi.

Per il primo devo ringraziare due delle mie compagne di corso, la “toscanaccia” Cris e la “riccioluta” Robi. Le due giovincelle, infatti, mi hanno convinto ad andare con loro al concerto di Niccolò Fabi. E io non posso che ringraziarle per avermi convinto!

Un concerto davvero molto bello, con un Niccolò capace di emozionare ed emozionarsi, bravissimo nell’esecuzione del suo repertorio, il nuovo disco Ecco, uscito lo scorso ottobre, ma anche diverse canzoni del passato, come Oriente o la stupenda Il negozio di antiquariato (una delle canzoni che amo di più) o quelle dei suoi primi dischi come l’indimenticabile Lasciarsi un giorno a Roma. La serata trascorsa è stata un vero piacere: Niccolò Fabi è un artista bravo e preparato, che non si è mai montato la testa ma ha portato avanti il suo lavoro con passione e talento e per questo il riconoscimento che gli viene dal pubblico è tra i più sentiti e sinceri.

 

E dopo Niccolò Fabi, altro concerto. Questa volta eravamo solo io e amorcito e il concerto era quello di Ludovico Einaudi.

Beh, che dire. Una serata suggestiva, carica di ritmi, suoni, vibrazioni, che portano con sé moti dell’anima, sogni, fantasie, illusioni. Einaudi ci ha deliziato con i brani del nuovo disco, Time Lapse –  e io mi sono innamorata di Life e Newton’s Cradle – e si è concesso anche con qualche brano dei vecchi album, tra cui alcuni dei miei preferiti, come Divenire e Nightbook. Einaudi è un personaggio molto schivo, chiuso nella sua incantevole musica, ma con le note riesce a esprimere tutto quello che c’è da dire e da sapere. Ho apprezzato molto, tra le tante cose, la presenza non solo di un’orchestra, ma soprattutto delle percussioni, in particolare del tamburello e della tammorra, frutto dell’esperienza da Maestro Concertatore durante la Notte della Taranta del 2010 e del 2011. Spettacolo.

 

Il video del mese

Da fan sfegatata di serie tv non potevo farmelo sfuggire. Il 23 febbraio è andato in onda negli States il trailer della terza stagione di Game of Thrones! Pare dovremo aspettarci grandi cose… non vedo l’ora che arrivi il 31 Marzo! Il conto alla rovescia è iniziato.

 

La musica che mi frulla in testa

Più che di un brano in particolare, questo febbraio è stato il mese di Spotify. Se non sapete ancora cos’è Spotify, è il caso vi informiate. Spotify è un servizio di musica che, senza scaricare sul proprio pc, permette di ascoltare milioni di brani presenti nel suo database in streaming. Spotify permette, inoltre, di organizzare la musica in playlist e condividerle con gli altri utenti, in modo che la musica circoli liberamente sulla piattaforma e non solo, dato che è possibile anche lo sharing sui principali social network. Spotify è gratuito sul desktop del proprio pc, con solo l’inserimento di qualche pubblicità tra i brani in ascolto, mentre su supporti come smartphone e tablet il servizio è in abbonamento.

Da quando l’ho scaricato e installato sul mio pc, la mia giornata è cambiata. Ascolto ciò che voglio quando voglio, scopro musica nuova grazie alle playlist e alle radio divise per genere e posso scegliere i brani che amo di più per sentirli anche offline. Meraviglia. Consiglio a tutti di provarlo. Non ve ne pentirete!

 

E anche per questo mese è tutto. Buon Marzo a tutti!

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A volte ritornano.

Sono passati diversi mesi da quell’ultima recensione pubblicata in Ottobre. Il tempo vola e, mi vergogno a dirlo, non ho trovato il tempo per raccontarvi almeno una delle mie letture al mese. Ma questa rubrica mi mancava davvero tanto e sono contenta di poter dire che è, finalmente, tornata. La recensione di Febbraio è dedicata a una scrittrice che sa farmi emozionare come pochi, Irene Némirovsky. Il libro in questione è Due.

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Titolo: Due (orig. Deux)

Autore: Irene Némirovsky

Traduttore: L. Frausin Guarino

Editore: Adelphi

Anno: 2010 (prima edizione 1936)

Pagine: 237

 

 

 

Si baciavano. Erano giovani. I baci nascono in modo così naturale sulle labbra di una ragazza di vent'anni! Non è amore, è un gioco: non si insegue la felicità, ma un attimo di piacere. Il cuore non desidera ancora niente: è stato colmato d'amore durante l'infanzia, saziato di affetto. Che taccia, adesso. Che dorma! Che lo dimentichi!

