Il 30 luglio è la Giornata Mondiale dell’Amicizia. Una festa per quell’amico che non ci abbandona nel momento del bisogno, che come ci prende in giro lui nessuno mai; per quell’amica che conosce la storia di quella sera in cui tu non eri particolarmente sobria e sono successe cose che non racconteresti a nessun altro nemmeno sotto tortura, che ti chiama con nomignoli assurdi, fantastici, comprensibili solo a voi due; per quegli amici con cui hai trascorso gli anni migliori e ora che non vivete tutti nella stessa città quando vi incontrate è una grande festa di quelle che vorresti non finissero mai. A questa giornata e a tutte le persone che con la loro amicizia colorano la nostra vita dedico questa lista di 5 libri sull’amicizia tutta da leggere e magari regalare anche ai vostri besties.
Nuovo appuntamento con Due cose due. Cosa avrà destato il mio interesse e la mia curiosità in queste settimane?
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E torna anche Due cose Due. Sperando che il prossimo appuntamento non sia tra due mesi. Tra Marzo pazzerello e Aprile dolce dormire, ecco libri, film e curiosità varie che voglio segnalarvi.
Libri
Tra i libri in uscita tra marzo e aprile, entreranno a far parte della mia libreria (o almeno ci spero):
L'avventurosa storia dell'uzbeko muto di Luis Sepulveda. La giovinezza, si sa, è l’età degli ideali, delle grandi battaglie, ma anche del velleitarismo, delle bevute con gli amici, dell’inquietudine sentimentale. E i giovani sudamericani degli anni Settanta non facevano certo eccezione. In questo «romanzo in storie» Luis Sepúlveda racconta il passato e i sogni della sua generazione, e lo fa attraverso la lente dell’affetto e dello humour, che stempera le tensioni e ci riporta intatti le passioni e i momenti di entusiasmo della sua giovinezza militante. Così scopriamo che una rapina in banca poteva essere un esproprio proletario, o addirittura fornire a un cantante mancato un’imperdibile occasione per esibirsi alla chitarra. Poi vediamo all’opera una squadra dell’Esercito di liberazione nazionale impegnata a rubare delle armi, incappando in una serie di intoppi tragicomici, ma attirando anche collaborazioni inattese. E incontriamo in queste pagine, tra gli altri, il bizzarro personaggio del titolo, che non è… né uzbeko né muto. Si tratta infatti del peruviano Ramiro, vincitore di una borsa di studio all’Università Lomonosov, destinato a ricevere un’educazione sovietica nella Patria del Socialismo. Peccato che a Mosca Ramiro non trovi nulla di quello che gli interessa davvero, cioè le ragazze, la musica e l’alcol. Peggio gli va quando tenta di raggiungere Praga, dove si dice che tutte queste cose abbondino, ma approda invece in Uzbekistan… Tra sorriso e nostalgia, queste pagine ci fanno rivivere «il bel sogno di essere giovani senza chiedere il permesso».
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Anche quest’anno Los Angeles è stata la patinata location di uno degli eventi più attesi tutto l’anno, all’insegna del cinema, del gossip e del glamour più sfrenato. L'87ª edizione della cerimonia degli Oscar, tenutasi domenica 22 febbraio, è stata una serata non particolarmente briosa ma che ha dato le sue conferme, infinitamente lunga, non sempre così sorprendente, con momenti ed esibizioni degne di nota, premiazioni più o meno prevedibili, uno straordinario presentatore e tanti divi che ci hanno fatto entusiasmare, sospirare e sognare sul red carpet. Una notte degli Oscar, in particolare, segnata dall’ombra di un grande volatile e di una grande film, Birdman, capace di mettere le ali a ogni nostra fantasia e sollevarci, almeno per un giorno, dalle terribili paturnie del lunedì. Anche questa è magia.
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Torna Due cose due, la rubrica che racconta libri, cinema ed eventi a due a due! Primo appuntamento del 2015, che fin dalle sue prime settimane si sta dimostrando decisamente intenso e pieno di cose da fare, vedere, ecc… segnate tutto!
Libri
Tra i libri in uscita questo mese la mia curiosità si è soffermata in particolare su due titoli:
A con Zeta - Hakan Günday – Marcos y Marcos. C’è una bambina di nome Derdâ: deve abbandonare la scuola e il suo villaggio in Turchia per seguire a Londra un marito crudele. C’è un bambino di nome Derdâ: vive in una baracca dietro un cimitero di Istanbul e si guadagna il pane lucidando le tombe. Come la A e la Zeta, non potrebbero essere più lontani, e in mezzo ci sono tutte le parole che devono ancora dirsi. Derdâ corre per le vie di Londra con un dizionario in mano; si è guadagnata la libertà facendo la pornostar in chador. Derdâ si fa tatuare il nome di uno scrittore sulle dita; corre per le vie di Istanbul con un romanzo in tasca e una pistola in pugno. Loro non lo sanno, ma si stanno correndo incontro. Lui troverà lei in un video porno; lei troverà lui all’incrocio tra letteratura e vita. Si riconosceranno grazie a un libro, a unirli per sempre saranno i corpi e le parole; come la A e la Zeta, saranno l’una per l’altro inizio e fine. Un romanzo tenerissimo e insolente.
