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Una Fragola al Giorno

 

La BBC non ne sbaglia una, a quanto pare, quando si tratta di sceneggiati in costume. Dopo il successo di Downton Abbey, arrivato ormai alla terza stagione in patria mentre la seconda è ora in onda su Rete4, quest’anno l’emittente britannica ha dato il via a una nuova serie, questa volta ambientata in piena epoca vittoriana. Si intitola The Ladies Paradise, meglio conosciuto The Paradise, basato sull’omonimo romanzo di Emile Zola e capace di conquistare il pubblico al punto da assicurarsi già una seconda stagione.

Siamo in una città nel Nord dell’Inghilterra e Denise Lovett è appena giunta dalla campagna inglese per trovare lavoro nel negozio di sartoria dello zio. Ma una brutta sorpresa troverà ad attenderla. Lo zio non può tenerla con sé perché gli affari vanno male. Tutta colpa di The Paradise, il nuovo grande magazzino che Mr Moray ha aperto in Tollgate Street rendendo la vita difficile a tutte le botteghe dei dintorni. Denise è preoccupata per la sorte dello zio e della sua, senza un posto dove andare e senza un lavoro, ma al contempo è affascinata da quel grande negozio, una novità assoluta nella società post rivoluzione industriale dell’epoca, in cui ogni desiderio sembra poter divenire realtà. Denise, ragazza ambiziosa, non ha alcuna esitazione. Entrerà a far parte dello staff di The Paradise, nel reparto abbigliamento femminile gestito dalla rigida Miss Audrey e ben preso si farà notare da tutti per il suo talento negli affari, al punto che Mr Moray la chiamerà “my little champion”. Un futuro pieno di soprese si aprirà davanti all’orizzonte della giovane shopgirl, mentre il mondo intorno a lei cambia alla velocità della luce…

La storia di Denise e di The Paradise conquista fin dal primo momento in cui la giovane campagnola posa lo sguardo sulla scintillante ed elegante facciata del grande magazzino. Subito si è avvolti in un’atmosfera d’altri tempi, in un ritorno a ritroso del tempo che affascina e ci rende subito più sentimentali e propensi a seguire un mondo che oggi ci appare ingenuo eppure così intrigante… I personaggi contribuiscono a creare tali suggestioni. Quello di Denise (Joanna Vanderham) è sicuramente un personaggio straordinario, uno di quelli a cui non ti affezioni subito e proprio per questo riesci ad apprezzarlo meglio. Ambiziosa, intelligente, acuta, perspicace, dotata di ingegno ed eleganza, una ragazza dell’ottocento che appare quanto mai moderna al punto da rispondere, alla collega che le chiede se guarda con occhi adoranti il padrone del The Paradise, nonché suo capo, perché si è innamorata di lui, che in realtà lei lo guarda così non perché vuole sposarlo, bensì perché vuole essere come lui. Non c’è da meravigliarsi se Mr John Moray, proprietario del grande magazzino, appaia soggiogato da Denise fin dal loro primo incontro. Moray (Emun Elliott) è il classico borghese che si è fabbricato da sé la sua fortuna e tenta la scalata societaria per conquistare gradino su gradino una posizione più prestigiosa e degna di rispetto. All’inizio non vi piacerà, con la sua aria da arrivista e da squalo capitalista, pronto a inglobare la via con il suo paradiso per signore, incurante dei poveri piccoli bottegai dalle ormai magre entrate, e la sua fidanzata aristocratica e snob, Katherine Glendenning. Ma John Moray è anche un uomo visionario, con idee provenienti dal futuro e un sogno da realizzare, un vedovo devoto che vive del dolore di una perdita misteriosa e che o affligge, un capo giusto e benevolo che di fronte all’ingegno di una sua commessa non si mostra prepotente ma sta al gioco e accetta consigli per migliorare il suo negozio, tutta la sua vita. Si arriva ad apprezzarlo, l’affascinante Moray, e a tifare per lui e Denise. A mettere pepe all’intera vicenda ci pensa lei, naturalmente, Miss Glendennig, figlia di un lord e pronta a tutto per fare suo Moray. Miss Glendennig è viziata snob e arrogante, eppure non si riesce a odiarla e a tramare contro di lei, perlomeno non da subito. Katherine è tenace e sa quello che vuole, non è affettata o melodrammatica come ci si aspetterebbe dalla unica figlia viziata di un ricco banchiere, e ama in modo incondizionato il suo John, al punto da affrontare vari ostacoli  e accettare le sfide che di volta in volta il suo amato le porrà davanti. Perché conquistare Moray non è cosa semplice… Attorno a loro si muove una compagine di commessi, venditori, banchieri, bottegai, dame, gentiluomini, ragazzini di strada e oscuri figuri come Mr Jonas. Clara, Sam e Pauline sono i compagni ideali per la giornata di lavoro al The Paradise, con le loro vite da working class, i loro passati a volte tristi e difficili, i loro segreti, gli amori nascosti e i pettegolezzi sempre all’ordine del giorno. Miss Audrey (Sarah Lancashire) è invece gloriosa, nel suo essere precisa, rigorosa, un po’ superba ed egocentrica, devota solo al Mr Moray e al suo lavoro, al punto di aver sacrificato l’amore per la sua “carriera”; una donna speciale che nasconde misteri e segreti che lentamente l’arrivo di Denise aiuterà a svelare, mostrandoci il suo lato più umano.