Anche questa volta la scrittura di Irene mi ha catturato fin da queste prime righe, forti e decise, dense di quella giovinezza che grida  e pretende, il cui naturale egoismo non può essere biasimato perché ricco di un fascino dettato dalla sua fugacità e dal rimpianto di chi ormai lo vive come un ricordo.

Di giovani si parla in questo libro, ma non solo. Si parla anche di ragazzi che diventano uomini, di fanciulle spensierate che diventano donne dai pensieri melanconici e i silenzi delle cose non dette, di una guerra, la Grande Guerra, che si vuole lasciare subito alle spalle e un presente da vivere a sorsate, inebriandosi per un domani che sembra essere lontano ma che con le prime luci dell’alba è già qui. Ma Due è anche e soprattutto una storia d’amore, anzi un insieme di storie dove l’amore è al centro di tutte, qui espresso in tutte le sue declinazioni: passione, illusione, mistero, follia, comprensione, affetto, gelosia, odio, rabbia, sconfitta, accettazione, serenità.

I protagonisti sono Marianne e Antoine. Marianne, poco più che ventenne, vive l’amore e la passione come un bellissimo gioco dove la leggerezza è la parola d’ordine per accantonare i sentimenti e sentirsi finalmente liberi. Antoine è diventato uomo nelle trincee della Prima Guerra Mondiale e ora vive il presente come un riscatto, in cui il mondo sembra spettargli di diritto Si sente forte e giovane, vivo, libero di agire e di amare chi vuole, preoccupato solo di una persona, se stesso.

Ma i due si incontrano a una festa la sera di Pasqua, e poi a un’altra e un’altra ancora. E tra loro si crea un legame fatto di curiosità, gioco e desiderio che li legherà più di quanto essi stessi potessero aspettarsi. Il desiderio porta passione e la passione l’euforia di un amore che non ha esperienze né ferite ancora da leccare. I due finiranno inevitabilmente per sposarsi, conoscendo solo quello che hanno visto se stessi dell’amore, senza sapere cosa c’è dietro il volto di lei o gli occhi di lui.

E da quel momento la Némirovsky snocciola la loro relazione, l’analizza nei suoi più reconditi misteri e segreti, nei pensieri di cui ci si sbarazza con un’alzata di mano e nelle conversazioni che mai avranno voce ma rimarranno rintanate in un angolo, mentre i sentimenti  cambieranno, avvolti nella paura di essere davvero rivelati. Amore, frustrazione e gelosia. Tradimento, rabbia e dolore.

Marianne e Antoine, Dominique e Solange, Evelyn e Gilbert. Risvolti di un sentimento che  si evolve con la vita, si tramuta in qualcos’altro, si ripudia e si offende e, infine, ritorna come un’urgenza, quando ormai pensi che non sia possibile più provare nulla.

Ho letto in giro alcune considerazioni su questo libro. Viene descritto come cinico e quasi crudele, un romanzo che parla di amore negandone l’esistenza. Io invece credo che la Némirovsky abbia scritto un vero romanzo d’amore, descrivendo quel sentimento privo di abbellimenti e falsità, senza ornamenti tipici delle storie di finzione, ma presentandoci cosa significa amare nella realtà, allora come oggi.

Con una scrittura deliziosa, suggestiva e magnetica, fluida e curata, evocativa di ogni singolo moto dell’animo umano, la Némirovsky ci mostra le molteplici sfaccettature dell’amore e delle relazioni tra uomini e donne, imperfette come lo siamo noi, ma nonostante tutto capaci ancora di smuovere il nostro essere. L’abbraccio nella scena finale tra Marianne e Antoine non è per me un’immagine di sconfitta o amarezza, ma simboleggia la fine di un viaggio e l’inizio di un altro: l’accettazione di ciò che è stato, della follia che l’amore provoca nei cuori e nelle menti, dell’entusiasmo senza riguardi che provoca l’essere giovani, del dolore come fase inevitabile e utile della vita, e l’abbandono a una pace che la consapevolezza porta inevitabilmente con sé.