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Domenica scorsa in quel di Beverly Hills si è tenuta la 72esima edizione dei Golden Globes, un po’ gli apripista degli Oscar. Con loro si dà inizio alla stagione dei premi e dei red carpet, mentre si apre il dibattitto tra chi avesse il vestito migliore e quale fosse il film che meritava di essere premiato che durerà fino alla notte della Accademy. D’altronde ben vengano, se si tratta di eventi che ci permettono di allontanarci dalle beghe di tutti i giorni per qualche ora e lasciarci andare ai sogni a occhi aperti.
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Nuovo appuntamento con Due Cose Due: due segnalazioni per ogni categoria: Libri in uscita, Cinema, Eventi e Curiosità . Vediamo cosa ci riservano le prossime due settimane.
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Cos’è Due cose due? La nuova rubrica di Una Fragola al Giorno. Un appuntamento ogni due settimane, con due segnalazioni per ogni categoria: Libri in uscita, Cinema, Eventi e Curiosità . Non si tratta di eventi a cui necessariamente parteciperò e non so se riuscirò a vedere o leggere tutti i libri o film, ma in questa rubrica metterò tutto quello che mi piace e rende più belle, di mese in mese, le mie giornate, sperando magari di esservi di aiuto o ispirazione.
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Finalmente riesco a scrivere anche io sull’argomento più dibattuto, rivissuto, rincorso, analizzato, paparazzato, criticato, amato, odiato, “ma anche no, basta!” della settimana. La notte degli Oscar 2014. Perdonate il ritardo, ma problemi tecnici mi hanno tenuto lontano dal mio amato UFG e non potete capire la sofferenza. Non vedevo l’ora di parlarne con voi!
Comunque dicevamo. Come li ho vissuti io questi Oscar? Sinceramente? Io dormivo. Mentre molti di voi hanno fatto le ore piccole per vedere la serata più luccicante di Hollywood, io ero tra le braccia di Morfeo a recuperare energie per la giornata che mi si prospettava davanti. E dopo essermi svegliata, dopo essermi faticosamente rotolata verso l’autobus, a bordo ho cliccato sull’icona di Facebook del mio Iphone e boom! Gli Oscar mi sono esplosi in mano!
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Il 22 febbraio 2004 terminava una delle serie più amate di tutti i tempi. Con il coronamento d’amore tra Carrie Bradshaw e Mr Big sembrava essere giunta alla fine una straordinaria avventura fatta di sei stagioni, 94 episodi e 4 protagoniste destinate a rimanere nel cuore di tutti i fan di SATC.
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Martedì 18 febbraio è partito il 64° Festival di Sanremo e nonostante tutti, ogni anno, promettano di non volerne sapere nulla, alla fine tutti ne parlano. E’ più forte di noi: quando c’è un circo mediatico del genere è difficile tenere a freno la curiosità , anche solo per una sbirciatina tra uno zapping e l’altro. Io poi lo guardo da sempre. Beh in alcuni periodi della mia vita me lo sono anche risparmiato, che avevo anche di meglio da fare, ma poi ci ricasco ed eccomi, l’anno dopo, di nuovo con il televisore su Rai1 e con il palco dell’Ariston davanti. Da qualche anno, poi, mi diverto a dileggiare presentatori, ospiti e cantanti, con una combriccola di criticoni sul un gruppo Facebook di cui, modestamente, sono una delle amministratrici (se volete unirvi, fatevi avanti).
Insomma, i motivi per guardare Sanremo li trovo sempre. Ma se a voi il semplice “Perché Sanremo è Sanremo” non basta per spingervi a guardare il Festival, allora ecco qualche spunto.
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Non amo particolarmente le premiazioni. Parametri e giudizi non sono sempre in linea con le aspettative e i gusti del pubblico e spesso i premi vengono assegnati ad attori, film registi, ecc. ai quali noi avremmo preferito ben altri. Tuttavia è difficile rimanere indifferenti all’atmosfera festosa e lucente dei red carpet hollywoodiani. Tutto è così patinato, affascinante, senza macchia, eccitante. Si sa, poi, che i Golden Globe Awards sono l’anticamera degli Oscar e rimanerne totalmente fuori da questo incredibile circo mediatico diventa un’impresa piuttosto difficile. A conti fatti, eventi del genere sono irresistibili.
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Festival letterario di Vicenza
LIBRIAMO2013
Chiostri di Santa Corona – 14/16 giugno 2013
Se siete a Vicenza questo weekend, non perdetevi Libriamo, il Festival letterario più importante del del Veneto che si tiene ogni anno nei suggestivi chiostri di Santa Corona e in altri luoghi della città . Il Festival nasce 8 anni fa con l'intenzione di promuovere e avvicinare il pubblico alla letteratura. Ogni anno il Festival propone un tema diverso sul quale sono chiamati a discutere nomi importanti del panorama letterario italiano.
Quest'anno il tema su cui ruoterà l'intera manifestazione è la Letteratura delle emozioni.
Nel mercato editoriale attuale, il concentrarsi sull’universo dei sentimenti che investe la cultura contemporanea riguarda tutti i generi – dalla saggistica alla narrativa fino alla manualistica.