Potrei parlare di The Paradise per ore. Potrei raccontarvi ogni angolo e anfratto del negozio, ogni lacrima o risata dei suoi abitanti, ogni segreto e diceria che in esso si nascondono.  Potrei disquisire di come The Paradise diventi lo specchio di una società dinamica e in continua evoluzione, emblema di quell’era del progresso che allora era nata e in cui tutti credevano ciecamente, un mondo dove tutto pareva possibile e a portata di mano per ogni uomo, purché quest’ultimo volesse davvero cogliere le occasioni che la vita gli offriva. Potrei descrivervi come questa serie penetri nella nostra vita da spettatori seriali lentamente, in modo sottile, con un primo attimo di diffidenza che lascia poi spazio allo splendore di una serie brillante in ogni sua parte, il cui unico neo è l’esser finita troppo presto. Potrei dire questo e molto altro. Ma lascio a voi il piacere di scoprire il resto…

22:02 14 commenti

Ultimo post. Avrei dovuto scriverlo ieri, ma con i festeggiamenti in corso sarebbe stato ardimentoso scrivere qualcosa di sensato, per cui spero mi perdonerete. Ma oggi riesco a tornare da voi. E in questo post di conclusione non posso che ringraziarvi tutti. Non so in quanti siano riusciti ad arrivare ai 25 pensieri ma so per certo che senza di voi questa avventura non sarebbe stata la stessa. Non avrebbe, semplicemente, avuto modo di esistere. In queste settimane l’idea di scrivere dei post dedicati alle feste imminenti e, insieme, la possibilità di leggere i vostri, mi hanno permesso di recuperare una magia che credevo fosse persa. Perché Natale è anche, soprattutto, condivisione e poter condividere con voi l’attesa, i ricordi, gli attimi della vita quotidiana ha conferito a ogni giorno un sapore nuovo e diverso. Un conto alla rovescia simpatico e vivace che mi ha regalato serenità nei giorni che tanto aspettavo. E ora ho un nuovo ricordo natalizio da tramandare…

Siete stati tutti splendidi, sia chi ha aderito attivamente, sia chi ci ha sostenuto dall’esterno e ha letto le nostre parole e commentato. Per voi tutti ho preparato un video ricordo. Ci sono i nomi e le foto di chi mi aveva dato l’adesione nel post di iscrizione, rigorosamente in ordine alfabetico, ma è un video in realtà dedicati a tutti coloro che mi seguono e che spero abbiano apprezzato l’iniziativa. Cliccate sul pacchetto e gustatevelo…

Non mi resta che augurarvi buone feste!

P.S. Un grazie speciale a Silvia di Banana e cioccolato. Il pacchettino è arrivato, è stato scartato e mi ha fatto un piacere immenso! Sei stata dolcissima, ti ringrazio davvero! E, infine, grazie a Vaty…il premio extra è arrivato… un bacino anche a Sofia…Sorriso

16:53 18 commenti

 

So this is Christmas. Il Natale arrivò. C’è chi oggi è frenetico e iperattivo, con i parenti in arrivo nelle nostre case e la tavola da preparare, gli ultimi pacchetti da incartare, il cenone da cucinare. C’è chi invece è tranquillo e rilassato, farà un giro in centro, una visitina a qualche persona cara, ascolterà le carole che si spandono per l’aria lungo le strade della città o, semplicemente, riposerà fino all’ultimo minuto perché lo aspetta una luuunga nottata. C’è chi invece ha già acceso l’albero, ha preso in mano un libro, possibilmente il Canto di Natale di Dickens, si è acciambellato sul divano e vuol passare una vigilia intima e raccolta. E chi invece sta già mandando messaggi, notifiche, tag, chiamate, gif e chi più ne ha più ne metta, a tutto il mondo per raggiungere con i suoi auguri anche l’amico che vive nel Qatar. C’è chi ascolta ininterrottamente All I want for christmas is you di Mariah Carey e chi Christmas Lights dei Coldplay. Chi si prepara alle abbuffate e chi invece ha deciso di contenersi. Chi il pandoro, chi il panettone. Chi l’albero e chi il presepe. E poi ci sono IO, qui, anche oggi, a parlare con voi – ché non mi dimentico mai di voi – e lasciarvi il mio piccolo augurio per questo Natale.

Vi auguro uno splendido Natale, cari amici fragolosi. Che sia il Natale che vi aspettavate o che, anche nella giornata più buia, riusciate a trovare un brillio che vi aiuti a guardare avanti. Che sia un giorno dai bei sentimenti e le buone vibrazioni. Dai sentimenti e affetti sinceri. Di allegria o, semplicemente, serenità. Che sia il vostro Natale, come meglio vi piace. Merry Berry Christmas.

christmas auguri

12:09 28 commenti

 

Ultimo weekend prima di Natale. Anche questa ultima settimana ha rivelato lati piacevoli e inaspettatamente profumati di calore e allegria.

