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Una Fragola al Giorno

Fragolosi!

Questa volta la rubrica cinefila è dedicata a un “filmone”, una pellicola che non potevo perdermi – il giorno dell’uscita nelle sale sono andata con tutti i miei amichetti di corso a vederlo, non potevamo aspettare oltre – e sono contenta di poterla commentare con voi. Si parla di Tarantino e dell’attesissimo Django Unchained.

Layout 1

 

 

Titolo: Django Unchained

Anno: 2012

Paese: USA

Regia: Quentin Tarantino

Cast: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo Di Caprio, Samuel L. Jackson, Kerry Washington

 

 

 

 

 

Da dove cominciare. Mi rendo sempre più conto di quanto sia difficile parlare di un film quando questo ci è piaciuto tanto piuttosto che nei casi in cui siamo rimasti delusi. Davvero non so come partire in questa che, vi avverto, sarà l’ennesima recensione-elogio a un film di cui si è parlato tanto, vero e proprio evento cinematografico di inizio 2013.

Ma procediamo con ordine. Django Unchained è il sogno di Tarantino diventato realtà. Dopo anni passati a guardare spaghetti western e B movie, il regista di Pulp Fiction ha finalmente realizzato la sua versione del western. E che western. In un omaggio al Django del 1966 del regista Sergio Corbucci e a tutta la tradizione del western italiano, Tarantino mette in scena l’incredibile storia di Django, uno schiavo liberato da un cacciatore di taglie, il Dr Shultz, che intraprende insieme al nuovo compagno di avventure il suo piano di vendetta per liberare la moglie, schiava del ricco latifondista Calvin Candie. Sarà questa impresa a dargli il titolo di “pistola più veloce del Sud”.

Con questo film Tarantino torna alla Storia, dopo Bastardi Senza Gloria, in una visione come sempre molto personale della schiavitù in America nel periodo che precede la guerra di Secessione e Lincoln. Sia chiaro, Quentin non travisa né inganna, i fatti ci sono, ma la sua Storia non potrà mai essere quella precisa e rigorosa che trovate nei classici film a sfondo storico. Accusato ingiustamente di razzismo  da un fin troppo polemico Spike Lee, il film tratta tematiche importanti senza anacronismi o giudizi di sorta, con una cifra stilistica difficile da confondere, sebbene questo sia forse la pellicola con meno Tarantino dentro. La storia è piuttosto lineare e il nostro qui si è decisamente limitato nell’introdurre flashback o diversioni dell’andamento narrativo, in un tentativo di dare al film un’impronta classica. Che poi è classica alla Tarantino ed è tutto dire.

E poi parliamo di loro. Jamie Foxx redivivo dà il volto a Django “la D è muta” e lo fa davvero bene, calandosi perfettamente nella parte e anche nei vestiti di Prince già che c’era. Ma l’interpretazione che più ammalia è quella di Christoph Waltz alias il Dr Shultz. Straordinario in ogni suo gesto, posa, parola (ce lo ricorderemo di sicuro mentre si liscia quei bei baffoni). La parte gli calza come un guanto o forse è Waltz la seconda pelle di un personaggio incredibile come Shultz, fuori come un balcone, che l’attore rende davvero memorabile e iconico – se ne sono accorti anche quelli del Golden Globe dato che gliene hanno assegnato uno. Anche Samuel L. Jackson non si fa pregare nella parte del capo della servitù Stephen, come di certo non delude Leo Di Caprio che – oh! – non so voi, ma a me pare che più passano gli anni più diventa bravo (e bravo lo è sempre stato). Un duo a dir poco esilarante e ottimamente riuscito, d’altronde si parla di pezzi grossi.

Con un cast del genere e un regista come Tarantino era impossibile che il film non fosse intriso di scene clamorose e momenti indimenticabili. Non voglio raccontarvele per non rovinarvi la sorpresa, ma il genio di Quentin sprizza davvero da ogni frame e a chi dice che è alcune parti sono un po’ troppo violente rispondo con una risata e un invito a rivedersi la filmografia del regista, e inoltre rilancio con due momenti: la scena del “sangue sul cotone”, quando Shultz uccide uno dei tra banditi di cui era sulle tracce mentre quest’ultimo scappa a cavallo, immagine dalla scomoda bellezza che mi ha letteralmente stregato,djangounchained e la divertentissima parte del Ku Klux Klan e i loro cappucci bianchi, dove ho riso come una matta per quasi dieci minuti senza riuscire a smettere. Perché, nonostante le scene splatter e i momenti di tensione che ci ricordano le tragedie di un popolo schiavo, come sempre Tarantino non tralascia i momenti di humour tra il non sense e il naif senza però perdere arguzia e genialità. Il finale non è certo una sorpresa ma ciononostante la tensione è assicurata, grazie a un ritmo cadenzato in cui ogni passo, parola e sguardo pesano come i ticchettii di una bomba a orologeria. Per non farsi mancare nulla, negli ultimi minuti del film compare anche Quentin, con un cammeo che ci conferma quanto la sua bravura come regista non si accompagni a una buona recitazione, ma che di sicuro è riuscito a strapparci un sorriso.

Insomma, lo avrete capito, Django Unchained è una bomba e trascende da ogni genere voi vogliate o crediate di incanalarlo. E va visto, è cosa certa. E pazienza se il brano firmato da Morricone e Elisa non sia poi un granché. #siamoonesti. Per il resto Tarantino è riuscito ancora una volta dove molti altri registi spesso falliscono: a non farci annoiare mai e farsi amare sempre di più.

Voto: 9 (semplicemente grandioso)

Questa sera niente popcorn: il riepilogo

Ecco il breve riassuntino dei fil visti negli ultimi tempi che ho debitamente schedato su Questa sera niente popcorn.

The Help. 8. Visto in seguito al GdL del Book Club. Bel film, con picchi di commozione al punto giusto. Paradossalmente mi ha emozionato più del libro, forse perché vedere quelle scene e non solo immaginarle ha un impatto diverso e molto più forte. in ogni caso una buonissima visione.

Julie&Julia. 7. Film curioso. A tratti poso esaltante, la storia è però buona e genuina. Piacevole visione casalinga.

Beyond the Sea. 7. E chi sapeva chi fosse Bobby Darin? Ora, grazie a Kevin Spacey lo so. E mi fa piacere averlo scoperto con questo film.

Una notte da leoni 2. 6. Classica commedia “rilassa neuroni”. Forse un po’ eccessivo in alcuni suoi punti, ma, lo ammetto, mi sono divertita.

Quasi amici. 8. Che vergogna, non lo avevo ancora visto, Per fortuna, dico davvero, che l’ho recuperato. Bello.

Cloud Atlas. 8. Non ho capito proprio tutte tutte le storie che si intersecano in questo scenografico film, e forse avrei tagliato qui e là per non renderlo così lungo, ma se dico che mi è piaciuto qualcuno ci rimane male? Beh pazienza, perché  ho apprezzato tanto i mondi e gli universi contenuti in questa pellicola. Suggestivo.