La narrativa, in particolare, privilegia esclusivamente il sentimento e la passione, rispetto allalogica e alla ragione. Il romanzo filosofico, il romanzo politico impegnato, o anche il poliziescoenigmistico, che mettono a dura prova l’intelligenza e il ragionamento del lettore sembrano aver fatto il loro tempo, almeno sui banchi all’entrata delle librerie (nei corridoi e sugli scaffali più defilati le cose, sia pur di poco, cambiano).
Quest'anno il festival proporrà al pubblico interlocutori di grande spessore e rilievo, che
presenteranno alcuni aspetti della letteratura delle emozioni legati a sentimenti diversi, per verificare come stanno le cose – se è proprio vero che i lettori vogliono solo ed esclusivamente commuoversi, ridere o indignarsi e mai, ma proprio mai, pensare. Ogni autore incarnerà con ilsuo ultimo libro un'emozione, un sentimento, una passione e con lui ci si chiederà se davvero le emozioni hanno preso il controllo sulla ragione.
passeggiata nel centro storico di Vicenza, la tavola rotonda “Tradurre i sentimenti”, caffè letterari, letture pubbliche, i laboratori di lettura dedicati ai più piccoli e due gustose degustazioni culinarie. Tra gli ospiti Lella Costa, Marco Bianchi, Guido Martinetti, Antonella Boralevi, Andrea Kerbaker, Candida Livantino, Giancarlo Marinelli. Saranno, inoltre, presenti, gli editori, una mostra di illustrazioni per l'infanzia, "Fiabe nelle cave", e una mostra fotografica dedicata al tema del Festival dal titolo "Emozioni".
Il festival Libriamo2013 è promosso dall’Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza e da Aim Energy, è organizzato dall’associazione culturale Zoing!, con il patrocinio della Provincia di Vicenza e della Regione del Veneto.
Tutti gli appuntamenti – tranne workshop, laboratori e buffet serali con gli autori – sono a ingresso
gratuito.
Cosa state aspettando? Libriamo!
fonte: ufficiostampa
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Salve gente!
Proseguiamo con il resoconto di questi 5 incredibili giorni al Salone Internazionale del Libro di Torino. Oggi vi racconterò cosa è successo sabato, domenica e, infine, lunedì. (Per sapere cosa è successo giovedì e venerdì, leggete questo post)
Giorno 3 - 18/05
Dopo la festa di minimum fax, riprendersi è stata dura. Soprattutto se il mattino dopo dovevo svegliarmi presto. Ma è stato un piacere farlo. Perché avevo un appuntamento, per così dire da Salone OFF, che attendevo con gioia. Sabato, infatti, Torino è stata luogo di una simpatica macedonia: una fragola, una ciliegia e una banana con cioccolato si sono incontrate sotto la Mole! Silvia di Banana e cioccolato qualche giorno fa avvisa me e Federica di Una ciliegia tira l’altra del suo arrivo a Torino per il weekend. Ci siamo organizzare velocemente e l’incontro si è svolto sotto la pioggia ma felicemente. Con Federica mi ero già incontrata un paio di volte, ma rivederla mi fa sempre un grande piacere e se penso che in fondo siamo vicine mi dico sempre che dovremmo vederci più spesso. L’incontro con Silvia, invece, era il primo. Ero davvero emozionata, non sapevo chi mi sarei trovata di fronte… o meglio, in parte lo sapevo. Seguo Silvia da tempo ormai e conosco il suo amore per i viaggi e la moda e speravo che dal vivo fosse simpatica così come me l’ero sempre immaginata leggendo il suo blog. Beh, così è stato perché Silvia è davvero una persona molto carina. Tutte e tre, dopo qualche attimo di assestamento, abbiamo cominciato a chiacchierare del più e del meno, compresi i blog e gli altri blogger, con quella tranquillità che deriva dal sentirsi tra persone conosciute. Silvia mi è parsa subito una persona energica e intelligente, con delle grandi passioni che ama condividere, come quando ci ha raccontato del suo viaggio in Scozia per la gioia di Federica, o del suo incontro tra fashion blogger. Sono contenta di averla conosciuta di persona e spero di andare a trovarla a Parma al più presto.
Dopo il pranzo con le mie colleghe di frutta, mi dirigo verso il Salone. Qui ho ancora un altro incontro tra blogger. Questa volta mi vedo, anche qui per la prima volta, con Dulina di Zollette di zucchero. Dulina è una ragazza deliziosa che mi ha accolto con un gran sorriso, in compagnia della sua mamma e del suo boy. Abbiamo preso un caffè mentre parlavamo del Salone. Per lei era la prima volta e sia Dulina che la sua mamma erano davvero entusiaste. E ci credo, perché il Salone fa spesso quel tipo di reazione! Anche con la dolce Dulina incontrarsi è stato più semplice del previsto. I blog sono mezzi fantastici che ci permettono di entrare in contatto con tante persone e intrattenere delle belle amicizie virtuali. Quando si ha l’occasione di incontrarsi e dare un volto alle persone con cui parliamo quotidianamente ti aiuta anche a comprendere meglio chi si ha davanti. Incontrare Dulina è stata davvero una gioia e spero di poterla incontrare ancora, magari la prossima volta in quel di Milano.