Di sicuro in questo dicembre ricco di sorprese non poteva mancare l’incontro con una di voi. Federica, la mia blogger vicina di frutta, mi aveva detto che stava svolgendo la missione di elfetta per i bambini del Niger in un negozio nel centro di Torino. Immediato è stato il desiderio di rivederla. Io e la ciliegina infatti, ci eravamo incontrate già una volta quasi un anno fa ed era tempo di vedersi di nuovo. Così giovedì, finite le lezioni del master e libera di girare per negozi per gli ultimi regali prima di partire, vado a trovarla. La vedo lì sorridente a fare pacchetti. Mi ha fatto uno strano effetto perché, anche se siamo vicine di blogger da molto, io e le ci siamo viste una sola volta, eppure mentre ci salutavamo è stato come se fossi con una vecchia amica. Ho atteso che lei potesse andare in pausa pranzo e, con un pezzo di farinata e uno di pizza, ci siamo sedute in quel di Piazza Castello e abbiamo chiacchierato allegramente per un po’, raccontandoci novità e parlando della vita da blogger e non. Alla fine ci siamo fatte anche una foto a immortalare il momento e mi sono divertita tanto nel vedere la faccia sorpresa di Fede mentre tiravo fuori dalla borsa il mio iPad. “E questo cos’è?” mi ha detto interdetta. Abbiamo sorriso alla camera e io, dopo un piccolo ritocchino, ho pubblicato la foto su facebook. Il risultato è, ovviamente, positivo. Io e Fede ci siamo ripromesse di vederci e spero tanto sia possibile farlo. Incontrare le amiche blogger fuori da questo mondo virtuale è, lo ripeto, un’esperienza molto particolare e davvero bella, di sicuro da fare appena se ne ha l’opportunità.  Perché in quel momento si ha la sensazione che dietro lo schermo ci sia davvero qualcuno con noi e non siano solo tutte parole scritte al vento. I blog fanno incontrare persone. E in un natale magico come quello che voglio vivere quest’anno, tale magia non potevo non considerarla. Gli auguri a Federica erano d’obbligo e sono stati anche il mio saluto finale per quest’anno a una città come Torino, che mi si sta rivelando piano piano e che, incredibile a dirsi, è capace persino di farmi dei doni…ci rivediamo a gennaio…

E invece venerdì era il giorno della partenza. Valigie nel bagagliaio, amorcito alla guida e io al suo fianco a scegliere musica e stazione radio e a tenermi aggiornata sul mondo tramite l’iPad (Santo iPad meno male che ci sei tu!). Si rotola verso sud. Ma il viaggio è lungo, la noia è dietro l’angolo e, quindi, cosa c’è di meglio per tenere su il morale se non sentirsi dire: “Che ne dici se ci fermiamo al Fidenza Village (outlet fichissimo vicino Piacenza) e prendiamo il tuo regalo di Natale?” Oh che bello!!! Devo confidarvi che ero alquanto sorpresa, perché quest’anno non mi aspettavo il regalo. Da luglio fino a pochi giorni fa amorcito mi ha riempito di regali e pensieri e io credevo di star “scontando” ancora l’iPad da quest’estate, un regalo non certo da poco. Così quando mi ha detto quella frase, per un attimo non ci ho creduto. Poi mi sono sentita un po’ in colpa perché io, al contrario suo, gli faccio pochi regali, ma è anche vero che le mie finanze non sono come le sue. Beh, in ogni caso non potevo dirgli che non volevo nessun regalo. Lui era già al casello in procinto di dirigersi verso il posto! Ho accettato con gioia ma ho cercato anche di non fargli spendere troppi soldi. Mi sono fatta comprare una borsa da Coccinelle, che di borse una donna non ne ha mai abbastanza. Il viaggio, lo ammetto, è proseguito con tutto un altro umore!

Abbiamo viaggiato scendendo lungo lo stivale. Superato case, paesini sui monti e città sul mare. Ho sbirciato nelle auto vicine, nelle finestre della gente. Ho osservato palazzi, edifici, stabilimenti, centri commerciali, pieni di luci e vite, persone come formiche che si muovono frenetici verso la propria destinazione. Ogni anno di questo periodo assisto a questo turbinio di movimenti mentre io stessa sono in viaggio. A farci compagnia le luci. Di ogni tipo. Dai fanali delle auto alle luci nelle case degli altri. E poi loro, le luci di natale, che si snodano da nord e sud  e sembrano ammiccare verso di me perché sanno. Sanno che in ogni finestra, casa, parcheggio, autogrill io cerco una cosa sola. La mia casa e la mia famiglia. Che si avvicinano sempre di più e lo sentiamo e l’elettricità sale, l’allegria pure, mentre seguiamo questa scia di luce. Un cordone luminoso che ci fa da guida fino alla tanto agognata destinazione. E sono sempre delle luci a darti il benvenuto a casa, mentre tutti corrono ad abbracciarti: le luci dell’albero di Natale che hai tanto sognato di rivedere perché solo con lui – solo con loro - è davvero Natale. There’s no place like home. Sono a casa. Sono felice.