Leggere Irene Némirovsky significa guardarsi finalmente dentro e scoprire ciò che non ti aspettavi. Uno stile e una scrittura meravigliosi e impeccabili, che meritano di essere scoperti e di cui, chiuso il libro, non potremo fare a meno di sentirne la mancanza. Due ne è la conferma.

VOTO:

Frasi:

> Da giovani, in certi momenti in cui la felicità arriva al punto più alto, quasi doloroso, si è al tempo stesso attori e spettatori – spettatori inebriati, innamorati di se stessi. Come amava il piacere!

> Quei domani continuamente attesi, e che continuamente, chissà perché, deludevano, erano ciò che alla fine faceva sfiorire la gioventù.

> “Non si piange mai solo per gli altri”.

> Avevano l’impressione di aver già provato, l’uno per l’altro, tutto quello che potevano provare, e rimpiangevano l’ebbrezza triste e folle dell’amore.

> Ciascuno guardava il volto dell’altro e il movimento delle labbra, e all’improvviso passò tra loro quel lampo di desiderio che fa di un uomo e di una donna fino a quel momento indifferenti due esseri che non potranno più avvicinarsi l’uno all’altro senza amore, o senza il ricordo di quell’amore: muta interrogazione, tacito consenso, complicità che li lega senza che una parola si stata pronunciata, né un bacio dato.

Colonna Sonora: Non molto lontano da qui - C. Consoli

13:02 15 commenti

 

Post ad hoc per l’occasione. Se non avete vissuto in una gigantesca bolla, saprete benissimo che siamo alla vigilia delle elezioni politiche. Qui solitamente non parlo di politica, una scelta editoriale che forse qualcuno potrebbe considerare troppo facile e per chi non vuole complicarsi la vita. Io semplicemente non voglio rubare il lavoro a chi parla di politica per professione e sa farlo meglio di me. Chi mi segue, però, sa che le mie opinioni solitamente le espongo senza problemi o per lo meno le faccio intendere al lettore attento.

E in questo momento storico, in questa confusione e degenerazione politica che pare essere diventata lo standard del nostro Paese, io vi invito ad andare a votare. Non conosco le vostre idee a riguardo, ma sinceramente credo che qualsiasi cosa si pensi, non andare a votare non è la soluzione. Un mancato adempimento di un dovere, forse. Il mancato rispetto di noi come cittadini e dei nostri diritti, soprattutto. Perché se si ha voglia di cambiare davvero, non è ignorando il nostro ruolo che diamo il nostro contributo. Non è calciando via quello che spetta di diritto che si afferma la propria opinione.

In questi giorni mi torna in mente la canzone Lo scrutatore non votante di Samuele Bersani. E così ve la propongo.

Con i miei auguri per delle buone elezioni.Votate e fatelo con la testa.

Lo scrutatore non votante
è indifferente alla politica
Ci tiene assai a dire “ohissa!”
Ma poi non scende dalla macchina
È come un ateo praticante
Seduto in chiesa alla domenica
Si mette apposta un po’ in disparte
Per dissentire dalla predica
Lo scrutatore non votante
È solo un titolo o un immagine
Per cui sarebbe interessante
Verificarlo in un indagine
Intervistate quel cantante
Che non ascolta mai la musica
Oltre alla sua in ogni istante
Sentiamo come si giustifica
Lo scrutatore non votante
È come un sasso che non rotola
Tiene le mani nelle tasche
E i pugni stretti quando nevica
Prepara un viaggio ma non parte
Pulisce casa ma non ospita
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica
Lo scrutatore non votante
Conserva intatta la sua etica
E dalle droghe si rinfresca
Con una bibita analcolica
Ha collegato la stampante
Ma non spedisce mai una lettera
Si è comperato un mangia-carte
Per sbarazzarsi della verità
Lo scrutatore non votante
È sempre stato un uomo fragile
Poteva essere farfalla
Ed è rimasto una crisalide
Telefonate al cartomante
Che non contatta neanche l'aldiquà
Siccome è calvo usa il turbante
E quando è freddo anche la coppola
Lo scrutatore non votante
Con un sapone che non scivola
Si fa la doccia 10 volte
E ha le formiche sulla tavola
Prepara un viaggio ma non parte
Pulisce casa ma non ospita
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica
Lo Fa svenire un po' di sangue
Ma poi è per la sedia elettrica.

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