Finiti gli incontri blogger, si ritorna al vivo del Salone. Dopo aver schivato la scorta di Roberto Saviano ed essermi scontrata con Luca Sofri, raggiungo i miei compagni a un incontro nella Sala Book to the future. Questa volta l’incontro si intitola Il Book ci mette la Face. Leggere e parlare di libri al tempo dei social network. I social network sono ancor soggetto di discussione e in questa sede di intende analizzare cosa succede su social come Facebook ma anche Twitter o aNobii quando si parla di libri e come questo parlare sia cambiato nel tempo. Inoltre, è l’occasione per parlare anche di Wuz.it, il portale dedicato ai lettori che raccoglie l’eredità lasciata dal mitico sito Alice.it e che propone oltre all’informazione e all’approfondimento per addetti ai lavori e per semplici appassionati, anche la possibilità di inserire i propri libri e creare una community di lettori pronti al dialogo e allo scambio. Perché il mondo dei libri e dei lettori è fatto anche di questo e chiunque di noi lo sa bene.
Usciti dalla sala del futuro, io e due miei prodi compagni andiamo a unirci alla fila per la Sala Gialla. Qui, infatti, si terrà , l’incontro misterioso con Donato Carrisi. Misterioso sì, perché lo scrittore ci sottoporrà a una vera e propria investigazione e sarà il pubblico a dover scoprire il colpevole. Non ci credevo, ma Carrisi, pur scrivendo thriller, è molto simpatico e anche giocherellone. Abbiamo trascorso una piacevolissima ora in sua compagnia e pur toccando temi difficili come la scomparsa ogni giorno di molte persone - spesso vittime di sequestri da parte di individui disturbati che possono durare anni, provocando danni irreparabili alla vita di queste persone – o del concetto di male e di come sia labile il confine con il bene, lo scrittore riesce a strapparci ben più di un sorriso. Divertente, poi, il gioco del caso che ci ha sottoposto, il cui mistero è stato risolto velocemente. Ora il mistero vero sarà scoprire se riuscirò o meno a non comprar e il suo libro: pur non essendo una amante del genere, mi è venuta una gran voglia.
Altro grande incontro finito e nuovo grande incontro che inizia. Siamo di nuovo in coda per un evento molto atteso e infatti la gente in coda è tantissima. Si tratta di Serena Dandini e dell’incontro per il suo libro Ferite a morte. Siamo nell’Auditorium, che è bellissimo, e quello che ci attende è un reading di alcuni brani tratti dal libro, con delle lettrici d’eccezione quali Lella Costa, Daria Bignardi, Concita de Gregorio, Chiara Gamberale, Maura Misiti, Germana Pasquero, Barbara Stefanelli. Sono racconti brevi che narrano storie di donne come ce ne sono tante nel mondo, ogni giorno tradite e ferite, non solo nell’orgoglio ma nella carne, da mariti, padri, amici, parenti, credenze religiose e fanatismi politici, da un universo maschile e non solo che le priva dei loro diritti, della loro dignità e libertà e, infine, della loro vita. Serena Dandini è una persona che ho sempre molto ammirato e questo libro, tratto da un progetto teatrale straordinario a cui ha lavorato per oltre un anno, non ha fatto altro che aumentare ancora di più la stima che ho per lei.
Libri acquistati: Sabato non ho comprato nulla, ebbra e soddisfatta di tutti questi incontri.
Giorno 4 – 19/05
Domenica decido di dormire un po’ di più, stremata da una settimana molto faticosa, e mi perdo Gramellini. E vabeh, è andata così, confido di vederlo prima o poi in un’altra occasione. Arrivo, invece, in tempo per vedere Gianni Riotta che presenta il suo libro Il web ci rende liberi?. Gianni Riotta è una professionista competente e preparato e sentirlo parlare è sempre molto interessante. Inoltre, aiutato dal direttore della Stampa Mario Calabresi, è riuscito a intrattenere la platea con molta ironia e trascorrere un’ora in sua compagnia non è stato affatto male. Devo dire però che non ero d’accordo con tutto ciò che ha detto e, in genere ho avuto l’impressione che il suo discorso e, forse, anche il suo libro, siano rivolti a una pubblico appartenente a una generazione sua coetanea, i nostri genitori più o meno, una generazione che ancora vede con qualche dubbio e perplessità il mondo di internet e che tra social media, troll e l’algoritmo di google fa ancora fatica a destreggiarsi. Questo mi ha fatto pensare a quella splendida vignetta di Zero Calcare, I vecchi che usano il pc, che ogni volta che ci penso mi viene da ridere. E proprio Zero Calcare è il secondo ospite che vado ad ascoltare domenica.