01:23 10 commenti

Con immenso ritardo, e spero lei mi perdonerà, rispondo al tag di Kedi e rispondo a un piccolo questionario sui regali di natale…le't’s start!

1) Qual è il primo regalo di Natale di cui hai memoria?

Non ho una grandissima memoria di quando ero bambina. Provo a ricordare  e mi vengono in mente moltissimi momenti del Natale da piccola: i preparativi per la cena del 24 e il pranzo del 25, i parenti riuniti a tavola, noi cugini che giochiamo elettrici, impazienti e in fervente attesa dell’arrivo di Babbo Natale e poi mio zio che, ogni anno, fingeva un attacco di stanchezza o anche peggio (tipo luce in bagno, per intenderci) si travestiva e faceva il Babbo natale per tutti noi, i mille doni e regali che scartavamo come se non ci bastassero mai e la mattina del 25 trascorsa a giocare e “provare” i regali di tutti. Che bel periodo… In ogni caso. Il regalo che forse ricordo meglio è la casa di Barbie, da bambina media qual ero. Il sogno della mia vita fino ad allora, con tanto di ascensore. Quanto ho amato quella casa lo so solo io… e anche mia sorella visto che quasi la distrusse!

2) Qual è stato l’ultimo regalo di Natale che hai ricevuto?

A Natale scorso? Non ne ho proprio idea… credo, se le ore valgono, sia stato il regalo di amorcito, che me lo diede solo il giorno dopo, ovvero una bellissima teiera in ghisa accompagnata da due deliziose tazze con tanto di piattino e una selezione di gustosissimi tè sfusi, verdi e neri aromatizzati. Adoro…

3) Qual è stato il regalo di Natale desiderato e mai ricevuto?

Da bambina sono quasi sicura di aver desiderato ardentemente sia Il dolce forno che il Pisolone ma non sono mai arrivati… pazienza. Da grande ho sempre desiderato che la gente non impazzisse per comprarmi regali e poi non regalarmi quello che voglio sempre, tutto l’anno: libri. O un viaggio intorno al mondo.

4)Qual è stato il regalo di Natale più bello in assoluto?

Quando amorcito mi ha detto per la prima volta “Ti amo”. Si è stato proprio a Natale…

5) Qual è stato il regalo di Natale più brutto in assoluto?

Nessuno, almeno che io ricordi. Da piccola non apprezzavo però che mi si regalassero soldi (i parenti meno fantasiosi di solito lo fanno) invece di giocattoli. Ora, ovviamente, sono del parere contrario ma a trovarli ancora ‘sti regali…

6) Qual è stato il Natale più felice?

Dopo quelli splendidi da bambina, è diventando sempre più difficile ripetere la magia. Si cresce e il mondo attorno a noi cambia e diventa più difficile e ambiguo… io ci provo sempre, però, a vivere questo periodo felicemente e quest’anno spero sia proprio questo il Natale più felice: la vita mi sta sorridendo, nonostante tutto, e io ho deciso di aprirmi al mondo e di raccogliere ogni attimo di felicità che mi veniva offerta. Forse sogno ed esagero, ma questo Natale mi sento viva e non potevo chiedere di meglio…

7) Qual è stato il Natale più triste?

Quello dell’anno scorso. Ho vissuto un periodo triste, buio, incerto e infelice. Non sapevo cosa fare della mia vita e tutto mi appariva sotto una pessima luce. Per me che amo il Natale non essere capace di sorridere neanche alla vigilia è stata quasi una tragedia…

8) Qual è stato il regalo di Natale più inaspettato?

Partendo dal presupposto che i regali praticamente me li scelgo da sola perché sono facile da individuare nei gusti e non faccio mai mistero di ciò che mi piace, il regalo che non mi sarei mai aspettata è stato di sicuro quello della mia amica in quel lontano Natale del 2006 di cui vi ho parlato QUI; inoltre vi è la guida Lonely Planet sulla Spagna regalatami dalla mia migliore amica prima di partire insieme alla volta di Granada e, infine, il regalo di una di voi blogger che mi sta aspettando a casa pronto per essere scartato ( e di cui vi parlerò a tempo debito…). Grazie!

9) Qual è il regalo che hai fatto di cui vai più fiera?

Non ricordo. Di sicuro fui molto fiera di me quando decisi di fare un pensierino a tutte le mie compagne di uni per ringraziarle della compagnia. Una tradizione che poi ho traslato sulle mie coinquiline e che ho sempre amato. Adoro fare regali, anche piccoli, mi fa stare bene e spero che quei pensieri trasmettano il mio affetto verso le persone a cui li dono e che magari non sono capace di dimostrare al meglio in altor modo.

10) Quale regalo vorresti ricevere per questo Natale?

Quello che sto vivendo è un periodo pieno di sorprese, conoscenze, amici e allegria. Sto bene e direi quindi che per questo Natale il regalo l’ho già ricevuto…

20:11 15 commenti

 

top ten tuesday

Top Ten Tuesday è una rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish. Ogni settimana viene postato un nuovo tema o argomento su cui stilare una lista di 10 titoli. Ho deciso di non farne una rubrica settimanale anche qui sul mio blog, ma di aggiornarla occasionalmente quando riterrò la Top Ten della settimana di mio interesse.