Io Robot. 7. Visione iper-casalinga. Eravamo praticamente in pigiama e ancora sotto l’effetto della notte da poco trascorsa. Non è il mio genere, ma si fa guardare. E poi è Asimov, mica bruscolini.

Alla prossima gente. E buona visione!

P.S. Vi segnalo il bellissimo giveaway di Miky a cui partecipo molto volentieri… accorrete!

01:53 26 commenti

 

Questo post sarà un po’ senza capo né coda. Lontana da rubriche e post settimanali, vorrei lasciar fluire i miei pensieri liberamente.

Il 2013 è cominciato con molte domande. Ho tante cose su cui riflettere, tante cose da capire, tante risposte da dare. Ma al momento non ne sono in grado…

Continuo a riflettere su chi sono. Il mio compagno di banco (quanto mi fa ridere dire una cosa del genere alla mia veneranda età) mi dice che sono contraddittoria e a me sembra averci indovinato. Ho stati d’animo alterni e atteggiamenti contrastanti. Sono tenera e acida, dolce e aggressiva, simpatica e cinica, divertente e sarcastica. Vivo di sogni ma so già che non si realizzeranno, guardo la vita con ottimismo ma mi lascio abbattere da visioni funeste, confido nella mia intelligenza ma a volte accarezzo la beata superficialità e ignoranza.

Nei rapporti con gli altri la contraddizione si proietta nei miei comportamenti. Se amo qualcuno, lo tratto male. Se sono troppo gentile, mi stai sul cazzo. Se i miei sentimenti sono in conflitto sono capace di mandarti a quel paese cento volte e poi abbracciarti o raggomitolarmi addosso. Do poche possibilità alla gente di capire le mille sfaccettature del mio essere, ma poi mi lamento se quella stessa gente travisa, o peggio ancora, non comprende le mie parole. Faccio tanto la spavalda e la sfrontata, ma temo cosa si possa pensare di me. Tuttavia sono sempre onesta e dico quello penso, ma mi piacciono l’intrigo e le cose non dette. D’altronde chi dice tutto ciò che pensa a tutti? So essere una persona discreta, ma mi faccio sfuggire affermazioni scomode. Sembro sicura di me, ma in realtà tremo ogni volta che qualcuno mi chiede qualcosa sulla mia vita, mi fa un complimento o mi guarda con apprezzamento. Amo sembrare una ragazzina, ma ci sono giorni in cui mi sento più vecchia degli anni che ho.

Rifletto sulle relazioni. Sognavo un amore alla Jane Eyre, ma a volte simpatizzo per Madame Bovary. Ho una relazione lunga e duratura che mi riempie la vita, ma non mi fa piacere sempre parlarne e non mi va che sia un limite che porti gli altri a classificarmi con un “vabeh, te sei praticamente sposata”. Mi piace che ci sia qualcosa di così insolito nella mia storia con amorcito, ma non voglio gli sguardi della gente sgranati all’idea che duri da 10 anni, né che mi facciano sguardi dubbiosi del tipo “non è possibile stare insieme a una persona per così tanti anni e dire di essere felice”. Sono felice, ma sento che potrei esserlo di più. Credo nell’amore, ma non penso sia una cosa semplice.

Penso alle mie aspirazioni. Sono sicura delle mie capacità, ma vacillo nell’esporle. Vorrei eccellere, ma odio i primi della classe. Mi impegno, ma sono anche pigra. Credo nelle opportunità, ma mi considero sfigata. So che esiste una strada, ma vedo tanti bivi.

E poi penso a te e spero che tu legga finalmente le mie parole e comprenda davvero il messaggio, ma allo stesso tempo spero che al nostro incontro tu faccia finta di niente, di non aver letto tutto ciò che si poteva leggere di me, ne potrei morire. Dammi attenzione, ma ignorami. Odiami, ma amami.

02:59 20 commenti

Salve gente!

Dopo una luuunga pausa, torna la rubrica “botta e risposta” dedicata alle chiavi di ricerca con cui voi ignari viandanti telematici siete giunti a questo blog. Bando alle ciance: cominciamo!

1) casa dei sogni di Barbie

Ah, la casa di Barbie, quanti ricordi!! Passavo pomeriggi interi a sistemare le mie bambole preferite in cucina, in salotto, in camera da letto, mentre Ken, chissà perché, lo mettevo sempre a prendere il sole sul terrazzo… probabilmente avevo già capito che gli uomini sono assolutamente inutili quando si tratta di portare avanti intrighi e vicende, più un impiccio che un aiuto vero nelle nostre dinamiche quotidiane… porelli…

Casa delle BarbieNon so cosa stessi cercando, cara amica (o amico), ma per te ho una bella notizia. Da marzo la casa di barbie diventerà realtà. A Berlino, per essere precisi. Si tratta di una pacchianissima villa di 2500 metri quadri, un tripudio di rosa e lilla nel bel mezzo di Berlino Ovest che i turisti e i fan della bambola più famosa del mondo potranno visitare al costo di 17,20 euro. Nella villa si potranno visitare le varie stanze, fingendo di essere Barbie Raperonzolo o Barbie Rock Star e Barbie Vattelapesca, e provare il famoso letto a baldacchino, mentre in un’altra ala ci sarà addirittura una passerella per eventuali sfilate e un karaoke (ma esisteva anche Barbie karaoke? Boh…) E c’è di più. La casa andrà in tournée da agosto in giro per l’Europa e sarà Barbie a venire da voi! Spettacolo… Barbie è sempre un passo avanti a tutti…

2) carla gozzi marito

La nostra Carla si sa, non è certo donna banale e scontata. Lei è chic e glamour, anche in amore. Così la nostra modenese cosmopolita, maestra di stile in almeno due continenti, non ha un semplice marito nostrano. Lei c’ha il marito americano. Per meglio dire, il compagno. Si chiama Richard Bryan, è un medico e viene dritto dritto da New York. Per amore di Carla si è trasferito in Italia e i due vivono in un paesino vicino Reggio Emilia, in una villa in campagna, in compagnia dei loro 4 cani. That’s amore!

3) Vampiri maschi.

In principio c’era Dracula. Il conte più temibile e spaventoso del mondo. Diabolico e assetato come lo descrive Stoker, innamorato e malefico come lo ritrae Coppola. Poi ci sono stati Louis alias Brad Pitt dei tempi d’oro e Lestat/Tom Cruise pre-rincoglionimento da Scientology e un Banderas che fa Armand il vampiro latino. Tutti dei bei manzi a quell’epoca, al solo vederli  molte fanciulle all’epoca avrebbero volentieri sacrificato il loro collo. Fascinosi e stilosi, entrati nell’immaginario collettivo e destinati a durarci per sempre.