Nella Sala Agorà c’è Zero Calcare che risponde alle domande dei fan. Ragazzi giovani, giovanissimi, ma anche diversi adulti, ugualmente incantati dai fumetti e dalla storie di Michele Rech (il vero nome di ZC) che strizzano l’occhio a tutta la nostra cultura pseudo generazionale e non solo. Quello che mi sono trovato davanti era un ragazzo più o meno della mia età che forse non si è ancora abituato del tutto alla sua nuova condizione di fumettista famoso e per questo quando gli fanno una domanda sembra ancora un po’ imbarazzato e intimidito. A me questa cosa ha fatto una tenerezza, anche se credo che Zero sia proprio una forza della natura, nonostante una debolezza di fondo che nasce da un disagio in cui, chi è della mia generazione, riesce a riconoscersi sempre un po’. Adoro le sue strisce e grazie a lui sono riuscita a riavvicinarmi al fumetto. Daje Calcare!
Dopo questo incontro mi lascio trasportare dalla folla. Sabato e domenica sono due giornate folli al Salone, un tripudio di persone di ogni provenienza e genere che si dilagano a macchia nei tre padiglioni del Lingotto. C’è un’aria elettrizzante al Salone, c’è sempre qualcosa da vedere o da scoprire e nonostante io non ami le calche e le sale troppo affollate, riesco comunque a tuffarmi in questo mare di libri e persone. Dopo il girovagare, però, decido di prendermi una pausa e non c’era occasione migliore che una lettura pubblica per i 50 anni dalla scomparsa di Beppe Fenoglio. Al reading hanno partecipato Margherita Fenoglio, figlia dello scrittore, Diego De Silva, Elena Stancanelli, Chiara Valerio, Guido Chiesa, Davide Longo, Gabriele Pedullà , Piero Negri Scaglione e Alessandro Baricco. Era la prima volta che vedevo Baricco dal vivo e considerando che ho praticamente letto quasi tutti i suoi libri, potrete ben immaginare che gioia sia stato per me vederlo sul palco. Devo confessarvi che ascoltare Fenoglio mi ha fatto ricordare di uno dei miei più grandi rimorsi, ovvero di non aver mai letto niente dello scrittore. E domenica pomeriggio mentre ascoltavo le voci dei vari lettori ho avuto l’immediato impulso di leggere La paga del sabato o Una questione privata e anche Il partigiano Johnny. So che posso ancora correre ai ripari ma non averli letti mi fa vergognare un po’. Perché certi autori non andrebbero mai dimenticati.
La giornata di domenica finisce così. Libri acquistati: La storia di una bottega di Amy Levy presso lo stand della regione Umbria, pubblicato dalla Jo March, agenzia di cui vi ho ampiamente parlato; Un polpo alla gola di Zero Calcare; Il canto del cielo di Sebastian Faulks, di cui ho letto ottime recensioni nei blog di alcuni di voi, e Grotesque di Natsuo Kirino, nella mia wish list già da un po’, approfittando degli sconti della Beat.
Giorno 5 – 20/05
Ultimo giorno di Salone. E insieme alla stanchezza, nell’aria si respira un po’ di tristezza, come quella che senti alle feste quando la maggior parte delle persone sono andate via e si è rimasti in pochi. Lunedì mi sono dedicata ad altri acquisti. Sono passata allo stand di una casa editrice conosciuta proprio grazie agli eventi del Salone, La Nuova Frontiera. Non la conoscevo ma pare essere una casa editrice nelle mie corse, dato che hanno tanta letteratura sudamericana contemporanea, da noi spesso poco considerata. Sono stata molto contenta di comprare due dei loro titoli perché è stata la dimostrazione che al Salone, se lo si vive intelligentemente e con un po’ di tempo in più a disposizione, si possono fare delle belle scoperte e allargare le proprie conoscenze.
Sono andata per l’ultima volta nella sala Book of the future per sentire il mio ultimo intervento sui social media del Salone: Casa editrici e social network. Ascolto, engagement, risposta. E il vender libri? Devo dire che è si è trattato di un incontro interessante che ha mostrato con analisi ma anche testimonianze di editori come l’interazione tra case editrici e pubblico attraverso i social network come Facebook e Twitter sia non solo ormai diffusissimo, ma anche in quali modi questa interazione si sviluppi e prenda forma da una casa editrice all’altra e da un sociale all’altro. Non sempre , infatti, a molti “like” in un pagina Facebook corrisponde una uguale relazione con i propri lettori (Mondadori ha molti più follower della Bao publishing ma la Bao ha una maggiore interazione con i suoi) e per questo si creano spesso interazioni a senso unico dove all’ennesimo twitt non c’è alcuna ricezione da parte dei follower e, in senso contrario, a una domanda del pubblico non vi è risposta. Inoltra ci si è domandati se questo dialogo continuo tra editori e pubblico comporti anche un aumento delle vendite e purtroppo questo accade solo in pochissimi casi, mentre per la maggior parte si tratta solo di un sollevare l’attenzione dei follower solo momentaneamente, senza reali ripercussioni sulle vendite. Gli italiani non leggono e questo è un dato di fatto che purtroppo ha continuato a seguirci per tutto il Salone. Cambiare si può solo con un’adeguata educazione non solo al libro e alla lettura ma oggi ci vuole anche un’educazione ai mezzi di comunicazione, in particolare al web e alle sue molteplici risorse.