 
 
Salve gente! Questo periodo non è solo un periodo di feste, ma  anche quello in cui si tirano le somme e si fa una sorta di recap dell’anno che sta per giungere a termine. Anzi, direi che fare bilanci è parte integrante del periodo delle feste, come se archiviassimo il passato per affrontare più leggeri il nuovo anno. Non poteva, dunque, mancare questa top che elenca i dieci titoli che mi sono piaciuti in questo 2012.
 
Top Ten Favourite Books of 2012
(I 10 libri preferiti del 2012)
Partendo da gennaio:
 
1. Il cavaliere di inverno di P. Simons. Un libro che mi si p rivelato mentre lo leggevo. Credevo di trovare qualcosa e ne ho trovata un’altra. Di sicuro un’ottima lettura per iniziare l‘anno.
 
2. La voz Dormida (Le ragazze di Ventas) di D. Chacon. Una storia straordinaria, forte, terribile e allo stesso tempo commovente e bellissima. Un racconto al femminile su uno dei periodi più bui della storia spagnola…
 
3. 1Q84 (Libri 1 e 2) di H. Murakami. Il mio Murakami non può mancare mai. Un libro atteso, attesissimo, che non ha mancato di ripagarmi ampiamente. Ora ho il libro 3 che mi aspetta…non vedo l’ora!
 
4. Dieci piccoli indiani di A. Christie. Un gioiellino nonché capolavoro. Non leggerlo sarebbe un crimine!
 
5. Fai bei sogni di M. Gramellini. Pur essendo un best seller si tratta di un libro non affatto scontato. La storia di Gramellini ci viene proposta in modo sincero e al contempo accattivante e la commozione è inevitabile…
 
6. Mare al mattino di M. Mazzantini. Una riconciliazione con una scrittrice che non leggevo da tempo e mi sono ricordata di amare…non sempre, ma in varie occasioni…
 
7. Non lasciarmi di K. Ishiguro. Un libro che mi ha sconvolto con un turbine di sensazioni e pensieri su un mondo che non vorrei mai vedere…Ishiguro ci rende partecipi di un incubo e lo fa toccando le corde più sensibili del nostro animo e ci racconta una storia d’amore e di dolore difficile da dimenticare…
 
8. Nessun Dove di N. Gaiman. Che incredibile scoperta! Mai pensato che il fantasy potesse conquistarmi così tanto! Un libro divertente e mai banale, che ti lascia con la voglia di seguire Richard per la mitica Londra sotto…
 
9. Dracula di B. Stoker. Il Vampiro. Punto.
 
10. The Help di K. Stockett. Una lettura molto piacevole, tra le mie preferite di quest’anno perché fatta in compagnia vostra durante il nostro GdL. Una bellissima esperienza…
 

Alla prossima top!

00:53 23 commenti

 

Ormai non manca più tanto. L’aria è già carica di quell’elettricità e adrenalina che derivano da molteplici fattori: arrivano le vacanze (ma arrivano davvero? sembrano lontanissime), come sopportare il parente prossimo a tavola il venticinque, hai ancora tutta al lista regali inevasa e non hai il tempo materiale per farli, ma sei sicuro che l’albero regge o l’abbiamo caricato troppo, pandoro o panettone, io non sarò mai brava come Csaba su Real Time a conciare tutto per le feste e poi mi ripeti che facciamo a capodanno che mi avvantaggio…

Ma questo, dicevamo doveva essere un post allegro. E a ben pensarci questi pensieri non sono così terribili e fanno parte di quella articolata, incoerente, frizzante, scoppiettante atmosfera che regna in questi ultimi giorni prima del Gran Giorno.

Io, ovviamente, regali ancora non ne ho fatti e dovrò sbrigarmi al più presto. In compenso li faccio a me stessa, ché coccolarmi mi piace sempre.

Così mi sono regalata l’ennesima mostra. Quella di Picasso a Palazzo Reale in quel di Milano. Come è andata la mostra ve lo dirò a tempo debito in un post adeguato, ma intanto posso assicurarvi che è stata una splendida giornata. La mostra infatti non è stata che l’occasione per vedere un’amica che non incontravo da tempo. Anche questa volta, quindi, una bella reunion. Vi ho un po’ ammorbato con questa storia di incontri e carambate varie, ma se c’è una cosa che questo ultimo mese dell’anno mi sta regalando è soprattutto tanto calore umano e amicizia, nonché il tempo per coltivare entrambe le cose. Beh, tanto tempo non proprio, ma se si considera che anche al master sono a contatto con bella gente e sto conoscendo persone nuove, in fono il tempo per interagire con il mondo si spreca.

Incontrare la cara Luis, che mi segue silenziosa da sempre su questo blog e che ringrazio per tenermi sempre in considerazione e per le cose carine che ha detto oggi su questo spazio e sul mio lavoro qui (grazie, sei stata dolcissima!), era un desiderio che avevo da quando mi sono trasferita qui a Torino, ma per una cosa o l’altra abbiamo sempre rimandato. Arrivati alla soglie della fine di questo anno non potevo rimandare oltre. Si va allora  a Milano!