E poi. Poi arriva lui. Mr Porcellana, Edward MazzaQuantoSonoFigoePallido Cullen. La vergogna del suo genere e non tanto per il suo non essere cattivo, quanto per essere una lagna continua. Un’educanda sarebbe stata più interessante e vivace di lui. “E no Bella non ti posso baciare, sei come l’eroina…”, “E no Bella, non posso fare l’amore con te perché non siamo sposati”, “E no Bella, non posso proprio fare nulla perché, anche se ci siamo sposati, tu non sei un vampiro e io potrei piegarti in due con la ma forza disumana”, “ Oh cavolo Bella, un figlio, un figlio, porca miseria, ma come si fa?” “Bella…Bella… Bella… sei morta?” Roba che se fossi stata in Bella, appena diventata vampira, l’avrei defenestrato per potermi finalmente godere la mia vita eterna.

Si lo so, Edward lo caccio fuori sempre, sembra quasi che in realtà mi piaccia… ma anche no.

Sui vampiri minkia di The Vampire Diaries non mi esprimo perché non li conosco bene, ma è indubbio che la discesa del mito è ormai inarrestabile…

4) cantante italiano maschio con il capelli ricci

Cos’è? Indovina chi? E’ Tom? Mmm… chi potrebbe essere. D’impatto mi vengono in mente:

- Max Gazzè

- Niccolò Fabi

- Lucio Battisti

Tre nomi che se tu, caro amico, ricordi solo per il capello riccio, l’unico boccolo che ti meriti è questo:

scanu

(come sono aggressiva oggi…)

5) luna fiabesca

Leggendo questa chiave di ricerca mi è subito tornato in mente il corto della Pixar intitolato, appunto, “La luna”. E’ bellissimo e potete trovarlo su youtube. Vi lascio qui un video con un breve frammento, ma sul tubo si trova anche la versione integrale… enjoy!

6) la meglio gioventù soundtrack

La meglio gioventù è un film del 2003 di Marco Bellocchio. Pensato dapprima per la messa in onda a puntate in tv, dopo la decisione della RAI di sospendere la visione e posticiparla alla presentazione al Festival di Cannes, il film uscì infine nelle sale italiane in due atti e solo successivamente l’emittente decise di trasmetterlo. Il film racconta la storia di Italia, dal 1966 al 2033, attraverso le vicende di due fratelli, Nicola e Matteo, che vivranno sulle loro persone le ferite, i dolori e le gioie di un Paese che cambia.

La colonna sonora è una commistione di generi e autori, ma di sicuro la canzone che meglio rappresenta il film è quella che appare nei titoli di testa, The House of the Rising Sun dei The Animals, che vi propongo:

Canzone e film sono, ovviamente, consigliati.

7) riccardo vannetti odioso

Sono d’accordo. Da quando c’è lui io non sono più riuscita a vedere una puntata di Cortesie per gli Ospiti. Ridateci Ruspoli.

8) alan rickman

Simply the best. Un grande attore, un artista capace di interpretare personaggi diversi con la stessa classe. Piton rimarrà nei nostri cuori così come Rickman ce lo ha mostrato, poiché è stato in grado di leggere davvero l’essenza intrinseca del personaggio e, così facendo, lo ha reso indimenticabile ai nostri occhi. Bravo.

9) fragole di babbo natale

Ok Natale è bello che passato, ma guardate cosa ho trovato con questa chiave di ricerca:

Ma non sono deliziose? *_* Adoro adoro adoro! Aggiudicate per l’anno prossimo!

10) è calata la nebbia tra noi

Sarà il periodo. O la cataratta. O persino il sonno. A me, per esempio, sta calando la palpebra…

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Bene chic@s anche per questa volta è tutto. Alla prossima!

02:03 23 commenti

Era da parecchio che volevo provarla.

E lo so che le feste sono appena finite e siamo tutti lì, con un solo pensiero fisso che risuona nella testa e fa “Dieta, dieta, dieta, dieta…” Anche io ci penso sempre e cerco di metterlo in pratica. Più o meno.

E non so se considererete come giustificazione valida il fatto che io abbia preparato questo dolce per il mio amorcito, dopo aver passato più di una settimana separati. Perché io adoro fare dolci per chi amo.

E poi ieri è venuto anche un amico a prendere il caffè a casa e non si può servire il caffè senza un dolcetto…Si, insomma avete capito. Tutte scuse. Ma per una dolce causa. Ovvero, preparare la torta tenerina.

Cos’è la tenerina?

La torta tenerina è un dolce tipico di Ferrara che nasce nel XX secolo in onore di Elena del Montenegro, moglie di Vittorio Emanuele III. In dialetto ferrarese viene chiamata anche “Torta Taclenta”. Si tratta di una torta al cioccolato fondente, con una crosticina che nasconde un cuore soffice e goloso, nonostante non serva il lievito per prepararla. Ed è, inutile dirlo, buonissima.

Ingredienti:

200 gr di cioccolato fondente (di buona qualità, non siate braccine corte)

150 gr di zucchero

100 gr di burro

60 gr di farina

3 cucchiai di latte

3 uova

1 pizzico di sale

Preparazione:

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e, una volta sciolto, aggiungete il burro precedentemente tagliato a cubetti, uno alla volta, facendo attenzione che ogni cubetto venga incorporato bene al cioccolato prima di aggiungerne un altro. Terminata questa operazione, potete togliere il cioccolato dal fuoco e lasciate intiepidire.

In una ciotola versate metà dello zucchero (75 gr) e i 3 tuorli, avendo cura di conservare gli albumi. Con un frustino, manuale o elettrico, mescolate tutto fino ad avere un composto spumoso. A questo punto unite il composto di cioccolato e burro sciolto al composto di zucchero e uova e mescolate ancora con il frustino. Aggiungete farina e latte. Ora, io ho indicato 3 cucchiai di latte come previsto dalla ricetta. In realtà se vedete se il vostro composto è ancora piuttosto granuloso, vi consiglio di aggiungerne ancora un po’ per farlo diventare omogeneo e cremoso (ma non liquido!).

Terminata l’operazione, in una seconda ciotola montate gli albumi con lo zucchero rimasto (gli altri 75 gr) e il pizzico di sale. Una volta ottenuta una crema bianca compatta, con un mestolo o una spatola incorporate questa crema all’impasto precedentemente preparato. Nota bene: per incorporare i due composti, mescolate dal basso verso l’alto!

A questo punto imburrate e infarinate una tortiera, versatevi l’impasto e infornate per 20-25 minuti a 180° a forno già caldo (quindi accendete il forno qualche minuto prima). Trascorsi i minuti necessari, spegnete il forno e lasciate raffreddare la torta al suo interno con lo sportello socchiuso. Infine sfornate la torta, ponetela su un piatto da portata, cospargetela con dello zucchero a velo e gustatela con chi volete!

 

 

 

Questa volta non ho foto per voi. Tra amici e fidanzato, della torta io stessa ho visto ben poco. Vi lascio un’immagine presa da internet per darvi l’idea del risultato.

 

 

 

 

 

 

 

Non so quanti di voi conoscono questa ricetta. Io l’assaggiai la prima volta grazie a una cara amica che si cimentò con un pezzo di tradizione che non era la sua. Ma vivevamo in Emilia Romagna e per noi quella regione ha significato tante cose in ogni sua declinazione. E ormai era arrivato anche per me il momento di provarci. Per ricordare la tenerezza di quei momenti d’amicizia vissuti insieme e per condividere questa dolcezza anche con gli altri…

In fondo anche io sono una tenerina… una bella crosta fuori, un cuore tenero al suo interno…

00:33 18 commenti

Salve fragolosi! Come va?