Pausa pranzo e ci rimettiamo in coda per l’ultimo dei grandi eventi: l’incontro con Giacomo Porretti, il Giacomo del famoso trio comico. Giacomo è al Salone per parlare del suo libro, Alto come un vaso di gerani, e per raccontarci una provincia e un’Italia, quelli della sua infanzia, che oggi non ci sono più. Giacomo narra alcuni episodi della sua vita, come i pomeriggi all’oratorio o i tornei di bocce al Circolo del paese e ci fa rivivere le atmosfere di quei tempi. Calabresi, che gli fa da controparte sul palco, lo invita anche a parlare dei suoi esordi e dell’incontro con Aldo e Giovanni e questa è la molla per una serie di aneddoti spassosi sui suoi colleghi, in particolare Aldo che sembra essere davvero quel personaggio un po’ stralunato che abbiamo sempre visto al cinema o in tv. L’ideale per terminare gli incontri del salone in allegria.
Ma non è finita qui: prima di salutare il Salone del Libro, facciamo un’incursione nella cucina del salone, in Casa Cook Book, uno spazio dedicato all’arte culinaria e ai libri dedicati al cibo e al life style. Qui assistiamo alla lezione di cucina dell’avvocato che più famoso della tv, Tiziana di Masterchef. La vincitrice della seconda stagione dello show ci ha deliziato con una ricetta a suo parere “facile”: anatra con zucca e mostarda su un letto di purea di patate. Tiziana appare essere anche dal vivo l’avvocato autoritario e un po’ supponente che abbiamo visto in tv, ma alla fine riesce a preparare un piatto che il pubblico ha trovato molto gradevole e tutto questo senza sembrare troppo antipatica.
Terminato anche quest’ultimo evento, raggiungiamo l’uscita e ci godiamo un po’ di aria fresca mentre il sole tramonta. Quest’anno il Salone del libro è stato speciale per tante ragioni. Ho potuto viverlo fino in fondo, immergermi in tutte le sue sfumature, scrutarlo da molti angoli e goderne per tutto il tempo che desideravo. Inoltre ho avuto per 5 giorni la fantastica compagnia dei miei compagni e quando questi eventi li si vive in compagnia, tutto acquista un gusto diverso. Cinque giorni di salone ti permettono di scoprire cose nuove, trovare conferme e accettare smentite, avere il tempo di farsi un’idea e magari ricredersi su altre, studiare chi lavora nel campo dell’editoria, capire quali sono le loro idee e anche le loro preoccupazioni, in un periodo di crisi e in un contesto come quello italiano così difficile, sempre, per il mondo editoriale. Probabilmente vivrò altri saloni, ma questo sono sicura rimarrà nella mia memoria come il più memorabile, il Salone con la S maiuscola. Una bellissima esperienza che sono stata davvero fortunata a poter vivere.
Libri acquistati: La casa di Mango Street di Sandra Cisneros, Il bambino pesce di Lucia Puenzo, Tenera è la notte di F.S.Fitzgerald, Una cosa divertente che non farò mai più di D. Foster Wallace
Prima di salutarvi, ricordo che il nuovo tema di Book Blogger May è uscito e lo trovate QUI
A presto!
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Ciao fragolosi!
Quella che vi scrive è una Strawberry allegra, entusiasta e anche un po’ sfinita ma decisa a non mollare fino a lunedì. Quest’anno, infatti, grazie al master che sto frequentando, ho avuto la possibilità di avere l’accredito professionale e di poter quindi godere del Salone per tutti e 5 i giorni dell’evento! Me felice!!!

Ho deciso, quindi, di fare alcuni resoconti del Salone per farvi rivivere l’evento in mia compagnia. Inoltre con questi post rispondo pienamente al quesito di questa settimana per il Book Blogger May.

Questo primo resoconto racconterà i primi due giorni, giovedì e venerdì. Buona lettura!
Giorno uno - 16/05
Io e gli altri miei colleghi arriviamo in quel del Lingotto al mattino e come una scolaresca ci dirigiamo alla biglietteria per gli accrediti professionali. Siamo tutti molto allegri: abbiamo lavorato tanto in queste settimane e 5 giornate da dedicare a libri, incontri e svaghi di vario genere sono proprio quello che ci vuole per rilassarsi e tornare a vivere. Qualche minuto per far capire chi siamo e cosa vogliamo a quelli della biglietteria e, infine, ottenere i famosi accrediti, e siamo dentro. Subito ci sparpagliamo tra la folla, singoli o a gruppi, tutti diretti verso ciò che ci interessa. Il primo incontro a cui voglio partecipare è solo alle 14 così nel frattempo io e qualche collega gironzoliamo per i padiglioni e gli stand. Per me è il terzo anno di Salone eppure sono euforica ed entusiasta come se fosse la prima volta.
Dopo aver girato un po’, guardato qualche novità , fatto un sondaggio, ottenuto una sportina della Kobo e riempiti di carta (volantini, segnalibri, flyer, ecc), mangiamo un boccone e ci dirigiamo verso il primo incontro della giornata.
Con Le Iene termina la prima giornata al Salone. All’uscita io e i miei amici ci siamo diretti al cinema per vedere il Grande Gatsby. Ma questa è un’altra storia e ve la racconterà un’altra volta.