Il risultato è stato piacevolissimo. Passeggiare e chiacchierare per le strade di una città a me sconosciuta mi ha elettrizzato, come mi ha entusiasmato visitare una nuova mostra, e fare tutto ciò con una persona con cui condivido varie cose, non ultimo l’amore per la lettura e i libri, dei quali potremmo parlare per ore, ha reso la giornata magica. Infine c’era anche la neve – ormai più ghiaccio a dir la verità ma noi non ci lamentiamo… cosa desiderare di più?

Ma la giornata mi ha donato anche altro. In quel di Porta Susa attendo il treno per Milano e, mentre penso bellamente ai fatti miei, ecco che mi trovo davanti una faccia familiare! Ancora un’amica, anche lei non incontrata da oltre un anno. “E cosa ci fai qui a Torino?” Abbiamo preso il treno insieme e chiacchierato per tutto il tragitto. Si è parlato di noi, del passato, dei vecchi amici in quel di Bologna, del futuro, delle prospettive, delle speranze e delle paure e si è riso e scherzato, tornando un po’ come quelle matricole che eravamo nella giungla universitaria quando ci incontrammo per la prima volta… Sono, questi, attimi inaspettati che ti riempiono di gioia. Chissà quando avrei rivisto Annina se il caso non avesse voluto farci incontrare in una fredda mattina invernale a ridosso della festa che amo di più? Comincio a credere che Babbo Natale esista e mi ascolti… beh, se è così, grazie per questo splendido incontro.

Cos’altro potevo regalarmi? Un weekend sereno con gli amici, arrivati dritti dritti da Bologna per passare il tempo con me e amorcito. Per due giorni ho avuto 3 simpatici cavalieri (considerando anche amorcito) a proteggermi a farmi divertire mentre andavamo a spasso per la città. C’è stato un momento di panico quando ho avuto la brillante idea di andare con tre uomini a comprare delle semplici cuffie per ascoltare della semplice musica sperando in un loro consiglio e trovandomi immischiata nella più assurda disquisizione su quale marca e frequenza e checavolonesoio scegliere, ma alla fine ne sono uscita vincitrice e siamo tornati tranquilli e sereni. Uomini e tecnologia, niente di più complicato!

Che altro? Una piccola “cena natalizia” in compagnia dei miei nuovi compagni di corso. Non eravamo tutti, ma chi c’era ha contribuito a rendere la serata molto piacevole. Conoscere persone nuove mi esalta e mi fa sentire viva. Loro poi sono fantastici e per il momento si va tutti molto d’accordo. Ho persino un compagno di banco preferito, un povero martire che mi sopporta nei miei vaneggiamenti, proprio come ai tempi del liceo. Sì, sto regredendo a livelli osceni…

Che era un periodo positivo per le relazioni interpersonali si era capito, vero?

In tutto questo turbinio di eventi e cose da fare e gente da vedere, ho finalmente deciso cosa regalare per Natale ad amorcito. foto (5)Lui è il classico tipo che sembra avere tutto e non desiderare nulla. “Cosa vuoi tesoro? Boh!” Che nervoso! Così alla fine gli faccio un regalo che è anche un auto-regalo: prendo due biglietti per il concerto di Ludovico Einaudi qui a Torino l’undici febbraio. Einaudi è un compositore che amiamo molto entrambi e mi è parsa essere la soluzione a ogni male. Già non sto nella pelle…

Infine, per chiudere in bellezza, anche quest’anno in stazione è tornato l’albero dei desideri. L’ho visto a Milano Centrale per primo e l’ho fotografato, ma ce n’è uno anche a Torino Porta Nuova proprio come lo scorso anno. Vedere tutti questi bigliettini con gli auguri e i desideri delle persone di passaggio tra una viaggio e un ritorno mi affascina ogni volta e non perde mai il suo incanto. Avrei voluto anche io lasciare il mio di bigliettino. Cosa ci avrei scritto? Qualcosa del tipo:

“Caro Natale, insegnaci ad apprezzare ciò che abbiamo, a vivere la vita con slancio e senza timori, ad amare e aprirci a chi ci sta attorno, ad avere fiducia e coraggio e, se tutto sembra grigio, racchiudi nel nostro cuore una piccola luce, come un torcia per le emergenze, in modo da poterla accendere e guardare negli di chi ci sta di fronte ciò che ci sarà nei nostri: speranza…”

 

01:39 24 commenti

Anche la quotidianità può portare pensieri natalizi e affettuosi.