Io sono tornata da qualche giorno e già sono nel pieno del vortice. Troppe cose da fare, dire, scoprire, vedere…tra cui i nostri beneamati telefilm!

E a tal proposito, ne approfitto per fare un altro (e ultimo) meme sul 2012. Questa volta si parla di serie tv, of course, e devo ringraziare Kylai per aver avuto l’idea di questo meme. Procediamo!

1. Quanti telefilm hai visto nel 2012?
25. Pochini? Beh io direi che bastano, se voglio fare altre cose tipo vivere…
2. Quanti di questi li hai visti doppiati?
L’unico doppiaggio che mi concedo e quando devo recuperare una serie che ha già al suo attivo qualche stagione. E quest’anno è capitato con Dexter – di cui la primavera scorsa ho recuperato in due mesi tutte le stagioni fino alla sesta e sono stata tanto brava da riuscire a vedere il finale season della sesta in lingua e ovviamente la settima finita proprio a Dicembre – e Game of Thrones con il recupero della prima stagione in tempo per vedere poi la seconda in lingua. Recentemente sto recuperando The Walking Dead che trovo solo in italiano, quindi…
3.Quanti di questi abbandonerai?
Non lo so. Ho quasi totalmente deciso di abbandonare Glee a meno che l’astinenza quest’estate non mi spinga a decidermi di recuperare al quarta stagione. Per il resto sarò costretta ad abbandonare la bitch in Apartment 23 dato che gli amerincaz maledetti vogliono cancellare la serie… che tristezza…

4. Quanti telefilm hai rivisto?
Nessuno. Come per i libri, non mi piace rivedere telefilm di cui so già come va a finire. A volte però becco in tv qualche episodio di Gilmore Girls e allora non cambio perché anche se so a memoria ogni minuto di quella serie, non riesco a resistere… è ormai un classico seriale…
5. E quali vorresti rivedere?
Nessuno per le ragioni sopra.
6. Quante serie erano italiane?
Zero. Ho un problema con la tv italiana: non mi piace. E dopo Boris anni fa niente ha meritato il mio interesse.
7. Quante non erano americane o inglesi?
Zero anche qui. Mi piacerebbe vedere qualcosa di altri Paesi, ma al di fuori del mondo angloamericano stanno più o meno messi come noi. Male.
8. I telefilm che hai guardato perché non c’era altro in televisione?
Beh l’estate scorsa, rimasta orfana di tutte le mie serie preferite, ho recuperato moltissimi telefilm che ora sono diventati dipendenza pura: Game of Thrones, The Killing, White Collar, Sherlock, Mad Men… meno male i periodi di magra, allora, se mi perettono di scoprire certe chicche!
9. Un telefilm con un bel titolo?

Mad Men. Un gioco di parole che è già una garanzia…

10. E quello con il titolo peggiore?
Non ne ho idea. Mi piacciono tutti!

11. Il telefilm più vecchio che hai visto?
In che senso? Se consideriamo il numero di stagioni, il più vecchio che al momento ho in visione è Grey’s Anatomy, con le sue nove stagione.
12. E il più recente?

Quelli cominciati quest’autunno: Arrow, Go On e The Paradise.

13. Qual'è il telefilm che ti ha fatto sognare?

Di sicuro Once upon a Time. Favole, magia, misteri, amore… cosa desiderare di più?

14. Il telefilm che ti ha lasciato senza parole?
Game of Thrones. E’ fatto da dio e ha un tessuto narrativo difficile da eguagliare.

15. Il telefilm con i migliori temi impegnati?
Le serie che vedo sono quasi tutte molto leggere e nate per l’entertainment, quindi di temi impegnati centrali non ve ne sono e se sono presenti appaiono qua e là tra un episodio e l’altro. Di sicuro serie che fanno riflettere sulla società sono state Mad men e The Killing, due grandi prodotti.
16. Il telefilm con l'evoluzione migliore?
E’ ancora troppo presto per dirlo, ma Revenge si difende bene con la sua seconda stagione. 2 Broke Girls fa ridere più di prima e GOT è GOT. Tra quelle più anziane di sicuro ho apprezzato, dopo stagioni piene di filler, la sferzata di action che ha avuto The mentalist a partire dalla fine della quarta stagione e che prosegue con un certo ritmo anche nella quinta ora in onda.
17. E quello con l'evoluzione peggiore?
C’è da chiederlo? Dexter. Una serie allo sbando…

18. Il telefilm di cui attendi con più impazienza il prossimo episodio?
OUAT, How I met Your Mother e GA. Sono una sentimentale…

19. Dei telefilm visti quali consiglieresti?
TUTTI. Fatevi un giro sulla mia pagina di Miso o seguite semplicemente questo blog, di spunti ve ne ho dati quest’anno.

20. Ma qual è il tuo preferito?
Difficile… qualche mese fa avrei detto How I Met Your Mother, ora non saprei…

21. E il peggiore?
Se un telefilm non mi piace non lo guardo, quindi il peggiore non c’è.

22. Quale telefilm ti ha sorpreso di più?
Arrow. Non mi aspettavo molto da questa serie, considerato che non amo le serie tratte dai fumetti, e invece quella di Oliver Queen è una storia avvincente che aggancia a partire dal pilot.

23. E il telefilm su cui hai dovuto ricrederti?
Pensavo che Patrick Jane e soci in The Mentalist non potessero più sorprendermi e poi arriva questa interessante nuova stagione… anche se la strada è ancora lunga…

24. Il telefilm che ti ha commosso di più?
Se guardo GA piango come una fontana… ogni anno…

25. In quale telefilm vorresti cambiare qualcosa in modo che sia perfetto?
Beh a noi piacciono anche le cose imperfette…

26. Pilot migliore?(Mi riferisco ai soli pilot visti quest'anno)
Quello di Revenge. Lo guardi e sei già dentro la vendetta spietata di Emily…

27. E il peggiore?
Se ho deciso di guardare le serie di appartenenza, allora non erano così brutti.

28. OMG WTF?
E’ proprio l’espressione che ho usato quando ho visto il finale season della settima stagione di Dexter. Non me lo aspettavo proprio da Deb né mi aspettavo he si arrivasse a questa evoluzione della serie…

29. Qual è il telefilm con il cast migliore?
Quello di American Horror Story. Che si giri in una casa stregata o in un manicomio dell’orrore, Jessica Lange e i suoi colleghi sanno essere così bravi da far paura…

30. E quello con il cast peggiore?
A voler essere cattivi il cast di Arrow è quello con più carenze, la mamma di Oliver ha sempre la stessa espressione, per non parlare di quella moscia di Laurel…

31. Quale personaggio ti mancherà di più?
Matthew Crawley di Downton Abbey. Se penso al Christmas Special a cui abbiamo dovuto assistere un paio di settimane fa, mi sento male…