Giorno due – 17/05
Il secondo giorno al Salone del Libro comincia con un incontro professionale dedicato alle figure del traduttore e del revisore. I relatori erano Alessandra Montrucchio (editor Einaudi), Giovanna Granato (traduttrice di Il re pallido di D. F. Wallace), Lorenzo Ribaldi (La Nuova Frontiera) e Gina Maneri (traduttrice di Cicatrici di J. J. Saer) ed è stata davvero una bella chiacchierata. Iniziano Alessandra e Giovanna e ci raccontano della traduzione e revisione dell’ultimo libro di Wallace, Il re pallido. Una vera e propria gestazione che ha visto necessaria e fondamentale l’interazione tra la traduttrice e l’editor.
Un caso, quello di Wallace, fatto di un linguaggio composito e un fraseggio molto particolare, reso ancora più complesso dalla morte dell’autore prima della pubblicazione del romanzo, che è comunque simbolo di come un lavoro isolato come quello del traduttore debba, in realtà , farsi comunicatore e imparare a dialogare con le altre figure che partecipano alla preparazione del libro, in primis il proprio revisore, che non è un controllore ma un collaboratore e un sostegno nell’impresa di rendere al meglio la scrittura altra e rispettare l’autore e il suo stile nel passaggio da una lingua a quella di destinazione. Tesi confermata anche da Gina e Ribaldi che raccontano con simpatia il percorso intrapreso con Cicatrici di Saer, dove il rapporto tra traduttrice e, questa volta, editore deve basarsi anche sulla fiducia che l’editore dà al suo traduttore, una fiducia che si costruisce solo tramite il dialogo tra le due parti e che solo in questo modo porta a ottimi risultati. L’incontro è stata anche l’occasione di conoscere una casa editrice che non conoscevo, La Nuova Frontiera, a cui presto farò una visita nel loro stand.
E poi si fece sera. E che sera! Io e i miei amici siamo andati alla festa organizzata ogni anno dalla casa editrice Minimum fax. Io ero andata anche l’anno scorso ma questa volta è andata benissimo! Abbiamo ballato per tutta la notte, riso e scherzato e ci siamo divertiti tanto. Minimum fax le sa proprio fare le feste!
Libri acquistati: La banda del formaggio di Paolo Nori. Inoltre, grazie al sito 10 righe dai libri, ho potuto partecipare al loro gioco a estrazione per ben due volte e, incredibile ma vero, ho vinto entrambe le estrazioni! Che fortuna! Ho ritirato i premi nei due stand vincitori, Fanucci (La meraviglia delle piccole cose di F. Dawn) e Fazi (Costa occidentale di P. Fox).
Per oggi è tutto. Domani secondo appuntamento con i giorni 3-4-5. Stay tuned!
Per Book Blogger May: perdonate il ritardo. Chi ha partecipato al tema di questa settimana (Libri da Salone), può lasciare il link nell'apposito form qui sotto. Grazie.
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Ciao a tutti! Perdonate l’assenza di questi giorni ma sono stata impegnata tra varie cose, tra cui la visita di una mia amica di Bologna e l’attesa visita al Salone del Libro di Torino. E’ stato un bel weekend e non posso che ritenermi soddisfatta.
Venerdì sera sono andata in stazione a prendere la mia amica fra_pantofolaia arrivata da Bologna. Linguista e con la Spagna nel cuore come me, quest’anno al Salone non poteva mancare: la Spagna con i suoi tanti autori era, infatti, uno dei paesi ospiti del Salone. Il tempo di posare la valigia e siamo andate insieme ad amorcito e altri amici alla incredibile festa di minimum fax. La casa editrice romana anche quest’anno ha organizzato una grande festa in occasione della festa del libro. Doveroso passare alla Società Canottieri Esperia (dove si teneva il party) anche solo per un cocktail e quattro salti in pista. Non sono ose che capitano tutti i giorni…
…dopo una serata frizzante e poche ore di sonno eccoci al Lingotto, sede del Salone. Ora, per gli anni prossimi, vi dò un consiglio: se pensate di venire, prenotate i biglietti! Eviterete file chilometriche sotto il sole cocente, come è capitato a me francesca e amorcito, o sotto la pioggia torrenziale, come per chi è andato al Salone di domenica! Comunque…terminata la fila, finalmente si entra! Prima tappa: il padiglione 1, dove si trovano le piccole case editrice e la sezione dedicata alla musica. Geniali come sempre quelli dello Stand I Libri più piccoli del mondo (sono davvero microscopici!! *_*) e bravissima la pianista che suonava due tastiere contemporaneamente in modo egregio. Dopo questo primo giro si passa alla successiva tappa del giro: il Padiglione 2, regno delle medie e grandi case editrici, che tutti noi conosciamo. Qui si entra nel vivo del Salone. Ci sono tutti, ma proprio tutti. Facciamo un giretto iniziale veloce, passando per Feltrinelli, Einaudi, edizioni e/o, minimum fax, Neri Pozza, Gruppo Mauri Spagnol (Tea, Corbaccio, Longanesi, Garzanti, ecc...) Mondadori (ma io sinceramente non li ho considerati) e tanti altri e poi siamo arrivati a Piazza di Spagna, il grande stand dedicato al paese ospite. Era arrivato il momento del primo incontro della giornata: quello con l’autrice Rosa Montero che presentava la sua nuova uscita per Salani, Lacrime nella pioggia. la scrittrice si dichiara una gran fan della fantascienza alla Blade Runner e tale passione si rivela in questo romanzo dove in una Madrid futuristica si muove la protagonista Bruna, una replicante detective alle prese con un indagine misteriosa sulla morte di altri suoi simili. Devo ammettere che la fantascienza non è il mio genere ma ero curiosa di conoscere e sentire questa scrittrice che spazia tra molti generi mantenendo intatta la sua identità d’autrice.