Questa mattina mi stavo preparando in tutta fretta. Prendo un maglione di H&M che ho dal 2006 e, strano a dirsi, non si è ancora autodistrutto come fa tutto quello che H&M vende dopo pochi mesi. E’ uno dei miei preferiti e forse è questo il motivo del suo preservarsi nel mio armadio. A ogni modo, lo indosso in tutta fretta e le mie dita percorrono una strana protuberanza. E’ una spilla di pannolenci a forma di fiore. E’ praticamente attaccata a questo maglione da tempo immemore. Si trova lì da quando me la regalarono. Un regalo di un natale ormai molto lontano donatomi da una vecchia amica di università. Ricordo quell’anno di aver fatto die piccoli regalini per le mie compagne di corso e studio preferite, quelle con cui mi vedevo più spesso e che poi sarebbero divenute le mie più care amiche. Non mi aspettavo nulla in cambio, volevo solo provare il piacere di far loro quel piccolo pensiero per ringraziarle dello splendido periodo che stavamo trascorrendo insieme. Così fu una sorpresa per me vedere arrivare questa ragazza trafelata verso di me mentre stavo per entrare in aula per l’ultima lezione prima delle vacanze di natale. “Questo è per te. L’ho vista e ti ho pensata…non potevo non prendertela.” Rimasi di stucco e ne fui davvero contenta. Ancora adesso se ci penso provo quel calore al petto che nasce solo quando qualcosa fa breccia nel tuo cuore. Ho messo la spilla sul mio maglione nuovo quello stesso pomeriggio. E da allora non l’ho mai più tolta… Con questa ragazza ora non mi sento più da un paio d’anni. E’ successo qualcosa in lei, si è sentita in qualche modo esclusa dal giro e ha preferito prendere un’altra strada. La vita, insomma. Ultimamente ho saputo che si è, infine, laureata, lavora, ha un fidanzato ed è felice. E io non potrei augurarle di meglio.

Uscita di casa, corro a prendere la metro. Piena, pienissima, esplode. Mi faccio le mie fermate come una sardina fino a che non vengo espulsa dal vagone. Sono di umore pessimo e sto per andare a una lezione con una professoressa che non mi fa impazzire, anzi mi mette ansia. Insomma attenti che mordo. E allora cosa succede? Sento nell’aria una delle mie canzoni natalizie preferite. Have yourself a merry little Christmas. Quasi non ci credo. Che volete farci sono una sentimentale. E’ bastato sentire quelle note per rimettermi in pace con il mondo. E poi all’uscita incontro questa simpatica renna. Che il natale sia con me…

E poi ancora tanta amicizia. Questa sera, dopo molti mesi, ho rivisto una delle mie coinquiline storiche, nonché grande amica. Incontrarsi qui e trascorrere qualche ora insieme, raccontarci le nostre vite davanti a una cioccolata calda, ravvisarci sulle vite di tutti quelli che conosciamo, parlare dei nostri rispettivi boy, scherzare e ricordare gli anni di vita insieme passati, i vecchi tempi, mentre si passeggia lungo strade in festa, mi ha fatto un gran bene. Questo dicembre si sta rivelando un gran mese, pieno di nuovi incontri e piacevoli ritorni. Passare del tempo con la mia Giulietta ora, qui, durane il periodo natalizio è stato uno splendido regalo. Quasi mi commuovo se ci penso. E mi rendo conto di essere una persona fortunata ad avere tutta questa gente sparsa nel mondo che mi vuole bene…

Non so se mi sono completamente rincretinita a furia di parlare del Natale, ma io in questo periodo non riesco a essere triste un solo momento e vedo gioia, festa, allegria, calore e amore da tutte le parti. Sarà che forse quando sei aperto alle belle cose, queste semplicemente accadono…

E adesso nevica, please, e dammi un bianco natale…

01:02 24 commenti

Recommend A

Recommend A… è una rubrica ideata dal blog Chick Loves Lit e consiste nel “raccomandare” un libro seguendo le indicazioni date di settimana in settimana. Su questo blog la rubrica non avrà cadenza fissa e, quando ci sarà, verrà pubblicata di Lunedì.

Si, lo so, sono in ritardo di un giorno. Ma voi mi perdonerete vero?

Questa settimana il tema era troppo festoso per lasciarselo sfuggire. La “raccomandazione” di oggi è:

fraserecommend

La scelta, in effetti non è delle più semplici. Ho deciso quindi di proporre titoli a cui sono molto affezionata e che per qualche motivo associo al Natale.

Piccole Donne di L. M. Alcott. Uno dei libri caposaldo della mia educazione letteraria da bambina. Una storia splendida che associo al Natale di sicuro perché tale festività è tra i momenti più belli del libro e poi perché il film lo passano sempre in questo periodo!

 

Le quattro sorelle March - la giudiziosa Meg, l'impertinente Jo, la dolce Beth, la vanitosa Amy -si preparano alla vita vivendo sogni e speranze dell'adolescenza sullo sfondo dell'America scossa dalla guerra di Secessione. È sufficiente la prima pagina di "Piccole donne" per immettere il lettore nell'atmosfera casalinga di casa March: il chiacchiericcio fitto delle sorelle, gli echi di un mondo che fuori è pieno di gioia, le evasioni nel sogno. Pagina dopo pagina seguiamo con trepidazione i sogni delle quattro giovani adoloscenti, i loro capricci, i loro slanci, le loro vittorie, le loro amicizie, le loro difficoltà, che Louisa May Alcott ci presenta con un'analisi psicologica così penetrante che ancora oggi sentiamo attuali. Allora entriamo in casa March, sediamoci accanto al caminetto e viviamo insieme a loro questo anno fantastico ricco di strabilianti sorprese... Introduzione di Stefania Bertola.