32. Qual è stato il tuo personaggio preferito?
Tyrion in GOT. Adoro the halfman…

33. E quello che non vorresti rivedere mai più?
Io li voglio rivedere tutti, ma scherzi? Non farei a meno di nessuno di loro…

34. Il personaggio che tutti amano ma che voi disprezzate?
Sono troppo buona per questo gioco. Non la disprezzo, ma di sicuro April Kepner di GA non mi fa impazzire mentre in molti la amate… bah…

35. Il personaggio che tutti disprezzano ma voi amate?
Facile. Cristina di GA. Tutti a darle contro ma io, dopo aver passato stagioni a detestarla, ho imparato ad amarla e ‘evoluzione dle personaggio mi ha dato ragione…

36. Qual è l’attore che hai rivisto in più telefilm?
A questo punto credo Emilie de Ravin. La conosco dai tempi di Tess in Roswell, per poi incontrarla come Claire in Lost e poi quest’anno eccola lì a interpretare al parte di Belle in Once upon a Time… Emilie di sicuro sa reinventarsi…

37. L’amicizia migliore?
Ma quella tra Caroline e Max di 2 Broke Girl! Insieme sono fenomenali…

38. La peggiore?
Quella tra Emily e Amanda in Revenge. Un’amicizia nata tanti anni prima e contrassegnata da segreti più grandi di loro, spesso intaccati da tornaconti e interessi personali… meno male che Ems ha Nolan…

39. La relazione meglio riuscita?
Quella tra Denise e John Moray in The Paradise. Entrambi belli, intelligenti e ambiziosi. E adorano The Paradise… Cosa volere di più?

40. La relazione più scontata?

Snow e Prince Charming di OUAT. Un amore da favola il loro e per quanto commovente, è il più prevedibile di tutti: qualunque cosa accada, sai già che loro due torneranno insieme..

41. Un telefilm che avresti voluto vedere, ma non ne hai trovato il tempo?
Volevo recuperare The walking dead e lo sto facendo. Poi se riesco anche The Newsroom. E poi basta che scoppio…

42. Cosa ti aspetta nel 2013?
Tanti bellissimi episodi e spero qualche sorpresa da parte della programmazione… ad esempio la ripresa di Bunheads dopo la lunga pausa di questi mesi! I can’t wait!

43. Fai una citazione a caso per salutare:
Ve ne lascio una dall’ultima puntata di Big Bang Theory vista stasera:

Raj: Are they actually arguing about comic books?
Leonard: No, that can't be right.
Howard: Maybe "Thor's Hammer" is a new color of nail polish.

 

E con questo è tutto gente. Perdonate l’assenza di questi giorni, spero di riuscire a organizzarmi meglio al prossima settimana ed essere più presente. Vi auguro un buon weekend! A presto!

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02:30 30 commenti

E siamo arrivati all’Epifania. Lunedì prenderò un treno per tornare su, che suggellerà la fine delle vacanze natalizie. E non solo. Forse vi ho ammorbato a sufficienza su quanto questo periodo abbia significato per me. Novità, incontri, spostamenti vari… credo che sarà difficile ripetere una convergenza di eventi interessanti e piacevoli come quella appena vissuta. Io ci spero, ma in ogni caso anche capitasse un periodo di tale frenesia, sarebbe diverso. E ben venga.


Così, la mia partenza per ritornare ai miei ritmi di sempre e scoprire davvero che cosa mi riserva il 2013 ha il sapore di una fine, di un punto messo al termine di una bella frase. Perché per me, anche se ciò che inizia è sempre carico di promesso e ogni viaggio o percorso sono una gioia regalata, partire è un po’ morire. Ma a ogni arrivo sono pronta a una rinascita…


Prima di partire un miscuglio di emozioni turbinano nel mio animo. Prima di partire cerco di fare il punto della situazione. Prima di partire fisso bene i volti di chi amo. Prima di partire semino briciole di cuore che mi aiuteranno a ritrovare il cammino. Prima di partire imprimo nella memoria i momenti vissuti. Prima di partire provo a non dimenticare quello che voglio mettere in valigia. Prima di partire abbraccio chi ha reso unica ogni mia permanenza. Prima di partire ringrazio che sia arrivato il momento di andare via.


E infine, prima di partire ascolto questa canzone dei A Toys Orchestra, Be4 I walk away, che per me significa tutto questo e anche molto di più, mi ricorda che sono un’anima in viaggio e che senza questo spirito non sarei più io.





A Toys orchestra è un gruppo rock di ispirazione british che non manca però di sonorità indie ed elettroniche. Il gruppo originale nasce nel salernitano nel 1998 e si muove nell’ambiente underground italiano fino al 2003, quando, dopo l’ingresso di un nuovo membro nel gruppo, il passaggio alla casa discografica Urtovox Records ne segna l’ascesa. Cuckoo Boohoo esce nel 2004 e viene premiato sia dalla critica che dalla programmazione televisiva e radiofonica. Il video di Peter Pan syndrome, uno dei singoli del disco, è diretto da Fabio Luongo e riceve numerosi riconoscimenti. Nel 2005 nuovo cambio all’interno del gruppo e nel 2007 pubblicano il nuovo album, Technicolor Dreams. Il primo estratto è Powder of words che verrà poi utilizzato nella colonna sonora del film Il giorno in più con Fabio Volo. Anche la stampa straniera accoglie favorevolmente la loro musica e due brani del disco vengono scelti come singoli dalla BBC Radio 2. Alcune loro canzoni compaiono, intanto, in fiction televisive come i Liceali e gli Afterhours li invitano a partecipare al loro progetto musicale Il paese è reale. Nel 2010 esce  Midnight talks a cui segue nel 2011 Midnight (R)Evolution, una svolta per il gruppo e per Enzo Moretto, voce del gruppo e autore dei loro brani, il quale si cimenta come tematiche impegnate e sociali. Il disco è accompagnato da un Dvd, Midnight Stories, che ripercorre il percorso del gruppo fino ad allora. Da marzo 2012 sono la “resident band” del programma di Fabio Volo su Rai3 Volo in diretta e a gennaio 2013 suoneranno in Olanda in occasione di Eurosonic.


Be4 I walk away è tratto da Technicolor Dream, a mio parere il miglior disco della band; un brano dalla cifra intimista con un testo semplice, fatto di elementi quotidiani, ma non per questo meno poetico.


Before the radio turns on
Before the coffee getting cold
Before the dew evaporate
Before i walk away,i walk away,i walk away
Before my watch stops to run
Before an eyelid touches the other one
Before 8 became 9
Before i loose my mind
Before i loose my mind
Before i search the way i'll find
Before i drink down this glass of wine
Before i change my mind again
Before the egg or before the hen
Before to know how where and when
Before i say "before" again
Before i look ahead
Before i retrace my steps
Before i walk away again








00:38 22 commenti

 

Buon anno fragolosi! Qui ormai dobbiamo fare l’abitudine al nuovo anno da mettere nelle date e infatti già mi stavo confondendo. Ma in questi giorni di transizione tocca un ultimo sguardo all’indietro. E andiamo con il riepilogo del mese: cosa è successo nel dicembre ormai passato?