Dopo la Montero, non c’è un attimo da perdere: si vola in Sala Gialla per un incontro a cui tenevo tanto. Per gli 80 anni della Guanda a festeggiare ci sono 3 autori spagnoli amatissimi: Almudena Grandes, Javier Cercas e Luis Sepulveda. I tre scrittori hanno raccontato il loro rapporto con la casa editrice Guanda, con l’Italia, con il proprio paese e la propria lingua e con i loro libri. Almudena Grandes ci colpisce per le sue parole sui suoi personaggi di carta, sempre restia a lasciarli andare; Javier Cercas ci fa sorridere nel raccontare come da Mr nessuno sia diventato uno scrittore di fama internazionale; Sepulveda non può che incantare la platea, facendo calare un assoluto silenzio, con le sue doti innate di narratore: Luis non parla, ma racconta e ti trascina con sé….
Intanto amorcito tentava di vedere Serena Dandini, che presentava il suo romanzo Grazie per questa volta, non riuscendovi: la Sala Rossa è strapiena e non fanno stare persone in piedi (ma perché?) Peccato non essere riuscita a vederla ma non potevo smaterializzarmi e, in ogni caso non ci saremmo riusciti. Stessa solfa con Fabio Volo, ma un minor rimpianto.
La giornata (ormai quasi serata) è proseguita con un bel giro tra gli stand, tra cui quello del mitico Libraccio dove ci sono mille occasioni tra usati e nuovi fino al 50%, e siamo poi passati nel padiglione 3, tra l’Incubatore (lo spazio dedicato alle case editrici nascenti a cui viene data visibilità ) e gli stand dell’Adelphi e di Sellerio, belli e eleganti, e quelli del Gruppo Rizzoli e di Marsilio, sempre piacevoli. Per farci due risate ci siamo guardati anche il libro di Enzo Miccio sui consigli per un matrimonio perfetto e il libro del mitico Alessandro Borghese…real time ormai ci ha cambiato la vita.
Un passaggio anche allo stand della Romania, altro paese ospite del Salone, davvero ben fatto e molto interessante. Diversi incontri interessanti anche nella sala professionali, dove si parla di doppiaggio e traduzione. C’erano anche quelli della Rai, come sempre, e per un pelo ci siamo persi Dodò! Quanti ricordi…
Dopo una birra ristoratrice, ci siamo diretti verso l’Auditorium per dare un’occhiata alla mostra Torino Città Invisibile, molto carina ma non bella come quella per i 150 anni dell’anno scorso, ma è difficile rimanere sempre su quel livello. Abbiamo atteso anche l’arrivo di Ligabue ma le mandrie impazzite dei fan ci hanno reso possibile partecipare alla presentazione del suo nuovo libro Il rumore dei baci a vuoto…ce ne siamo fatti una ragione.
Ovviamente ho fatto degli acquisti! Ho comprato un libro in lingua di Almudena Grandes presso lo stand della libreria internazionale,uscito quest’anno in Italia con il titolo di Ines e l’allegria. Poi ho acquistato, finalmente, il libro di Gramellini, Fai bei sogni, dopo che l’avete letto tutti ormai, ma non potevo non leggerlo e a quanto pare neanche tutto gli altri, visto che uno degli espositori mi dice, nel prendere la mia copia “ Questa sarà la ventesima volta oggi che riempio questa pila!” Spero davvero non deluda le aspettative…sempre al medesimo stand ho acquistato Romancing Miss Bronte di Juliet Gael, che desideravo da tempo essendo io una grande appassionata delle sorelle Bronte, e La frontiera scomparsa di Luis Sepulveda che non ho trovato in lingua e mi sono accontentata di prendere il libro in italiano. Infine ho comprato Nord e Sud di Elizabeth Gaskell, pubblicato dalla giovanissima casa editrice Jo March, il cui passaparola tra blogger mi aveva molto incuriosito e avendo trovato il loro stand sono stata più che lieta di contribuire alla loro causa, perché spero tanto che continuino a pubblicare tutti qui romanzi di autori del passato che spesso l’editoria italiana non considera minimamente.
Calata la sera, è tempo di far andare via. Quest’anno l’affluenza è stata maggiore dell’anno passato e il caldo ha reso il tutto ancora più sfiancante, tanto che sono stanca ancora oggi. Inoltre c’è come sempre troppo da vedere e da fare ed è impossibile fare tutto e ancora mi pento di non essere riuscita a vedere, ad esempio Geppi Cucciari, Concita di Gregorio o Marco Travaglio, ma tornando a casa non ho potuto reprimere un sorriso di soddisfazione per aver vissuto una così bella giornata, ricca di stimoli e di libri…evviva il Salone.

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