 

Altro libro immancabile è Canto di Natale di C. Dickens. Un classico che più natalizio non si può!

 

Ebenezer Scrooge, arido e spilorcio finanziere londinese, odia il Natale. Lo considera - anzi - tempo perso, e un ostacolo al proprio arricchimento. Ma la notte della Vigilia, dopo una giornata passata alla scrivania senza nulla concedere all'atmosfera festosa che lo circonda, riceve la visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. Nel corso di un fantastico viaggio che farà rivivere a Scrooge tutte le tappe della propria vita e intravedere un ben misero futuro, gli spiriti riusciranno ad aprire i suoi occhi a sentimenti di generosità e amore. Il Canto di Natale non è però solo una favola a lieto fine. È anche uno degli esempi meglio riusciti di critica sociale di Dickens, oltre che una delle più famose e commoventi storie sul Natale.

 

Infine un libro che apparentemente non c’entra niente con le feste ma che ho sempre letto in quel periodo regalando all’atmosfera, se è possibile, ancora più magia: Harry Potter e i doni della morte di J. K. Rowling.

"Mi apro alla chiusura": è uno dei tanti enigmi lasciati da Silente con cui Harry Potter deve confrontarsi in questo ultimo, settimo libro. E la saga stessa, giunta alla sua conclusione, si apre a sorpresa su nuovi mondi, nel passato e nel futuro: getta la luce della meraviglia su dettagli, personaggi ed eventi che sembravano già noti, rivelandone segreti e significati profondi. Insieme a Harry, nella sua disperata ricerca della verità, un caleidoscopio di avventure apparentemente già vissute, piccoli fatti e grandi eventi, seguendo il filo della consapevolezza che si dipana e si acuisce in un crescendo di emozioni, colpi di scena, perdite e conquiste. La conclusione, piena di luce e vapore, sembra indurre a rileggere tutto dall'inizio, per arrivare a chiudere il cerchio. Mai gli interrogativi sono stati così tanti; mai come in questo ultimo volume si ha la piena soddisfazione di una risposta che vada oltre l'apparenza; mai come in questo episodio l'autrice dimostra la sua capacità di sorprendere i lettori, di alimentare un fuoco d'artificio che non cessa di ammaliare il lettore.

 

Ok. Sembra tutta letteratura per l’infanzia. Ma pensateci bene: il Natale non è uno dei periodi più belli vissuti quando eravamo piccini? E quanto appariva magico e incantato? Ecco, questi libri servono a ricordarci il nostro bambino interiore. Perché rileggendoli vi ritroviamo lo stesso incanto che provavamo da bambini. Le letture ideali per un Natale più semplice e spensierato, che emani magia, stupore e tanta dolcezza…

21:28 22 commenti

 

Dicono che le festività si debbano trascorrere con le persone che si amano. Io e amorcito non ce lo siamo fatto ripetere due volte.

Complice la laurea di una nostra amica, siamo partiti alla volta di Bologna. Again. Amorcito mancava dal capoluogo emiliano ormai da molti mesi, io da una settimana sola, ma non mi è dispiaciuto affatto tornarci ancora una volta, anche perché chissà quando riuscirò ad andarvi ancora.

Sono stati due giorni di festa in tutti i sensi. Festa di laurea e 8 Dicembre, nonché festa nel senso più gioioso del termine, con l’allegria tipica di chi si rivede dopo un lungo periodo di assenza e scopre intatto il proprio affetto.

Essere tutti insieme ancora una volta è stato speciale e sempre bello, nonostante il tempo che passa e la vita che scorre. Per chi ha studiato fuori sede, gli amici che si conoscono in quegli anni universitari diventano inevitabilmente una seconda famiglia con la quale confidarsi, scherzare e dalla quale rifugiarsi nei momenti di bisogno. Una piccola famiglia dai mille difetti ma anche dagli enormi pregi che non potrai mai dimenticare e per la quale il cuore si riscalderà ogni volta che vi tornerai con il pensiero…

In un periodo in cui vivo e sperimento cose e persone nuove, avere un festa per ritornare dagli amici di sempre è stata una splendida fortuna. E a rendere tutto più suggestiva, il viaggio è stato accompagnato da paesaggi innevati e un freddo frizzante che ci ricorda il Natale ormai davvero dietro l’angolo… Con tale atmosfera e tale compagnia come si fa a non sentirsi felici?

Dopo un pranzo luculliano tutti insieme appassionatamente, come da miglior tradizione, io e amorcito abbiamo dovuto riprendere la strada del ritorno e un po’ di malinconia è inevitabilmente scesa lungo l’autostrada che ci riportava sempre più a Nord. Ma comincia una nuova settimana e sono sicura sarà ricca di eventi e nuove emozioni…positivismo a gogò, gente!

E per non farmi mancare nulla, anche se qui non abbiamo un albero da addobbare, ho deciso di dare un tocco natalizio anche all casa con qualche decorazione dolce e coccolosa… magari in questo modo amorcito smetterà di fare il Grinch? Vedremo… It’s beginning to look a lot like Christmas…comincia davvero a sembrare Natale…

 

23:03 21 commenti
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