I Libri di dicembre

Che mese scarso! Solo due romanzi, pochissimo. Ho voluto fare troppe cose in questo periodo e in più il master comincia a farsi sentire, così il tempo si è ridotto drasticamente. Pazienza. La cosa bella è che si è trattato di due belle letture.

- Romancing Miss Brontë di J. Gael. . Se siete delle appassionate delle sorelle Brontë e avete letto i loro romanzi, non potrete fare a meno di questo libro. Juliet Gael ripercorre la vita di Charotte, Emily e Anne Brontë in una delicata sintesi di realtà e finzione. Le loro vite ritirate e a contatto con la natura, le difficoltà di dimostrare il proprio talento perché donne, le privazioni e la salute cagionevole che porta alla prematura scomparsa delle due sorelle più giovani, il successo che giunge, forse troppo tardi, le passioni, i sogni  e le sconfitte di Charlotte ma anche di tutte e tre le sorelle, di cui lei fu sempre portavoce. Il romanzo è molto centrato su Charlotte, la maggiore delle sorelle scrittrici, la più famosa e longeva (Emily e Anne moriranno rispettivamente nel 1848 e 1849 di tubercolosi, la stessa malattia che aveva stroncato al vita del loro unico fratello e che le aveva rese malaticce per tutta la vita, mentre Charlotte morirà nel 1854) autrice di quel Jane Eyre che tanto le portò fortuna e per il quale è ancora ricordata tra le più grandi scrittrici della letteratura mondiale. Il personaggio creato da Charlotte è ancora oggi letto, analizzato, studiato, criticato, amato. Ma non ero pienamente a conoscenza di cosa ci fosse dietro Jane fino a quando non ho preso in mano questo libro. Leggere Romancing Miss Brontë ha significato per me rivivere gioie e dolori di una scrittrice da me tanto apprezzata e capire meglio uno dei miei romanzi preferiti. Un libro che mi ha aiutato a realizzare meglio quale fosse la condizione femminile in epoca vittoriana, in particolare cosa significasse essere scrittrice e dover dimostrare sempre il proprio valore e talento in un mondo governato da uomini che continuano a vedere Charlotte non come una loro pari ma come una donna che meglio starebbe in cucina. Ma sono donne come Charlotte e le sue sorelle quelle a cui la letteratura e la cultura devono rendere grazie. Il libro della Gael lo ribadisce e lo fa molto bene.

- Lo hobbit di J.R.R. Tolkien. . Ci ho messo davvero tanto a finirlo. Il mio rapporto con il fantasy è come sempre, controverso. Ci sono stati momenti in cui credevo di mollare, altri che mi hanno rapito letteralmente, persa nei meandri di un mondo che si snoda lungo parole, filastrocche, nomi quasi impronunciabili, magie potenti e popoli fantastici. Giunta alla fine del viaggio mi sentivo un po’ come Bilbo Baggins, di cui mi sono innamorata: felice che fosse giunto a termine, ma a disagio, con l’idea che ancora molto c’è da vedere e da leggere per fermarsi qui. Che Il signore degli Anelli sia dietro l’angolo?

Ho concluso il 2012 con 42 libri e 14404 pagine lette. Un bel traguardo ma si può fare di più… 2013 a noi…

Acquisti & co. Anche quando leggo poco, acquisto. Mentre attendevo il treno che da Milano mi avrebbe riportato a Torino, ho ceduto alla tentazione e ho acquistato El prisionero del cielo di Zafon, in lingua originale e alla faccia della lista fatta per i regali, ché i regali me li faccio da sola. A Natale però ci ha pensato mia sorella teenager a rimpinguare il mio comodino, già ampiamente messo alla prova: mi ha regalato La ragazza con la gonna in fiamme di A. Bender e Le osservazioni di J. Harris. E infine Silvia di Banana e cioccolato mi ha fatto dono del suo libro, Racconti per tutte le stagioni. Felicità!

 

La velleità femminile del mese

I regali a Natale non mancano mai. Neanche quelli più vanitosi. Così anche quest’anno sono stata premiata. Il mio amorcito, che mi aveva fregato dicendomi che questo Natale non avrei avuto nessun regalo perché ultimamente me ne aveva fatti troppi, ha invece voluto sorprendermi con un regalo a sorpresa lungo la strada per andare a Sud. E così ecco una nuova borsa. Si tratta di uno dei pezzi della collezione “Mandy” di Coccinelle (vi ho mostrato la busta qualche post fa). Si, è della scorsa collezione, ma è un modello che mi si addice, quindi non ci vogliamo lamentare. Ho scelto questo color fango perché mi mancava una borsa di quel colore e si abbina praticamente a tutto. Inoltre è morbida capiente, l’iPad ci sta alla grande e volendo ha anche la tracolla, che preferisco in certi frangenti. Insomma sono molto contenta.

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Mia sorella universitaria invece ha pensato all’interno della borsa. Avevo un portafogli devastato. Davvero. Ormai mi vergognavo a tirarlo fuori dalla borsa, che indecenza. Così lei ha pensato bene di provvedere. E mi ha regalato questo carinissimo portafogli Accesorize!

foto (6)

E poi mio papi, come ogni anno, mi ha regalato un profumo. Quest’anno gli ho chiesto Acqua di gioia di Giorgio Armani. Non lo avevo mai provato, poi qualche tempo fa ero in profumeria e me hanno spruzzato un po’ addosso a tradimento. Non mi sono arrabbiata solo perché mi è piaciuto davvero tanto. Così quando papà mi ha chiesto se avevo qualche preferenza, non ho avuto esitazioni. Avrei voluto continuare con Rose The One di D&G ricevuto e amato lo scorso anno, ma la tentazione di provarlo era tanta. Così anno nuovo profumo nuovo.

Faccio cose, vedo gente…

A dicembre sono andata a trovare un’amica a Milano. Non ci ero mai stata e in poche ore ho visto poco e, a quel che mi dicono, pare abbia visto quel che basta. Milanesi in ascolto non storcete il naso! La mia breve visita aveva, comunque, un obiettivo preciso, otre incontrare la mia amica Luis: vedere la mostra di Picasso. La mostra si tiene a Palazzo Reale ed è stata recentemente prorogata fino al 27 gennaio. In esposizione le 250 opere provenienti dal Museo di Picasso a Parigi (che credo sia ancora chiuso per lavori).

La mostra di per sé è ben organizzata. Le prime sale raccolgono lettere e scritti del pittore, nonché articoli dedicati a lui e alle sue opere; segue una sala con fotografie della sua famiglia e del suo lavoro, con un focus sulla sua opera più celebre, Guernica, esposto al Reina Sofia di Madrid, che io ho avuto modo di vedere tante di quelle volte che ormai mi è rimasta impressa negli occhi e nel cuore. Infine si parte con la mostra vera e propria. Si scorre tra saloni dedicati a tutto il percorso artistico di Picasso, dagli albori passando per cubismo, surrealismo, i suoi periodi rosa e blu e le sue innumerevoli incursioni nelle varie sfaccettature artistiche dell’epoca contemporanea.

Nonostante la presenza di opere importanti come La Celestina, L’uomo con il mandolino, Ritratto di Olga Ritratto di Dora Maar (di cui ho comprato anche il segnalibro, mio vezzo ogni volta che visito un museo) e La supplicante, la mostra non mi ha entusiasmato più di tanto. I profili associati ai vari periodi dell’artista erano molto ben delineati ma seguire il percorso non è stata cosa semplice, non era lineare. Io e la mia amica abbiamo sbagliato anche direzione del percorso e abbiamo visto opere più recenti prima di opere di decenni precedenti. Mancava poi un centro catalizzatore, qualcosa che desse realmente la cifra di una vita artistica come quella di Picasso. Ha giocato a sfavore anche il sovraffollamento delle sale, sicura che, con meno persone accalcate attorno a un dipinto, sarei riuscita ad apprezzarli meglio.

Alla fine si esce da Palazzo con un senso di insoddisfazione, come se in una mostra che all’apparenza sembra molto ben organizzata, manchi in realtà qualcosa, quel pizzico in più che la rende indimenticabile. A ogni modo, se vi trovate a Milano, consiglio di non perdervela. Un giro a spasso con l’arte non bisogna negarselo mai.

 

Il video del mese

Non poteva essere altrimenti. Si tratta di quella genialata creata da Sio, fumettista e artista degli Scottecs Comics che da qualche mese a questa parte ci delizia sul tubo con video parodia delle canzoni più cantate del momento tradotte malamente da Google translate e animate dalle sue simpatiche vignette. Sul suo canale ci sono Only the horses, Call me maybe, Gangnam Style e, in pieno periodo natalizio, anche Jingle Bells. Risate assicurate!

La musica che mi frulla in testa

Ormai è droga pura. Sono entrata nel tunnel di Malika. Dopo Tre cose, la cantante mi ha conquistato anche con Il tempo non inganna. La trovo una canzone elegante e delicata, come solo lei sa fare, e nel testo rileggo me stessa in più punti. Vabeh, è ossessione.

E anche per questo mese è tutto. Buon Gennaio 2013 a tutti!

21:32 21 commenti

 

Ormai è quasi diventata una tradizione. Questo sarà il terzo anno che mi cimento con il questionario di recap che mi fa rivivere l’anno appena trascorso in compagnia dei miei beneamati amici di carta. Perché prima di cominciare un nuovo viaggio è bene avere in mente la strada percorsa. E poi spero sempre sia di buon auspicio alle letture future. Dunque cominciamo!

1. Quanti libri hai letto nel 2011?

42. Lo afferma aNobii. In realtà sarebbero 43 o 44,s e si considera anche il libro che ho tradotto. Beh, in ogni caso, anche quest’anno ho perso la sfida con me stessa di raggiungere il traguardo dei 50… chissà questo 2013 come andrà…

2. Quanti erano fiction e quanti no?

Fiction come se piovesse. Quasi tutta narrativa, eccetto per Come un romanzo di Pennac, una saggio piccolo e delizioso, e Shakespeare scriveva per soldi. Diario di un lettore, ovvero una raccolta degli articoli scritti da Nick Hornby per la rivista americana The Believer, molto piacevole.

3. Quanti scrittori e quante scrittrici?

13 scrittrici, 25 scrittori. Sono sempre più gli uomini che mi conquistano rispetto alle autrici. Ma 13 per è un bel numero, una in più rispetto all’anno scorso, devo farmi i complimenti!

4. Il miglior libro letto?

1Q84. Libri 1 e 2 di Murakami Haruki. E ora con l’anno nuovo ho cominciato il seguito… come iniziare bene il 2013…

5. E il più brutto?

La fine del mondo storto di M. Corona. Pesante e fin troppo pessimista, direi apocalittico… ma forse è semplicemente uno stile che non fa per me…

6. Il libro più vecchio che hai letto?

L’abbazia di Northanger di J. Austen. Sebbene sia stato pubblicato postumo nel 1818, la scrittrice lo terminò nel 1803.

7. E il più recente?

Finché le stelle saranno in cielo di Kristin Harmel, uscito ad agosto 2012.

8. Qual è il libro con il titolo più lungo?

Un giorno questo dolore ti sarà utile di P. Cameron.

9. E quello col titolo più corto?

Di nuovo 1Q84 di Murakami

10. Quanti libri hai riletto?

Solo gli ultimi 2 Harry Potter che mi mancavano dalla grande rilettura che avevo intrapreso a fine 2011. E sinceramente, prendetemi per pazza, vorrei rileggerli di nuovo tutti. Da ricovero…

11. E quali vorresti rileggere?

Come sempre, nessuno a parte i soliti noti.

12. I libri più letti dello stesso autore quest'anno?

Sempre i 2 famosi ultimi HP della Rowling in rilettura e 2 romanzi di Jane Austen (L’abbazia di Northanger e Emma).

13. Quanti libri scritti da autori italiani?

9. E per una esterofila come me non è poco…

14. E quanti libri letti sono stati presi in biblioteca?

Quest’anno zero… ho così troppi non iniziati che non ne ho avuto bisogno…

15. Dei libri letti quanti erano ebook?

7. Da quando mi hanno regalato l’iPad ho cominciato ad apprezzare la nuova tecnologia…

 

E con quest’ultima domanda, è tutto. Auguro a tutti voi un 2013 ricco di belle storie, personaggi da amare e meravigliosi mondi da esplorare. Buona lettura a tutti!

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19:42 13 commenti

 

Fragolosi cari, ormai ci siamo. Anche questo 2012 sta per volgere al termine. E non credo saranno in molti a rimpiangerlo. Perché questo 2012 ci ha messo davvero tanto impegno per non smentire frasi del tipo “anno bisesto anno funesto” e per lasciarci quell’amaro in bocca, per non dire “una pragmatica sensazione di…”. Ma io, che ultimamente sono stata descritta come amante delle cose melliflue e stucchevoli, ho deciso di non piangere sul latte versato, ma di vedere, come faccio ogni anno, le cose buone che questo 2012 ha portato. Poche? Forse. Ma anche un anno pessimo avrà pur ragione di esistere. E se siamo ancora qui a ridere, scherzare e farci beffe di lui, possiamo solo che congratularci con noi stessi…

Cosa è successo in questo 2012?

  • Mi sono trasferita in una nuova città.Che conoscevo già un po’ ma solo di passaggio. Non è un rapporto semplice il nostro, ma io adoro le novità e avere un luogo nuovo da scoprire e fare mio mi esalta. Lascerò anche qui un pezzetto del mio cuore? Probabile…
  • Ho viaggiato. Anche quest’anno. Ho visto posti nuovi, conosciuto nuova gente. L’esperienza in Inghilterra di quest’estate mi ha permesso di mettermi alla prova e di dimostrare a me stessa di cosa sono capace. E mi ha permesso di stringere rapporti umani che non credevo potessero essere così forti e durevoli e invece, con quelle straordinarie ragazze che condividevano con me mattini e notti insonne, gioie e dolori di una Group Leader,  mi sento ancora e, cosa più importante, ci fa piacere mantenerci in contatto e non lasciare che il tempo indebolisca i legami.  E poi ho viaggiato per piacere e ho realizzato un piccolo desiderio: andare a Parigi con amorcito. Tres jolie!
  • Ho preso delle belle cantonate. E anche delle badilate. Fanno male, ma almeno ti aiutano a capire quanto resistente sei. Gli insegnamenti sono anche dove meno te li aspetti. E i giorni di pioggia ti aiutano ad apprezzare lo spuntare del sole tra le nuvole…
  • Ma ogni tanto arrivano le belle notizie. Borsa di studio per iniziare un master che desideravo da tempo. Tosto eh, l’ultimo mese è stato pesante, ma questo credo sia il periodo più sereno della mia vita. Non so se davvero questo percorso mi porterà a fare ciò che voglio nella vita o mi farà semplicemente scoprire che non è questa la mia strada. Ma investire sul futuro mi è sembrata l’opzione per me più adatta a questo periodo della mia vita. E, in fondo, mi sto divertendo, ho dei compagni simpatici che già adoro e che non vedo l’ora di rivedere a gennaio! #sobbellecose
  • Ho visto amici che non incontravo da un po’. Questo ultimo periodo del 2012 è stato ricco di viaggi in treno, incontri, riunioni con amici, visite inattese, incursioni in altre città, foto ricordo, abbracci calorosi, incontri a sorpresa, tuffi nel passato e tante belle giornate presenti. Ricordarsi che non si è mai soli, questo mi hanno portato gli ultimi mesi del 2012.
  • Ho visitato mostre e saloni. Perché sono donna di cultura. Ahahaha scherzo… ma mi piace girare per gallerie, palazzi, sale e saloni. Siamo tornati al Salone del Libro e come sempre mi sono innamorata; ho visitato Louvre, Museo d’Orsay e visto Le ninfee di Monet; qui a Torino ho avuto il piacere di gironzolare tra la storia degli italiani e le opere di Degas e a Milano mi sono incontrata con Picasso. Ma cosa voglio di più dalla vita!
  • Il mio amorcito è sempre il mio amorcito. Se non ancora più amoroso. Quest’anno abbiamo festeggiato i 10 anni di strada insieme e a me non sembra sia passato tutto questo tempo perché ogni giorno ci svegliamo e ci guardiamo con occhi innamorati come il primo giorno. Il mio punto di riferimento sei solo tu…
  • E poi ci siete voi. E poi c’è il mio blog. Un altro anno insieme e qui si cresce sempre di più. Anche questo 2012 mi ha portato nuove conoscenze, nuovi mondi da esplorare, nuovi autori da apprezzare e a cui affezionarmi. Questo mio piccolo spazio mi regala molte soddisfazioni, mi aiuta a essere chi voglio senza filtri e a dire come la penso quando meglio credo. Mi sostiene nelle mie battaglie, mi ripaga nel mio inventarmi quotidiano, nel mio creare continuo, con la sua stessa esistenza. Qui vi ripongo i miei sogni e le mie speranze, le mie conoscenze e la mia ignoranza, i miei timori e i miei dubbi, la mia solitudine e i miei giorni felici. Qui ci siete voi che ormai fate parte della mia vita. E senza tutto questo ormai non sarei più io…

Cari fragolosi, anche quest’anno abbiamo riso, pianto, amato, sofferto. Qualche mese fa avrei voluto una macchina del tempo per tonare al 2011 e reinventare il 2012. Ora mi guardo indietro e mi dico che doveva andare così. E con un’ultima occhiata tra l’amichevole e il cagnesco a questo anno agli sgoccioli, gli porgo i miei saluti e mi avventuro nel 2013. Vi auguro ogni bene. Ci auguro ogni bene. E speriamo questo nuovo anno sappia sorprenderci… Happy New Year…

buon2013

17:49 36 commenti

Alcuni di voi sanno che sono una sfidomane letteraria su anobii, dove vi è un gruppo (che vi consiglio) intitolato Readers Challenge che propone sfide per leggere libri nuovi e conoscere persone simpatiche e pareri vari. Tuttavia, da poco ho cominciato a partecipare a sfide su blog e tra blogger. Il primo fu Matteo di storie dentro storie, con la sua sfida per Halloween. Ora tocca a Valentina di Peek a Book, che ha ideato una sfida della durata annuale dedicata alle scrittrici. La 2013 Women Challenge.

Di solito io non leggo molte autrici. Una mia pecca, certo,  ma non le trovo mai così interessanti come i loro colleghi maschi, salvo, ovviamente, poche eccezioni. Questo, però, non vuol dire che io non possa cambiare idea e aprire i miei orizzonti. e allora partecipo alla sfida di Valentina. E invito tutti voi a seguirci. Di seguito ecco la descrizione della sfida e le sue regole.

La sfida ci invoglierà a leggere più libri scritti da donne, di qualsiasi genere siano, scegliete pure quello che preferite e partecipate!

Decidete il vostro livello e, se vi va, lasciatemi un commento a questo articolo elencandole vostre 3 autrici preferite, in modo da suggerire nuovi nomi anche agli altri partecipanti.

Ecco le mie (sono le prime che mi vengono in mente):

* Isabel Allende
* Marcela Serrano
* Kathy Reichs

Regole:


* chiunque può partecipare;
* non è necessario avere un blog per partecipare. Se non hai un blog lasciami cortesemente un commento con un link (se le pubblichi da qualche parte) alle tue recensioni o con la lista dei libri che leggerai man mano e il livello che hai scelto;
* è permessa la lettura di audiolibri, e-books, libri "normali" e riletture;
* per i blogger: crea un post di iscrizione (tipo questo che ho scritto io) e posta il link sul linky che trovi qui sotto;
* la sfida durerà dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2013.

Livelli:

Livello 1: BABY GIRL - leggi da 1 a 5 libri scritti da un'autrice donna
Livello 2: GIRLS POWER - leggi da 6 a 10 libri scritti da un'autrice donna
Livello 3: SUPER GIRL - leggi da 11 a 15 libri scritti da un'autrice donna
Livello 4: WONDER WOMAN - leggi più di 16 libri scritti da un'autrice donna

 

Io ho deciso di partire da un livello 1, Baby Girl, il più semplice e quello che credo di riuscire a portare a termine senza troppe complicazioni.

Le mie scrittrici preferite… sul blog di Valentina ne ho scritte 3, ma al momento me ne vengono in mente tante altre! In ogni caso:

  1. Isabel Allende
  2. Irene Nemirovsky
  3. Margaret Mazzantini

ma ci sarebbero anche Natsuo Kirino, Banana Yoshimoto, zia Rowling…

Dal 1 gennaio si parte. Che il girl power sia con me…

13:44 15 commenti
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